SERVE UN’ALLEANZA TRA MIMIT, IMPRESE DELLA PRODUZIONE E DELLA DISTRIBUZIONE E CONSUMATORI.
IN CINQUE ANNI PERSI OLTRE 5.500 EURO A FAMIGLIA, NEL 2026 UN’ALTRA STANGATA DA CIRCA 672 EURO. “LA FIDUCIA SI COSTRUISCE CON LA VERIFICABILITÀ”.
LA PROPOSTA: PREZZI LEGGIBILI E CONFRONTABILI, PROMOZIONI VERE, QUANTITÀ.
LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI COME SOGGETTO CHE MONITORA LA TRASPARENZA E LA SOSTENIBILITA'
Roma, 30 settembre 2026 – Difendere davvero il potere d’acquisto delle famiglie non significa chiedere alla filiera del Largo Consumo di comprimere ancora i propri margini, ma fare fronte comune contro i costi che si formano a monte. È il messaggio portato da Consumers’ Forum – ente indipendente di cui fanno parte 15 associazioni di consumatori riconosciute dallo Stato, 19 imprese industriali e di servizi e le loro associazioni di categoria - al Forum del Largo Consumo 2026, promosso dal socio Centromarca e da IBC allo Spazio Vittoria di Roma. Il Presidente Furio Truzzi è intervenuto alla tavola rotonda “Il cittadino al centro”, nell’ambito della sessione mattutina “Il sistema Paese e la filiera del Largo Consumo”.
Il quadro tracciato da Consumers’ Forum è netto: le famiglie italiane spendono di più ma mettono meno prodotti nel carrello, perché la spesa alimentare cresce in valore ma cala in volume. In cinque anni le famiglie hanno perso in media oltre 5.500 euro di potere d’acquisto e per il 2026 si stima una nuova stangata di circa 672 euro annui a famiglia, trainata da assicurazioni, alimentari e tariffe energetiche. Un impatto disomogeneo, molto più pesante per le fasce a basso reddito: il 41% delle famiglie si dice preoccupato per le bollette.
Di fronte a questa situazione, il consumatore – sottolinea Consumers’ Forum – non chiede alla filiera di svendere. Chiede tre cose precise:
1. Stabilità e leggibilità del prezzo: che il prezzo non sia una variabile continua e imprevedibile e che l’aumento non venga mascherato riducendo la quantità nella confezione. La shrinkflation, pur essendo un fenomeno assai limitato, è molto discussa sui social e il cittadino la percepisce come un tradimento;
2. Qualità accessibile, non sacrificata: una gamma che scala dal prodotto di marca alla marca del distributore, senza rinunciare a sicurezza e valore nutrizionale. Non si tratta di comprare peggio, ma di poter scegliere consapevolmente;
3. Promozioni vere: sconti reali su prezzi di riferimento reali, non ancoraggi costruiti.
Il punto di merito, per Consumers’ Forum, è che il margine per difendere il potere d’acquisto sta in larga parte fuori dalla filiera. L’inflazione del 2026 è spinta soprattutto dagli energetici non regolamentati (+5,2%) e, più in generale, da materie prime e beni intermedi, a cui si aggiungono assicurazioni e costi logistici: fattori esterni alla catena del valore del Largo Consumo. Comprimere ancora i margini dell’industria di marca, del distributore e del piccolo dettaglio non restituisce potere d’acquisto: sposta soltanto il problema lungo la filiera e, a lungo andare, erode proprio la qualità e la capacità di investimento che il consumatore chiede di preservare.
Da qui la richiesta di un’alleanza tra industria di marca, distribuzione e associazioni dei consumatori verso i veri fattori di costo: energia, speculazione sulle materie prime, cuneo logistico e fiscale. È la stessa logica della battaglia condotta da Consumers’ Forum sui prezzi dei carburanti, dove è stato dimostrato che l’anomalia non nasce nel prodotto ma nel meccanismo di formazione del prezzo a monte, e che serve un intervento coordinato, anche a livello europeo.
Sul fronte della fiducia, Consumers’ Forum indica nella chiarezza sui prezzi lo strumento prevalente e più efficace, perché è l’unica leva che agisce sul punto di frizione quotidiano: i consumatori confrontano sistematicamente le offerte tra supermercati e tra canali e selezionano le spese realmente prioritarie. In concreto significa:
● Prezzo al litro e al chilo: sempre leggibile e comparabile;
● Quantità in confezione: segnalazione esplicita e chiara ogni volta che cambia;
● Promozioni: indicazione del prezzo di riferimento reale dei giorni precedenti, perché uno sconto sia un vero sconto.
Le promozioni etiche e l’etichettatura, precisa Consumers’ Forum, non sono alternative ma corollari: una promozione è etica quando è verificabile, e senza chiarezza sul prezzo base resta soltanto un’affermazione; l’etichettatura è lo strumento strutturale e di lungo periodo per qualità, origine e sostenibilità, ma agisce sulla scelta del prodotto più che sulla difesa immediata del budget.
Un ruolo chiave spetta alle associazioni dei consumatori, che dell’esperienza del monitoraggio dei prezzi in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e con il Garante dei prezzi possono essere il soggetto terzo che, in collaborazione con le altre realtà della filiera, monitora la trasparenza, dal prezzo di riferimento sulle promozioni, all’osservazione di fenomeni virtuosi sulla sostenibilità dei prodotti, trasformando la vigilanza da contrapposizione a patto condiviso.
Così il Presidente di Consumers’ Forum Furio Truzzi: “La fiducia non si ricostruisce con la comunicazione, ma con la verificabilità. Difendere il potere d’acquisto senza rinunciare alla qualità significa questo: non chiedere alla filiera di pagare un costo che non ha generato, ma chiederle di essere nostra alleata nel ridurlo dove davvero si forma. La fiducia tra cittadini, imprese e associazioni si costruisce rendendo il prezzo un’informazione onesta e controllabile in ogni suo passaggio.”
Consumers’ Forum conferma la disponibilità a lavorare con industria di marca, distribuzione e istituzioni per tradurre queste richieste in impegni concreti e verificabili.
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