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Marketing selvaggio: il Garante per la protezione dei dati personali vuole vederci chiaro. Le modalità con le quali vengono trattati i dati personali di milioni di cittadini, il famigerato telemarketing,insieme all'uso massivo dei fax indesiderati, le attività di customer care, delle società di recupero crediti e degli enti previdenziali, finiscono nel mirino del Garante Privacy che punterà proprio su questo settore l'attività di controllo e di accertamento dei prossimi sei mesi dell'anno.

L'Autorità ha infatti varato il piano ispettivo per il prossimo semestre 2011, che comprende specifici controlli, sia nel settore pubblico che in quello privato, sulle informazioni da fornire ai cittadini sull'uso dei loro dati personali, sull'adozione delle misure di sicurezza, sui tempi di conservazione dei dati, sul consenso da richiedere nei casi previsti dalla legge, sull'obbligo di notificazione al Garante. Già programmati 225 accertamenti ispettivi, ai quali si aggiungeranno quelli derivanti da segnalazioni e reclami. È quanto informa la newsletter del Garante.

Che la materia sia rovente, lo si capisce dalla mole di reclami e proteste che accompagna l'attività dell'Authority e delle associazioni dei Consumatori. Il Garante promette di intervenire con un'attenzione particolare proprio al fenomeno della violazione del diritto di opposizione dei cittadini che si iscrivono al Registro. "Questo fenomeno, che nei primi mesi dell'anno ha visto un forte incremento di segnalazioni da parte di cittadini oggetto di chiamate indesiderate, sarà posto al centro dell'attività ispettiva e sanzionatoria dell'Autorità - spiega il Garante - Saranno infatti ispezionate dal Nucleo privacy della Guardia di finanza le società più segnalate per verificare la liceità dei loro trattamenti e, in caso contrario, applicare le sanzioni previste dalla legge".

Nel frattempo, vengono resi noti i dati sulle ispezioni del primo semestre dell'anno: sono state circa 230, con 181 procedimenti sanzionatori relativi soprattutto alla omessa informativa, al trattamento illecito dei dati, alla mancata adozione di misure di sicurezza, all'inosservanza dei provvedimenti del Garante. Le ispezioni hanno riguardato in particolare le agenzie investigative, il settore sanitario, l'attività di profilazione online, il telemarketing, il commercio elettronico. Ammontare complessivo delle sanzioni: circa 1 milione 160 mila euro.