L'opinione
L’Ad di Tim al FT Connect Europe Forum di Bruxelles richiama la necessità di accelerare sulle regole e creare mercati nazionali più sostenibili. Nell’orbita bassa, avverte, il ritardo rischia di compromettere autonomia e sicurezza del continente.
DAL 2027 IN ARRIVO IL LIMITE PER IL TFA NELL’ACQUA POTABILE. ALLARME DATA CENTER: “SI RISPARMIA ACQUA OGGI E SI RISCHIA DI CONTAMINARLA PER DECENNI”. LA PROPOSTA IN CINQUE PUNTI: TRACCIABILITÀ, CONTROLLI, FINE VITA GARANTITO, COSTI A CARICO DI CHI NE TRAE PROFITTO, INCENTIVI COERENTI.
Roma, 29 settembre 2026 – I costi per rimuovere i PFAS dall’acqua potabile non devono ricadere sulle tariffe, e quindi sui cittadini. È la posizione ribadita dal Presidente di Consumers’ Forum Furio Truzzi intervenuto nel pomeriggio al Festival dell'Acqua organizzato dal socio Utilitalia, alla tavola rotonda “Dalla fonte al consumatore: qualità, sicurezza e responsabilità per il futuro dell’acqua”, nell’ambito della sessione plenaria “One Health: qualità dell’acqua, salute e inquinanti emergenti”.
Consumers’ Forum - ente indipendente di cui fanno parte 15 associazioni di consumatori riconosciute dallo Stato, 19 imprese industriali e di servizi e le loro associazioni di categoria— è tra i promotori del Manifesto “Verso l’eliminazione dei PFAS”, che chiede: l’eliminazione dei PFAS in tutti gli usi per cui esistono alternative valide; una restrizione rapida e completa, con deroghe rigorosamente limitate nel tempo; l’armonizzazione europea nel quadro REACH; il sostegno alla ricerca; l’applicazione rigorosa del principio “chi inquina paga”. Un documento che – sottolinea Consumers’ Forum – mette dalla stessa parte imprese dei servizi idrici, mondo ambientalista e rappresentanza di consumatori e imprese, a dimostrazione di un interesse comune: la salute delle persone e la protezione dell’acqua.
Sul fronte dei costi, Consumers’ Forum ricorda che quest’anno sono entrati in vigore limiti più severi per i PFAS nell’acqua potabile e che da gennaio 2027 arriverà anche il limite per il TFA, il PFAS a catena corta oggi più diffuso. Rispettarli richiede impianti di trattamento, monitoraggi e laboratori accreditati, con investimenti ingenti. Se a sostenerli fosse la tariffa, il cittadino pagherebbe due volte: con la propria salute e con l’ambiente contaminato, e poi con la bolletta. I gestori del servizio idrico – evidenzia Consumers’ Forum – non sono responsabili dell’inquinamento, ma insieme ai cittadini ne sono le prime vittime economiche.
Un fronte nuovo è quello dei data center. Per ridurre i consumi d’acqua, una parte del settore sta puntando su tecnologie che impiegano fluidi fluorurati, come il raffreddamento a immersione bifase, cui si aggiungono i refrigeranti fluorurati di nuova generazione per la climatizzazione, che degradandosi in atmosfera producono proprio TFA. Consumers’ Forum precisa che oggi la maggior parte dei data center non usa PFAS, ma segnala una tendenza preoccupante: un recente rapporto dell’organizzazione indipendente ChemSec documenta che quasi tutti i dieci maggiori produttori mondiali di PFAS stanno ampliando la propria capacità, indicando l’intelligenza artificiale e i data center tra i principali motori della domanda, mentre l’Europa lavora alla restrizione universale.
Emblematico il caso di 3M, che nel 2022 aveva annunciato l’uscita dalla produzione di PFAS entro la fine del 2025: secondo le verifiche di Consumers’ Forum, l’impegno sulla produzione è stato mantenuto, mentre l’eliminazione dei PFAS da tutti i prodotti non è stata raggiunta per intero, per la presenza di componenti acquistati da terzi. Una scelta maturata sotto la pressione di migliaia di cause e di un accordo da oltre dieci miliardi di dollari con i gestori idrici americani. Uscire dai PFAS è possibile, ma senza regole chiare e senza la leva della responsabilità economica gli impegni non arrivano da soli, e comunque arrivano soltanto a metà.
Da qui la proposta di Consumers’ Forum: chi attiva sistemi che impiegano PFAS deve essere responsabile del loro corretto uso e del loro smaltimento per l’intero ciclo di vita.
In concreto:
1. Tracciabilità: obbligo di dichiarare i fluidi fluorurati impiegati, per tipo e quantità, ad autorità di controllo, ARPA e gestori del servizio idrico del territorio;
2. Circuiti chiusi e controlli: sistemi certificati, verifiche periodiche delle perdite e monitoraggio di scarichi e acque sotterranee, sul modello di quanto già avviene per i gas fluorurati;
3. Fine vita garantito: ritiro, rigenerazione o distruzione certificata dei fluidi esausti, con responsabilità estesa a produttori e utilizzatori e garanzie finanziarie a copertura delle eventuali bonifiche;
4. Costi a carico di chi ne trae profitto: nessun euro di questi costi deve finire in bolletta;
5. Autorizzazioni e incentivi coerenti: nuovi data center autorizzati o sostenuti con risorse pubbliche solo con soluzioni di raffreddamento prive di PFAS, dove le alternative esistono.
Sul piano europeo, Consumers’ Forum ricorda che entro fine anno il comitato socio-economico dell’ECHA dovrebbe adottare il parere finale sulla restrizione universale, per poi passare la parola a Commissione e Stati membri. Al Governo italiano viene chiesto di sostenere una restrizione ambiziosa, evitando che il raffreddamento dei data center diventi l’ennesima deroga lunga a un settore in rapidissima crescita: deroghe, se necessarie, brevi, motivate e accompagnate da obblighi stringenti di contenimento delle emissioni.
Così il Presidente di Consumers’ Forum Furio Truzzi: “Siamo di fronte a un paradosso: si risparmia acqua oggi e si rischia di contaminarla per decenni. L’innovazione digitale è una grande opportunità e nessuno vuole fermarla, ma l’intelligenza artificiale non può essere costruita scaricando sui cittadini e sull’acqua un’eredità chimica che durerà generazioni. Una transizione è davvero sostenibile solo se chi ne raccoglie i benefici se ne assume anche le responsabilità.”
Il Manifesto “Verso l’eliminazione dei PFAS” è aperto a nuove adesioni. Consumers’ Forum rivolge un appello alle imprese del digitale e ai gestori dei data center perché lo sottoscrivano, dimostrando che la responsabilità condivisa non è uno slogan ma una scelta industriale.
SERVE UN’ALLEANZA TRA MIMIT, IMPRESE DELLA PRODUZIONE E DELLA DISTRIBUZIONE E CONSUMATORI.
IN CINQUE ANNI PERSI OLTRE 5.500 EURO A FAMIGLIA, NEL 2026 UN’ALTRA STANGATA DA CIRCA 672 EURO. “LA FIDUCIA SI COSTRUISCE CON LA VERIFICABILITÀ”.
LA PROPOSTA: PREZZI LEGGIBILI E CONFRONTABILI, PROMOZIONI VERE, QUANTITÀ.
LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI COME SOGGETTO CHE MONITORA LA TRASPARENZA E LA SOSTENIBILITA'
Roma, 30 settembre 2026 – Difendere davvero il potere d’acquisto delle famiglie non significa chiedere alla filiera del Largo Consumo di comprimere ancora i propri margini, ma fare fronte comune contro i costi che si formano a monte. È il messaggio portato da Consumers’ Forum – ente indipendente di cui fanno parte 15 associazioni di consumatori riconosciute dallo Stato, 19 imprese industriali e di servizi e le loro associazioni di categoria - al Forum del Largo Consumo 2026, promosso dal socio Centromarca e da IBC allo Spazio Vittoria di Roma. Il Presidente Furio Truzzi è intervenuto alla tavola rotonda “Il cittadino al centro”, nell’ambito della sessione mattutina “Il sistema Paese e la filiera del Largo Consumo”.
Depositato al Senato nella seduta n. 452 dell'11 settembre 2026, il DDL a firma del Sen. Lorenzo Basso, Vicepresidente della 8ª Commissione permanente (Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica): chatbot e risponditori automatici restano, ma non potranno più essere l'unica strada per ottenere assistenza.
Mercoledì 30 settembre, alle h 10,30, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, verrà presentanto il volume "Auto in panne.", Rubettino editore, scritto dall'On. Alberto Gusmeroli, Tullio Patassini e Sara Garino.
Intervista di Key4Biz a Fabio Bassan, professore di Diritto Internazionale e di Diritto dell’UE presso l’Università Roma Tre: “Trattati internazionali cui partecipino Stati, organizzazioni internazionali e imprese tech. Alla legittimazione per queste ultime di stipulare trattati corrisponderebbe la responsabilità di rispettarne le previsioni”.
Le comunicazioni parallele di Banca d’Italia e IVASS sulla resilienza operativa digitale non rappresentano due iniziative settoriali isolate. Compongono, piuttosto, un unico messaggio di vigilanza rivolto al mercato bancario, finanziario e assicurativo: l’accelerazione dell’AI modifica la geografia del rischio cyber e impone un’accelerazione altrettanto netta dei sistemi di governo e controllo.
di Oreste Pollicino - Professor of Constitutional Law and AI Regulation, Bocconi
Una ricerca pubblicata su “Nature” stima in 1.700-5.700 miliardi di dollari l'anno il danno ambientale del 10% dei consumatori più ricchi: in Europa rientra il 40-45% della popolazione, in Italia più di 20 milioni di persone
L’intelligenza artificiale è ormai divenuta infrastruttura economica, sociale e geopolitica, ha spiegato il Presidente Garante Privacy, Pasquale Stanzione, nella sua Relazione per il 2025 al Parlamento.
Consumers' Forum è presente a ExpoAid 2026, la più grande manifestazione nazionale dedicata alla disabilità e all'inclusione sociale, promossa dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, al Palacongressi di Rimini dal 25 al 27 giugno.
L'edizione 2026, dedicata al tema "Io, persona di valore", riunisce istituzioni, associazioni, enti del Terzo settore, professionisti, famiglie e cittadini in oltre 50 seminari tematici dedicati al lavoro, all'autonomia, alla vita indipendente, allo sport e al progetto di vita.