Andmi: a rischio l'80% dei mercati all'ingrosso. La causa e' da ricercare nel provvedimento Madia

mercati generaliIl provvedimento Madìa continua a preoccupare l'Associazione nazionale direttori mercati all'ingrosso (Andmi). Dopo varie vicissitudini è stato prorogato al 30 giugno 2017 il termine entro cui le Amministrazioni pubbliche dovranno fare una ricognizione di tutte le partecipazioni in vista della loro razionalizzazione (chiusura e dismissione).  Pietro Cernigliaro, presidente di Andmi, esprime la sua preoccupazione in quanto resta immutato a 1 milione di euro il parametro del fatturato minimo sotto il quale le società partecipate dovranno chiudere. Nelle ultime ore questo parametro sembrerebbe ridotto a 500mila euro.

"In buona sostanza - dice Cernigliaro - si rischierebbe un salto nel vuoto in assenza di una strategia dentro la quale collocare il futuro di queste strutture che, lo vogliamo ricordare, costituiscono un baluardo a difesa della trasparenza, della trasparenza nella formazione del prezzo, nella tutela della salute pubblica, nella valorizzazione della produzione tipica e di qualità dei territori e a difesa della sicurezza e legalità in un sistema distributivo nel quale, come è ben noto, si annidano diverse forme di criminalità".

Il presidente chiede a tutti gli operatori di farsi sentire. "Facciamo appello a tutto il settore affinché si lanci un forte grido di allarme e mobilitazione, mettendo in campo tutte le energie possibili per modificare questa impostazione. Almeno in questa circostanza si mettano da parte gelosie, conflitti, primogeniture, divisioni che purtroppo hanno contraddistinto, negli ultimi tempi, il mondo dei mercati".

Questi i punti portati avanti da Andmi:
a) predisporre una diversa e più specifica disciplina che, in linea con l'indirizzo del Governo, dovrebbe affrontare una razionalizzazione dei Mercati all'Ingrosso attraverso un piano nazionale dei mercati stessi per favorire una seria politica logistico-commerciale, che a tutt'oggi manca a causa delle competenze attribuite alle Regioni che hanno scarsamente legiferato in materia.

b) escludere dall'ambito dell'applicazione delle nuove norme i Mercati all'Ingrosso e i Centri Agroalimentari così come previsto per: "gli enti associativi diversi dalle società, per le società costituite in forza di legge per la gestione di servizi di interesse generale e di interesse economico generale, Fondazioni" e, contestualmente, predisporre una legge quadro che, superando l'inerzia delle Regioni, identifichi un "Piano Nazionale dei Mercati all'ingrosso" anche se il Titolo V della Costituzione, che affida alle Regioni il controllo e la disciplina dei Mercati all'Ingrosso Agroalimentari, potrebbe costituire un ostacolo.

c) collocare tali strutture in una nuova ottica, più coerente con l'attuale contesto di mercato che, giorno dopo giorno, assume oramai una rilevanza almeno europea per cui meriterebbero di essere regolati nell'ambito dei principi di uno specifico ordinamento giuridico nazionale proiettato verso una dimensione europea.

Secondo Andmi, qualora ci si ostinasse a mantenere l'attuale indirizzo normativo per le strutture "de quo", le conseguenze sarebbero micidiali; oltre l'80% dei Mercati dovrebbe essere dismesso e/o chiuso a seconda della disponibilità, molto remota, che privati investitori possano acquistare le azioni poste in vendita dalle Amministrazioni pubbliche della società partecipata che gestisce la struttura. Un vero terremoto, con conseguenze socio-politiche-economiche-commerciali disastrose e dalle conseguenze imprevedibili.

"L'Associazione Nazionale dei Direttori dei Mercati all'ingrosso e dei Centri Agroalimentari - conclude Cernigliaro - è pronta a fare la sua parte; si mette a disposizione del settore e chiede a tutti gli interlocutori Enti Gestori, Associazioni di categoria dei grossisti e dei commercianti, Organizzazioni sindacali della produzione agricola, Organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti, di rispondere al nostro appello affinché si possa insieme rappresentare il peso di una parte importante della economia nazionale, della vita di tante persone e famiglie, di un modello sicuramente da innovare e migliorare, ma che non deve essere messo in discussione o peggio ancora cancellato".

Per informazioni:
www.andmi.it

Data di pubblicazione: 20/03/2017
Autore: Cristiano Riciputi
Copyright: www.freshplaza.it 

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