Quasi 5 milioni di famiglie in Italia hanno cambiato venditore a quattro anni dalla liberalizzazione del mercato elettrico. "In Italia il mercato è vivace", e dal 1° luglio 2007 al 28 febbraio 2011, il 16,5% dei clienti domestici, pari a circa 4,8 milioni di clienti, ha lasciato il servizio di maggior tutela e scelto il mercato libero; tale dato è pari al 15,3% (circa 4,4 milioni) tenendo conto di quanti sono rientrati nel servizio tutelato nello stesso periodo. Per i clienti non domestici, i cambi di fornitore sono rispettivamente il 22,4% e il 18%. Circa il 4% dei clienti domestici passati al mercato libero ha scelto una società di vendita diversa da quella collegata all'esercente la maggior tutela.
È quanto sottolineato dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas in una segnalazione inviata a Parlamento e Governo sulla maggior tutela, il servizio servizio rivolto a famiglie e piccoli consumatori non serviti nel mercato libero. Secondo l'Autorità, sono inoltre possibili nuovi interventi per rafforzare la concorrenza del settore.
Nella sua segnalazione, l'Autorità afferma che "lo scenario italiano appare ancora più incoraggiante alla luce delle esperienze francese, spagnola e tedesca. In Francia, i clienti domestici passati sul mercato libero sono circa il 5% del totale; il restante 95% è servito da EDF o da altre imprese locali di distribuzione, a tariffe determinate dai Ministeri per l'economia e per l'energia. In Spagna, - prosegue l'Aeeg - circa l'87% dei clienti finali è servito da fornitori di ultima istanza, indicati dal governo stesso (oggi coincidono con le società di vendita dei 5 principali distributori). Questi soggetti riforniscono tutti coloro che non scelgono il mercato libero a tariffe determinate dal Governo. In Germania, circa il 45% dei clienti domestici sono serviti dal fornitore di ultima istanza; circa 41% risulta servito dal fornitore storico a condizioni di libero mercato mentre il restante 14% ha scelto un fornitore diverso quello 'storico'".
L'Autorità sottolinea inoltre che, secondo uno studio dell'Associazione europea dei Regolatori dell'energia (ERGEG) su 30 paesi europei (27 Paesi Ue più Islanda, Norvegia e Croazia), emerge che misure a tutela degli utenti attraverso prezzi regolamentati per la fornitura di energia elettrica ai clienti civili esistono in 19 dei 30 Paesi monitorati.
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