Il ruolo del 5G nel futuro della nostra società e i suoi effetti sullo sviluppo economico e sociale legato a questa tecnologia rivoluzionaria. Ecco cosa ha detto Antonio Sassano, presidente della Fondazione Ugo Bordoni (FUB), in audizione in IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle nuove tecnologie 5G e big data che si è tenuta lo scorso 24 luglio.

La recente esclusione di una delega specifica per la tutela dei consumatori nell’ambito della ripartizione di competenze della nuova Commissione europea ha riproposto il dibattito sulla permanente attualità della figura “unitaria” del consumatore come soggetto titolare di una posizione tipica nell’ordinamento e nella società abbisognevole di una tutela ed una disciplina specifica.

È stato, cioè, evidenziato da taluni che la scelta europea non è causale (o dettata da del tutto diverse motivazioni politiche), ma discenderebbe dalla impossibilità o dalla inopportunità di definire, appunto, unitariamente tale figura, dovendosi, da un lato, frammentare le posizioni ad esse tradizionalmente ascrivibili a ben distinti tutele settoriali; ovvero, dall’altro, ricondurre codesta tutela a quella più generale del cittadino, soprattutto alla luce dell’incremento della gratuità di molti servizi che rompe lo schema acquisto/vendita.

L’art.1 (commi da 4 a 10) della legge 205 del 2017 ha rivoluzionato la normativa prevista nel codice civile relativa ai termini di prescrizione in riferimento ai corrispettivi dei conguagli nei settori energia elettrica, gas e (prossimamente) idrico, inserendo nella più generale definizione della prescrizione quale “modo generale di estinzione dei rapporti fondato sull'inerzia del soggetto titolare del diritto” una nuova fattispecie: accanto alla prescrizione ordinaria (art.2934 cc e ss) e la prescrizione breve (art.2948 cc), si realizza una prescrizione “brevissima” con il decorso di uno spazio temporale molto più limitato (due anni).
La legge 27 dicembre 2017 n.205 (“Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018 - 2020” pubblicata in G.U. Serie Generale n.302 del 29-12-2017 - Suppl. Ordinario n. 62) ha quindi introdotto una nuova disciplina sia sotto il profilo dei termini di prescrizione sia per la specificità dell’oggetto e cioè i consumi di energia elettrica e gas e del settore idrico.

Soro: "Le norme privacy non ostacolano al lotta all'evasione fiscale. La nostra azione permette anzi di colpire i responsabili e di salvaguardare le persone corrette".

Ora che il governo lancia l’ennesima campagna contro gli evasori, politici e opinionisti invitano a liberare il campo dai paletti piantati dal Garante della Privacy. Il Garante, per eccesso di tutela verso gli italiani, avrebbe ostacolato la caccia dell’Agenzia delle Entrate ai furbetti delle tasse.

Antonello Soro: la sua azione si è tramutata in un assist agli evasori?

“Questa critica si fonda sul niente. Il nostro obiettivo era facilitare la lotta all’evasione, che aiuta a realizzare l’equità fiscale. Un valore scritto in Costituzione”.

L’Agenzia mai contestato le sue decisioni?

“Nessuno dei direttori che si sono succeduti nei 7 anni del mio mandatosi è mai lamentato”.

Dunque l’Agenzia può usare la sua banca dati senza che lei gli leghi le mani.

“Primo. Questa banca dati, la più grande del Paese, la custode di informazioni chiave su ogni italiano, deve essere impermeabile a ingressi abusivi e attacchi informatici. Noi abbiamo chiesto, inoltre, che gli accessi dei funzionari dell’Agenzia siano sempre registrati e che la loro navigazione sia sempre tracciata quando consultano la banca dati”.

Perché queste richieste?

“Perché la lealtà fiscale di una persona o di un’impresa può essere misurata solo attraverso dei dati, di per sé corretti, che siano gestiti in modo corretto”.

Lei non ha voluto che la capacità di spesa di una persona venisse misurata con le statistiche generali Istat, semmai valutandone le spese effettive.

“L’algoritmo dell’Agenzia cerca di individuare uno scostamento tra la dichiarazione dei redditi di un cittadino e l’andamento dei suoi conti correnti o dei consumi. La richiesta di usare dati corrispondenti al comportamento reale del contribuente, e non a quello presunto in base a dati statistici generali, consente di effettuare quella profilazione puntuale del rischio fiscale richiesta dalla legge”.

Lei si è mai opposto alla profilazione?

“Come avrei potuto? E’ un’attività prevista sin dal decreto legge 201/2011. L’anagrafe dei rapporti finanziari, però, andava organizzata secondo criteri puntuali. La vulnerabilità di questa banca dati è la vulnerabilità del Paese”.

Ha però imposto che le sperimentazioni dell’Agenzia fossero limitate a un campione?

“E’ stata l’Agenzia a limitare il suo scrutinio ad un numero limitato di rapporti finanziari, per fare sperimentazioni più corrette”.

Dunque i suoi paletti…

“Non siamo piantatori di paletti. Lavoriamo per difendere i cittadini. Se gli algoritmi dell’Agenzie delle Entrate sono alimentati di dati veri, le persone perbene sono al sicuro. Altrimenti si perseguitano solo i giusti. Troppo spesso, purtroppo, si considerano i diritti un costo troppo alto da pagare, e le garanzie democratiche degli arnesi del passato, perfino pericolosi. Ma non è così”.

Intervista ad Antonello Soro, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali
(di Aldo Fontanarosa, "La Repubblica", 4 ottobre 2019)

https://www.garanteprivacy.it

 

"Come osate?". Al vertice delle Nazioni Unite sul clima la giovane attivista pronuncia un discorso destinato a diventare iconico. "Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E tutto ciò di cui parlate sono i soldi? Come osate?" “La speranza viene da noi giovani, come osate? Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote, eppure sono tra i più fortunati. Le persone stanno soffrendo, le persone stanno morendo, interi ecosistemi stanno crollando”. Così la sedicenne Greta Thunberg in apertura del vertice Onu sul clima rivolgendosi ai leader mondiali.

di Ivo Ferrario, Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne Centormarca. Tratto dall’introduzione al libro “Marca, Internet e contrasto alla disinformazione - Tutelare il brand, affrontare la crisi, quantificare il danno”, promosso da Centromarca nell’ambito del piano di iniziative per la valorizzazione e la tutela della reputazione di Marca.

“Un tempo non era permesso a nessuno pensare liberamente. Ora sarebbe permesso, ma nessuno ne è più capace. Oggi la gente vuole pensare ciò che si suppone debba pensare. E questo lo si considera libertà”. Nel 1922 il filosofo e storico tedesco Oswald Spengler, ne Il Tramonto dell’Occidente, pose l’accento sulla perdita di valori e sul declino di un’Europa in cui prendevano piede forme di disprezzo della democrazia e della libertà. Un quadro che avrebbe contribuito allo scatenarsi del secondo conflitto mondiale.  Anni dopo, nel 1949, lo scrittore inglese George Orwell, nel suo romanzo 1984, preconizzò una società agonizzante, priva di libertà, in cui i libri erano banditi e le persone private dell’accesso alle informazioni. Un mondo in cui “la menzogna diventa verità e passa alla storia”. Dove il pensiero critico individuale diventa inconcepibile, le scienze e la produzione culturale sono addomesticate per essere coerenti con gli scopi del “Grande Fratello”. Dove la verità non conta: tutto è sistematicamente riscritto, per far spazio a una realtà ufficiale che nega quella fattuale.

Comunichiamo con soddisfazione un breve riassunto delle iniziative e delle attività di Consumers' Forum realizzate nell'ultimo anno.  Abbiamo lavorato con dedizione e impegno su numerosi fronti, dalla formazione alla realizzazione di eventi tematici di approfondimento e istituzionali di confronto con i nostri maggiori e più importanti interlocutori, quali le Authority; dalla realizzazione di campagne di promozione della conciliazione paritetica alla divulgazione di report e ricerche tematiche in collaborazione con Università Roma Tre e con Ipsos; dalla importante collaborazione con ASviS alla promozione di Protocolli sulla sostenibilità tra Associazioni dei consumatori e imprese, ultimo dei quali con Edison.

Ringraziamo tutti i Soci di Consumers' Forum per la loro importante collaborazione.
Sergio Veroli
Presidente Consumers' Forum



E-commerce farmacie, cresce richiesta online da consumatori. Requisiti e obblighi per evitare sanzioni L'e-commerce è in costante crescita e, anche se, rispetto al fatturato fatto registrare dalle vendite nel negozio fisico, il valore raggiunto è ancora piccolo (155 milioni di euro, pari a circa l'1,5%), le previsioni vedono, già alla fine del 2020, un raddoppio, per un totale stimato intorno ai 315 milioni di euro. In questo quadro, data anche la crescita delle richieste da parte dei cittadini, è quanto mai importante avere chiare tutte le norme che ne stanno alla base, anche per essere pronti in caso di eventuali ispezioni ed evitare così sanzioni. Vale la pena, allora, ripercorrere alcuni degli adempimenti obbligatori, anche perché, come si legge nella Guida sulle vendite online di Federfarma "La vendita online: tutti gli adempimenti a carico delle farmacie", recentemente aggiornata, «la normativa relativa ai farmaci si intreccia e si sovrappone a quella riguardante la vendita sul web di altri prodotti sanitari, rendendo il sistema complesso e non sempre di facile applicazione. Il farmacista deve infatti rispettare regole e disposizioni diversificate a seconda della tipologia di prodotto venduto». Va in ogni caso ricordato «che il farmacista che abbia deciso di utilizzare il web come canale di vendita di farmaci ed altri prodotti debba sempre cercare il contatto con il cittadino, mettendo la propria professionalità a disposizione anche di chi fa acquisti on line, chiedendogli se assume altri farmaci contestualmente a quelli che acquista on-line, invitandolo a contattare il farmacista per qualsiasi dubbio riguardante l'uso o la conservazione dei farmaci».

Nel contesto fortemente evolutivo dei consumi, della politica mondiale, della globalizzazione dei commerci e con l’avvio di nuove vie di comunicazione alternative al mare (come, ad es. la via della seta), appare evidente che il delicato ruolo che rivestono i mercati agroalimentari all’ingrosso debba adeguarsi a queste nuove realtà economico-sociali; pertanto è irrinunciabile avviare un profondo processo innovativo a tutti i livelli: innanzitutto culturale ma anche strutturale, tecnico, operativo, avvalendosi delle più aggiornate tecnologie informatiche, telematiche e logistiche.

È uno degli obiettivi dell’Agenda 2030 sottoscritta dai paesi ONU. Ecco cosa serve, però, per creare una vera e propria cultura della sostenibilità. Garantire modelli sostenibili di consumo è uno dei 17 obiettivi che l’Agenda 2030, sottoscritta da tutti i Paesi membri dell’Onu, si è prefissata per una salvaguardia complessiva delle persone e del pianeta. Ne parla anche il Manifesto della Sostenibilità consumeristica redatto e sottoscritto dai soci di Consumers’ Forum, dove si sottolinea l’importanza di formare un “consumatore informato e consapevole”. Questo concetto è indissolubilmente legato a due aspetti fondamentali: la lotta alla povertà e alla diseguaglianza, necessarie da combattere prima di parlare di qualsivoglia tipo di atteggiamento nei confronti dei consumi.

Consumare “consapevolmente” comporta infatti mediamente una spesa maggiore per chi lo fa. E questo trova tutti i suoi limiti in un Paese come l’Italia dove ci sono 4,7 milioni di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà, 2 milioni di giovani che non studiano e non lavorano, il 5% delle famiglie più abbienti che detiene la stessa ricchezza del 75% delle famiglie non abbienti, il 18% delle case esistenti abusive.

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