Vestager: “Batterò le big tech. In arrivo nuove regole” . Il Commissario alla Concorrenza Vestager a MF-Milano Finanza: così batterò i monopoli. In arrivo nuove regole per Amazon, Apple, Facebook, Google e Microsoft. Con i prossimi regolamenti europei, annuncia la vicepresidente della Commissione Ue, più scelta per i consumatori, a cominciare dagli App Store.

Serve un patto sociale e una cultura condivisa che leghi questa radicale trasformazione a obiettivi di sostenibilità e di equità sociale.

Intervista a Sergio Veroli Presidente di Consumers' Forum, a cura di Antonio Riva e Valentina Onori di Ferpress.  Nella vostra nuova serie di iniziative che avete avviato per questa prima parte dell’anno il tema dei trasporti è uno dei principali, anche perché avete recentemente concluso accordi sul tema della conciliazione con FS. Le Regioni hanno costruito dei modelli per quando ci sono i momenti topici nel trasporto, soprattutto quello ferroviario, si va a degli accordi (abbonamenti, etc…). Questo quadro racconta che le associazioni dei consumatori cominciano ad avere un ruolo più pesante, soprattutto nel rapporto con le grandi aziende perché il problema è il grandissimo spezzettamento del settore del trasporto pubblico locale che è fatto non solo di 100 città capoluogo, ma di 250 città che hanno più di 30 40 mila abitanti dove c’è un sistema di trasporto sul quale i consumatori potrebbero aprire un canale… L’altro tema su cui ragionare è quello della digitalizzazione che è centrale rispetto agli impegni di “Recovery”, ma su cui le aziende del TPL anche le più piccole, si sono impegnate….

Pasquale Stanzione: “Esigenza di una regolazione europea che preveda l’intervento umano per correggere eventuali pregiudizi dell’IA e garantire sicurezza, trasparenza e diritto di ricorso contro i bias e rispetto della privacy”. G. Cerrina Feroni: “Sì allo sviluppo dell’IA, ma tutela dei diritti della persona”.  Il 21 aprile, tra due giorni, la Commissione Ue presenterà il regolamento ‘quadro’ sull’approccio europeo all’Intelligenza artificiale (IA). In attesa, il Garante privacy italiano oggi ha ricordato sia gli attuali limiti imposti agli algoritmi dal GDPR sia indicato la sua visione per l’uso dell’IA.

La libertà d’espressione è regolata dalla legge, non dai manager. “Siamo chiari: in Europa siamo per l’innovazione, perché senza innovazione non ci sarà un domani. Ma abbiamo assistito al potere incontrollato dei colossi del Web. Bisogna che limitiamo questo potere, in modo democratico”. Lo ha sottolineato, riporta Adnkronos, la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, intervenendo nella sessione plenaria del Parlamento Europeo, a Bruxelles.

Di fronte allo strapotere dei big tech, occorre prendere atto della realtà. È un fatto del nostro tempo, ma a ogni fatto deve poter corrispondere un inquadramento normativo. Un’occasione per l’Europa di farsi (ri)conoscere quale regolatore attento ed esigente. Il commento di Ginevra Cerrina Feroni del Garante Privacy,  Professore Ordinario di Diritto Costituzionale Italiano e Comparato nel Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Firenze, Vice Presidente del Garante per la protezione dei dati personali.

Tre strade per fermare la violenza sulle donne
di Barbara Stefanelli

«Pandemia ombra»: è stata chiamata così. Eppure vederla alla luce è facilissimo: da marzo a maggio-giugno 2020, mentre si appiattisce la curva della mobilità perché in Italia le persone sono in lockdown, a impennarsi è la curva delle minacce e delle violenze sulle donne.

Le telefonate al numero verde 1522 aumentano del 120 per cento.

Che cosa sta succedendo dietro le porte sbarrate al virus? Che gli uomini — mariti, compagni, a volte fratelli — riversano il disorientamento e la furia dell’insicurezza economica, sociale e psicologica innescata dal confinamento sulle loro mogli, compagne, sorelle. Di ogni età, dalle ragazze alle anziane delle quali spesso ci dimentichiamo. Nel 96% delle richieste di aiuto, chi subisce attacchi è una donna. Nel 77% siamo tra le mura di casa. È per questo che, in tutte le lingue e culture, si parla di «violenza domestica». Da domus che, secondo il vocabolario Treccani, rimanda alla sede della famiglia, al focolare per antonomasia e persino ai Lari protettori dell’abitazione romana.

Il nuovo libro di Christopher Wylie e la politica al tempo degli algoritmi.  Un ponderoso studio della società di ricerca KP16 dimostra che la politica sta separandosi da Twitter. Forse aveva ragione l’ex premier conservatore David Cameron qualche anno fa a rispondere ai suoi più giovani contendenti che “il Regno Unito e Twitter non sono la stessa cosa”. Christopher Wylie, il talento pentito che ha elaborato i dispositivi di ricerca di Cambridge Analytica, ha scritto un lucidissimo e documentatissimo libro intitolato Il mercato del consenso (Longanesi) per spiegare che la politica e la rete sono oggi inevitabilmente la stessa cosa. Il testo è molto sfaccettato e composito, tutto e sempre attraversato dal tormento del giovane sociologo informatico che s’è trovato, come dice lui stesso, ad attraversare l’inferno. Lo dice uno che, nonostante la sua ancora giovane età, neanche trent’anni, ne ha viste e fatte di tutti i colori, come i suoi capelli che passano dal rosa shocking al pervinca. Nasce nel paradiso canadese dell’isola di Vancouver, della British Columbia: a sei anni bullizzato, a dodici cacciato da tutte le scuole del regno, fa outing a quattordici dichiarandosi gay, a ventuno, ammesso alla London School of Economics per chiari meriti. Una vita senza zone grigie, come si comprende meglio proprio negli ultimi capitoli del libro dove si lascia andare a una a volte persino commovente confessione delle contorsioni di un giovane gay, nel vortice del successo, che s’accorge di “essere cresciuto in un armadio”.

Voto favorevole delle commissioni Bilancio e Politiche Ue sia al cloud nazionale sia alla realizzazione del Polo strategico nazionale della pubblica amministrazione. Intervista a Fabio Bassan (Univ. Roma Tre), che da tempo sostiene questa tesi. Nella relazione sulle linee guida del governo, ieri le commissioni Bilancio e Politiche Ue hanno raccomandato “di dare impulso a un grande partenariato pubblico-privato per la realizzazione dell’infrastruttura fisica per un cloud nazionale su cui basare servizi e piattaforme del settore pubblico e privato, attraverso una duplice iniziativa: la realizzazione del Polo strategico nazionale della pubblica amministrazione e l’impulso ad un grande partenariato pubblico-privato per la realizzazione del cloud pubblico italiano a cui partecipino le aziende italiane pubbliche e private con dimostrata competenza nel settore”. Le commissioni precisano che “anche la realizzazione della Strategia per l’intelligenza artificiale si può basare solo sull’esistenza del cloud nazionale per essere artefici e non meri consumatori di intelligenza artificiale”.

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