Da ieri sono diventati legali il poker cash (giocato con soldi veri) e i giochi da casinò online quali i dadi, il black jack o la roulette. Ma “legalizzare il gioco d’azzardo non è la strada migliore per fare cassa in periodo di crisi.” E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, in riferimento alle nuove regole sul poker on line e i giochi da casinò. L’UNC contesta anche il tono di alcuni spot, come quello della pubblicità “10 e Lotto” in cui si afferma che “vincere è ancora più semplice che giocare”.L’associazione ha segnalato la pubblicità all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria.
“Dadi, black jack e roulette - afferma Dona - usciranno dagli ambienti riservati della sala da gioco per entrare nelle case degli italiani. Basterà, dunque, collegarsi dal computer o, peggio, dal proprio smartphone per puntare soldi veri e non più il semplice gettone prepagato che si utilizzava fino ad oggi. Per i giocatori incalliti che da tempo avevano trovato il modo di dribblare i divieti giocando illegalmente sui siti stranieri non cambierà nulla - prosegue il Segretario generale - perché continueranno a farlo: il vero problema, invece, riguarderà tutti quei consumatori che decideranno d’avvicinarsi al tavolo verde sperando così (stupidamente) di dare una svolta alla propria vita”.
“In questo settore - conclude Dona- lo Stato manca ancora una volta di svolgere il suo ruolo sociale che svende in nome dei lauti guadagni procurati dalla dabbenaggine della povera gente”.
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