L'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha pubblicato ieri il rapporto sugli impatti, l'adattamento e le vulnerabilità al cambiamento climatico. In questo nuovo documento, l'IPCC esamina le evidenze scientifiche sugli effetti che il riscaldamento globale sta causando sul pianeta. Il cambiamento climatico, afferma il rapporto, sta già determinando un insieme di perturbazioni «pericolose e diffuse» dei sistemi naturali, incidendo sulla vita di miliardi di persone. La temperatura del pianeta è aumentata di più di 1 grado rispetto all'era preindustriale. Gli scienziati avvertono che se il riscaldamento superasse 1.5 gradi, anche temporaneamente prima di ridursi, questo comporterebbe ulteriori rischi, alcuni dei quali irreversibili.

Gli effetti sono evidenti: aumento delle frequenza e dell'intensità dei fenomeni meteorologici estremi, siccità, ondate di calore, intensificazione degli incendi, inondazioni, innalzamento del livello degli oceani, fusione dei ghiacci, acidificazione degli oceani.

 

La crisi climatica colpisce le realtà umane e naturali, come elementi strettamente correlati. Hoesung Lee, presidente dell'IPCC, afferma che il rapporto riconosce l'interdipendenza tra il clima, gli ecosistemi, la biodiversità e le società umane. Questo è forse l'elemento più critico dell'analisi dell'IPCC. La crisi climatica, infatti, non è soltanto un problema ambientale, è anche un'enorme questione sociale. Espone le comunità umane a rischi per la salute pubblica, la sicurezza alimentare, le infrastrutture, l'economia. Per ridurre questi rischi dovremo adattarci. L'adattamento comprende un complesso di azioni che hanno l'obiettivo di anticipare gli impatti e diminuire le nostra vulnerabilità. Nelle città, ad esempio, che come ricorda l'IPCC sono dei punti caldi dove si concentrano diversi rischi, gli interventi di adattamento possono riguardare la gestione del verde pubblico e delle risorse idriche.

La natura, minacciata dal cambiamento climatico, rappresenta allo stesso tempo una soluzione. Non si può affrontare, infatti, il cambiamento climatico e adattarsi ai suoi impatti se non si tutelano gli ecosistemi terresti e marini, che svolgono numerose funzioni di cui anche gli esseri umani beneficiano. Per questa ragione, come sottolinea l'IPCC, anche la conservazione e il ripristino delle aree naturali sono azioni prioritarie di adattamento.

 

Come quello pubblicato nell'agosto del 2021, anche questo rapporto del'IPCC ci dice, in fondo, ciò che sapevamo già. Ma quello che dice viene descritto dagli esperti con un linguaggio sempre più drammatico, che riflette la condizione in cui ci troviamo e lo scenario verso cui siamo diretti, se non agiremo subito per evitarlo.

«La nostra atmosfera oggi è sotto steroidi, drogata con combustibili fossili. Questo sta già portando a eventi meteorologici estremi più forti, più lunghi e più intensi», dice Petteri Taalas, segretario della World Meteorological Organization. Secondo Hans Poertner, climatologo dell'Alfred Wegener Institute, «il cambiamento climatico ci fornisce già forti esempi di cosa potrebbe accadere se il sistema climatico fosse portato fuori dall'equilibrio degli ultimi 8000 anni, durante i quali è stata costruita la civiltà umana».

L'affermazione di Taalas ci riporta a quello che è il punto fondamentale della crisi climatica: la sua causa primaria, cioè le emissioni di gas serra prodotte dall'uso dei combustibili fossili. L'atmosfera della Terra è drogata dai combustibili fossili perché è il nostro sistema energetico ed economico a essere drogato. Questa condizione si chiama carbon lock-in. La dipendenza da fonti fossili perpetua uno stato di inerzia che blocca il sistema e ritarda il passaggio alle fonti energetiche alternative, anche se sono già da tempo disponibili. È una condizione insostenibile, sia dal punto di vista ambientale che economico. Per questo motivo, sebbene gli interventi di adattamento siano cruciali, la prima, necessaria, azione rimane l'abbandono dei combustibili fossili e l'azzeramento delle emissioni di gas serra.

Di fronte alla gravità della situazione la cosa peggiore che potremmo fare è lasciarci andare al fatalismo, alimentato anche dalla cattiva comprensione della scienza del riscaldamento globale. Non è vero che «non c'è più nulla da fare». Non è vero che siamo destinati a un inevitabile aumento della temperatura. Anche se alcuni impatti peggioreranno, sappiamo che la temperatura smetterà di aumentare nell'arco di pochi anni da quando le emissioni di CO₂ (e altri gas serra) saranno arrivate a zero.

A quel punto, gli effetti del cambiamento climatico saranno più intensi di oggi perché la temperatura sarà nel frattempo aumentata. Alcuni effetti, come la fusione dei ghiacci e l'innalzamento del livello dei mari, proseguiranno, perché si verificano con un certo ritardo dopo l'aumento della temperatura. Ma la concentrazione atmosferica di CO₂ si stabilizzerà. I sink del carbonio, ovvero i depositi naturali che sulla Terra assorbono la CO₂ (le piante, il suolo, gli oceani) continuerebbero a fare il loro lavoro: assorbire CO₂. Il bilancio tra sorgenti e sink di CO₂ tornerebbe così alla condizione di equilibrio, che noi esseri umani abbiamo spostato da quando, bruciando petrolio, carbone e gas, abbiamo iniziato a riversare nell'atmosfera il carbonio delle fonti fossili che era intrappolato nel sottosuolo. È vero che una quota della CO2 accumulata rimarrà in circolazione nell'atmosfera per migliaia di anni, ma una buona parte inizierà a essere riassorbita in tempi abbastanza rapidi. Inoltre, se nel frattempo le tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio riuscissero a svilupparsi su larga scala (ad oggi questo sviluppo non si è ancora realizzato), potrebbero aggiungersi all'azione dei sink naturali e diminuire la concentrazione di CO2.

Tutto questo però non sarà possibile se continueremo a sfruttare i combustibili fossili. Non accadrà, se non ci liberiamo dalla nostra condizione di lock-in fossile. Tutto questo, quindi, non sarà possibile se non acceleriamo, subito, la transizione energetica.

La scienza e le soluzioni sono chiare. È il nostro sistema, politico, sociale ed economico, a essere in grave ritardo.

Antonio Scalari https://www.valigiablu.it/clima-rapporto-ipcc-2022/

La Commissione propone nuove norme che disciplinano chi può accedere ai dati generati nell'UE in tutti i settori economici e utilizzarli. La legge sui dati garantirà equità nell'ambiente digitale, stimolerà un mercato dei dati competitivo, creerà opportunità per l'innovazione basata sui dati e renderà i dati più accessibili per tutti. Porterà a servizi nuovi e innovativi e a prezzi più competitivi per i servizi post-vendita e le riparazioni di oggetti connessi. Si tratta dell'ultimo elemento costitutivo orizzontale della strategia per i dati della Commissione e svolgerà un ruolo chiave nella trasformazione digitale, in linea con gli obiettivi digitali per il 2030.

Secondo l’Autorità sono state condizionate molte gare indette tra il 2011 e il 2019 da vari gestori del Servizio Idrico Integrato che si approvvigionano di contatori idrici per acqua fredda ad uso domestico o industriale per la misurazione legale dei consumi.

Per la prima volta un giudice condanna un'azienda per la pubblicità di un prodotto che si definisce sostenibile. È solo il primo passo di un cambiamento che aumenterà cause e sentenze, ma anche un nuovo approccio alla comunicazione ambientale.  I green claim, gli spot sulle presunte qualità sostenibili di un prodotto o di un’azienda, non potranno più essere “vaghi, generici o esagerati”. È la rivoluzione giurisprudenziale innescata in questi ultimi anni in Italia da decisioni di istituti e authority, esplosa con la prima sentenza di un tribunale civile per greenwashing: è successo a Gorizia, a novembre scorso.

L’esperienza dello strumento “Conciliaweb” AGCOM “best practice” anche per ART. L’Autorità di regolazione dei trasporti e l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) hanno firmato un protocollo di collaborazione in cui si prevede che le Parti cooperino per la definizione, da parte di ART, di procedure alternative di risoluzione delle controversie tra operatori economici che gestiscono reti, infrastrutture e servizi di trasporto e utenti, sulla base dell’esperienza maturata dall’AGCOM in materia di A.D.R. (Alternative Dispute Resolution) con lo strumento Conciliaweb.

E’ stato istituito dall’Autorità nazionale anticorruzione il Registro dei Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza (Rpct). Questo al fine di rendere rapida ed efficace l’interlocuzione con i vari Rpct, presenti nelle amministrazioni e negli enti.
L’obiettivo è di garantire la necessaria trasparenza sui soggetti cui è stato conferito l’incarico di Rpct, e per agevolare l’invio attraverso pec di comunicazioni istituzionali loro destinate, anche su eventi ed iniziative di interesse.

Secondo l’Autorità si tratta di clausole vessatorie perché causano un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi contrattuali a carico dei consumatori. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso un procedimento istruttorio nei confronti della società TikTok Technology Limited relativo alle clausole contenute nelle “Condizioni di Servizio (Per gli utenti residenti all’interno di SEE, Svizzera e Regno Unito)” e pubblicate alla pagina https://www.tiktok.com/legal/terms-of-use?lang=it-IT. Le clausole riguardano le modifiche unilaterali delle condizioni e dei servizi, la risoluzione del contratto, le rinunce degli utenti ai diritti sui contenuti pubblicati sulla Piattaforma, le limitazioni e le esclusioni di garanzie e responsabilità a favore della società e anche la legge applicabile e il foro competente.

Martedì 8 febbraio in tutto il mondo si celebrerà la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea. L’appuntamento con il Safer Internet Day, accompagnato dal consueto slogan “Together for a better Internet”, prevede un fitto programma di iniziative organizzate dal Ministero dell’Istruzione, coordinatore del progetto “Generazioni Connesse”, il Safer Internet Centre, Centro italiano per la sicurezza in Rete. L’evento nazionale si terrà al Ministero, alle ore 10.00, vedrà la partecipazione del Ministro Patrizio Bianchi e potrà essere seguito in diretta sul canale YouTube del MI.

Con il nuovo Testo unico l’obiettivo è di far convergere le gestioni territoriali verso un servizio agli utenti migliore e omogeneo a livello nazionale.

Un set di obblighi di servizio di qualità contrattuale e tecnica del servizio di gestione dei rifiuti urbani, minimi ed omogenei per tutte le gestioni del Paese, affiancati da indicatori e relativi standard generali, differenziati a seconda del livello qualitativo effettivo di partenza definito in base alle prestazioni previste nei Contratti di servizio e/o nelle Carte della qualità vigenti. 

Dal 30 giugno 2023 telemarketing selvaggio bandito sia dai numeri fissi (anche quelli riservati non presenti in elenco), sia dai cellulari. Si potranno, così, stoppare sia le telefonate con operatore sia quelle automatizzate.

Scatta da venerdì 14 gennaio lo stop in Italia all'uso della plastica monouso.  Entra infatti in vigore il decreto legislativo 196, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 30 novembre scorso, che recepisce la Direttiva Ue "Sup" (Single Use Plastic) del 2019. L'addio riguarderà determinate categorie di plastica: quella non biodegradabile e non compostabile e gli attrezzi da pesca contenenti plastica.

La Commissione europea e la Rete internazionale sull'educazione finanziaria dell'OCSE (OCSE-INFE) hanno pubblicato oggi il quadro comune UE/OCSE-INFE sulle competenze finanziarie degli adulti. Il quadro comune, che ha l'obiettivo di migliorare le competenze finanziarie dei singoli, affinché possano operare scelte con cognizione di causa in materia di finanze personali, promuoverà l'elaborazione di politiche pubbliche, programmi di alfabetizzazione finanziaria e materiali didattici da parte degli Stati membri, degli istituti di istruzione e del settore finanziario. Sosterrà inoltre lo scambio di buone pratiche tra i responsabili politici e i portatori di interessi nell'UE.

Cerved: nel 2021 la metà delle famiglie italiane ha rinunciato a cure mediche. Il report rileva che la rinuncia alle prestazioni sanitarie è avvenuta per problemi economici, indisponibilità del servizio o inadeguatezza dell’offerta.

Nel 2021 il tasso di risparmio rimane su livelli superiori a quelli precrisi, sia nell’area euro sia in Italia, dopo aver registrato un incremento di circa sette punti percentuali rispetto all’anno precedente. È quanto è emerso dal report famiglie pubblicato da Consob. In tutta l’Eurozona persiste una forte preferenza per la liquidità, che nell’ultimo quinquennio ha visto accrescere il suo peso nel portafoglio delle famiglie raggiungendo a giugno 2021 il 34% delle attività finanziarie totali (32% in Italia). Nello stesso periodo si è ridotto il peso delle obbligazioni mentre è aumentato quello di azioni, quote di fondi comuni e prodotti assicurativi e previdenziali. Nel complesso, dal 2015 al primo semestre 2021, il rapporto tra strumenti dei mercati dei capitali e liquidità nel portafoglio delle famiglie (indicatore sintetico della partecipazione ai mercati finanziari) è rimasto pressoché invariato sia nell’area euro sia in Italia, dove gli investimenti finanziari pro capite continuano a essere inferiori alla media dell’Eurozona (rispettivamente 2.330 e 3.160 euro).

Comscore, per i più giovani fenomeno 'appification' Sono 40,9 milioni gli italiani che ogni mese si connettono a Internet, per un tasso di penetrazione del 75% sulla popolazione maggiorenne.

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