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Indagine dell'Antitrust Ue su Google e Facebook

3 Dicembre 2019
La Commissione annuncia l'avvio di un'indagine per capire come i dati personali vengono raccolti, usati e commercializzati dai due giganti del Web. La Commissione Europea ha avviato indagini preliminari sulle modalità di raccolta e di uso dei dati da parte di Google e Facebook. La procedura è partita con l’invio di questionari, precisa un... [continua]

Posteraro (Agcom): “Regolare il mercato dei dati con una norma europea per fermare la dittatura dell’algoritmo”

22 Novembre 2019
Francesco Posteraro, Commissario AGCOM, durante l’intervento al convegno di Consumers' Forum “IL POTERE DELLE NUOVE TECNOLOGIE, IL RUOLO DELL’EUROPA E DELLE AUTHORITY NAZIONALI”: “Regolare il mercato dei dati con una norma europea per fermare la dittatura dell’algoritmo, risultati deludenti dall’autoregolamentazione degli OTT. Occorre... [continua]

Il diritto alla trasparenza degli algoritmi e alla tutela dei dati.

22 Novembre 2019
Quattordicesima edizione dell'appuntamento annuale con le maggiori Authority italiane, a cura di Consumers’ Forum.LA DEFORMAZIONE DEL MERCATO PUBBLICITARIO OGGI: IL 76% DELLA PUBBLICITÁ ON LINE (3/4 DEL TOTALE ITALIA) È CONCENTRATA NELLE MANI DELLE GRANDI PIATTAFORME (OTT). [continua]

“Il potere delle nuove tecnologie, il ruolo dell’Europa e delle Authority nazionali”

18 Novembre 2019
Quattordicesima edizione dell'appuntamento annuale con le maggiori Authority italiane.  Roma, giovedì 21 novembre 2019, h 9,30/13,30 – Sala Lauree presso Università Roma Tre - Dipartimento economia aziendale – Via Silvio D’Amico 77.  Per il quattordicesimo anno Consumers’ Forum, associazione indipendente composta dalle più... [continua]

AUTORITÀ DEI TRASPORTI E ANTITRUST RINNOVANO PROTOCOLLO D’INTESA

15 Novembre 2019
L’Autorità di regolazione dei trasporti e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato hanno rinnovato per la durata di tre anni il protocollo d’intesa che definisce il quadro della collaborazione tra le due istituzioni. La collaborazione è finalizzata a perseguire una più efficace azione di AGCM e ART in ambiti attinenti alle rispettive... [continua]

L'Autorità impone a una catena commerciale misure a tutela dei consumatori.  Non è lecito l'invio di comunicazioni commerciali ai possessori di tessere fedeltà che non abbiano espresso uno specifico e libero consenso all'uso dei propri dati a fini di marketing. E' quanto ribadito dal Garante Privacy in un provvedimento con cui ha imposto a un'importante catena di negozi una serie di misure per garantire il rispetto delle misure poste a tutela della privacy dei consumatori. 

Il provvedimento è stato adottato in seguito alle violazioni segnalate da alcuni clienti e confermate da un'ispezione svolta dall'Autorità con l'ausilio del Nucleo speciale privacy della Guardia di Finanza, prima dell'applicazione del nuovo Regolamento UE sulla protezione dei dati personali (Gdpr), al termine della quale la stessa Guardia di Finanzia aveva provveduto a contestare direttamente in loco una sanzione amministrativa.

I clienti si erano lamentati per la continua e indesiderata ricezione in posta elettronica di offerte commerciali da parte dell'azienda di cui possedevano una carta fedeltà. Gli interessati avevano, peraltro, chiesto più volte alla società, sia telefonicamente, sia tramite procedure automatizzate, di cancellare il proprio indirizzo dalla mailing list pubblicitaria, ma senza ottenere alcun risultato.

Nel corso dell'istruttoria avviata dal Garante, l'impresa si è giustificata affermando di non essere stata in grado di bloccare l'invio di e-mail pubblicitarie per problemi connessi alle sue banche dati – contenenti dati di oltre dieci milioni di clienti - che, in quel periodo, erano in fase di migrazione verso un'unica piattaforma.

Dall'ispezione sono emersi ulteriori problemi relativi alla gestione dei dati personali dei clienti. E' stato in particolare accertato che il consenso al trattamento dei dati per l'invio di comunicazioni commerciali - acquisito attraverso i vecchi moduli di adesione al programma fedeltà - non poteva essere ritenuto valido, poiché i clienti erano costretti a rilasciarlo per poter ottenere iservizi proposti con la carta fedeltà. Inoltre, il sistema informativo della società non era in grado di tracciare e gestire adeguatamente le richieste di esercizio dei diritti degli interessati, in particolare quello di opposizione al trattamento per finalità di marketing, e di interrompere, di conseguenza l'invio di spam.

Nel suo provvedimento, il Garante ha quindi prescritto misure per mettersi in regola con le nuove disposizioni in materia di protezione dei dati personali e, esercitando per la prima volta i nuovi poteri correttivi offerti dal Gdpr, ha “ammonito” la società a non utilizzare più, per finalità di marketing, i dati personali degli interessati, raccolti mediante i moduli relativi alla fidelity card contestata. Ha inoltre vietato l'utilizzo, per gli stessi fini, dei dati di qualunque interessato, in assenza di un comprovato consenso, libero e specifico. Alla società è stato ingiunto, infine, di implementare misure organizzative e tecniche adeguate per garantire la corretta gestione dei diritti degli interessati, assicurando anche il tracciamento puntuale delle richieste ricevute dalla clientela, e così poter comprovare il rispetto (accountability) degli adempimenti privacy.

www.garanteprivacy.it 

 

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