"Purtroppo le condotte anticoncorrenziali a danno dei consumatori rimangono, nel nostro Paese, non sanzionabili, dal punto di vista penale ed amministrativo, fino a quando non influiscono sull'intero mercato nazionale".
Mancano strumenti di contrasto alla "crescita anomala dei prezzi" e la scoperta di anomalie rimane spesso senza conseguenze "salvo che le condotte poste in essere non configurino limiti alla concorrenza di mercato, ossia cartelli illegali per condizionare i prezzi dei beni venduti". E "l'allungamento della filiera con la presenza di molti intermediari tende ad incrementare i margini degli intermediari, producendo consistenti aumenti dei prezzi per il consumatore finale". È quanto si legge nella relazione sull'attività svolta dalla Commissione straordinaria per la verifica dell'andamento generale dei prezzi al consumo e per il controllo della trasparenza dei mercati negli anni 2009-2010. La relazione è stata approvata oggi dal Senato.
Le infrazioni spesso "rimangono impunite". C'è poi l'impatto particolare del settore dell'energia e dei carburanti, che riverberano gli aumenti di prezzo su altri beni e servizi. Per la Commissione, è necessario che Governo e Parlamento intervengano e che l'Esecutivo presenti il disegno di legge annuale per la concorrenza.
Sostiene la Commissione che "in numerosi contesti la presenza di asimmetrie informative", la "mancanza di trasparenza dei mercati per opacità e incomparabilità dell'offerta" - banche e servizi finanziari - le lunghe filiere e reti distributive come quelle alimentari, i cartelli "più o meno dissimulati", l'inefficienza della distribuzione che penalizza i consumatori - come i carburanti - e "lo scarso affermarsi della concorrenza nei settori dell'energia elettrica e del gas, e più in generale nei servizi di pubblica utilità, determinano la necessità che Parlamento e Governo assumano le indispensabili iniziative per favorire il migliore dispiegarsi del mercato, le liberalizzazioni necessarie a stimolare la concorrenza e le misure atte a tutelare i contraenti deboli quali i consumatori, soprattutto le fasce più anziane e meno informate della popolazione".
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