Ad aprile, per la prima volta da 12 mesi, l'Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) segnala un aumento tendenziale dell'1,1%. Un recupero che viene interpretato con prudenza dalla stessa Confcommercio, per la quale i dati sono "in parte influenzati dalla diversa collocazione delle festività pasquali e dal venir meno dell'effetto statistico sugli acquisti di autovetture" e dunque vanno letti con cautela, anche perché le prospettive delle imprese non sembrano favorevoli.
Scrive Confcommercio che "se da un lato i timidi segnali di miglioramento sul versante dei consumi, che attendono conferma nei prossimi mesi, sembrano avvalorati dal recupero registrato a maggio dal clima di fiducia delle famiglie, dall'altro, le prospettive sul versante delle imprese, visto il deterioramento del sentiment degli operatori di tutti i settori produttivi, risultano meno favorevoli lasciando ipotizzare un'ulteriore perdita di slancio della ripresa nel secondo e terzo trimestre dell'anno".
La dinamica tendenziale dell'ICC di aprile riflette un ulteriore aumento della domanda relativa ai servizi (+2,5%) e un miglioramento, il primo da aprile 2010, della spesa per i beni (+0,6%). Dati positivi riguardano per esempio la domanda di beni e servizi ricreativi, con un aumento dell'1,4% trascinato ancora dalle spese per giochi, lotterie e scommesse. La domanda per beni e servizi per comunicazioni e l'ICT domestico ha registrato, rispetto allo scorso anno, un incremento del 6,5% consolidando la tendenza già emersa nei mesi più recenti.
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