Per l'81% delle famiglie "in Italia non si stanno gettando le basi per il futuro". Per il 69% nel Paese "manca una visione condivisa sulle cose da fare". Per il 52% da noi "si vive peggio rispetto agli altri Paesi europei". E' un quadro problematico quello che scaturisce dall'analisi "Le famiglie e la crisi. Valori, consumi, progetti", realizzata da Gfk Eurisko per il settimanale Famiglia Cristiana e Centromarca, Associazione italiana dell'Industria di Marca.
L'indagine rileva che la famiglia tiene come istituzione di riferimento all'interno del Paese, conferma la propria centralità indiscussa e una salda vocazione civica, tutt'altro che corporativa o particolaristica. E' un contenitore di valori etici e simbolici. Svolge una funzione fondamentale quale serbatoio di risorse economiche e finanziarie per costruire il futuro di figli e nipoti e costituisce un elemento di sostegno sociale determinante che spesso si fa carico di supplire delle carenze delle agenzie politiche e sociali.
Sul piano dei consumi la famiglia italiana si conferma un interlocutore fondamentale per l'industria di marca.
Dall'analisi emerge una riaffermazione dei valori tipici delle grandi marche che, nonostante la congiuntura negativa, mantengono la loro attrattiva e il loro valore segnaletico a discapito dei prodotti anonimi. La fedeltà alla marca preferita resta alta: non a caso calano sensibilmente le persone che si riconoscono nell'affermazione "una marca vale l'altra" quando si parla di qualità, valore, sicurezza. In un contesto di riduzione del potere d'acquisto dei salari, cresce però l'attenzione delle famiglie per il prezzo e quindi l'attenzione per il prodotto di marca venduto in promozione.
"Nel contesto di riscoperta e riaffermazione dei valori descritti nell'indagine di Gfk Eurisko", rileva Luigi Bordoni, presidente di Centromarca, "trova spiegazione la tenuta della Marca, anche in una fase di grave difficoltà economica delle famiglie che avrebbe potuto far temere un suo declino. E' proprio nell'insieme dei suoi valori, non solo merceologici o mercatistici, ma anche di responsabilità e di rigore nel senso più ampio, che la marca trova forza. In sintesi, nella sua "reputazione" ".
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