“Abbiamo affrontato la pubblicità sotto l’aspetto delle pratiche ingannevoli, abbiamo fatto denunce all’Antitrust, ma sull’offesa della donna e della sua dignità secondo me dobbiamo cominciare a fare battaglie forti. Cosa manca? Manca una presa di coscienza che la battaglia culturale su queste questioni è un terreno altrettanto importante di quello che riguarda la sicurezza dei prodotti. Ne va della civiltà e della cultura del nostro Paese. L’Italia è drammaticamente più arretrata di altri Paesi europei”.
È quanto afferma Sergio Veroli, presidente di Consumers’ Forum, tracciando un bilancio del convegno della scorsa settimana su "Il consumo dell'immagine della Donna", nel quale è stata presentata la Carta degli Impegni per la pubblicità sottoscritta da associazioni e aziende che fanno parte di Consumers’ Forum.
Sostiene Veroli che la Carta “è nata dall’indignazione di tutti i partecipanti a Consumers’ Forum, associazioni e aziende. Abbiamo capito che c’era una situazione drammatica su come alcune aziende si rapportassero ai consumatori con la pubblicità, una situazione forse unica nel panorama europeo. Si è così pensato a un’iniziativa che avesse due obiettivi: il primo è di fare un’analisi attenta della pubblicità e dei motivi per cui c’era un certo tipo di pubblicità; si è poi pensato di fare qualcosa in positivo, non solo di indignarci ma anche di operare con un impegno delle aziende per evitare questo tipo di pubblicità”.
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