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Il biologico ormai piace ai consumatori di tutta Italia. Ieri si è svolta la XII Biodomenica e in tantissime piazze italiane si sono organizzati mercatini biologici per la vendita diretta ed eventi ludico-culturali per spiegare i valori sociali, ambientali ed economici del bio. In particolare a Roma, sui Fori Imperiali, è stato presentato il dossier "I valori del bio" curato da Aiab, Coldiretti e Legambiente, le promotrici di BioDomenica.

Il dossier ha analizzato gli ultimi 6 anni di consumi biologici italiani, con uno sguardo ai relativi canali di distribuzione, dai gruppi di acquisto solidale, ai mercatini bio, dall'e-commerce agli agriturismi. Il dato più importante emerso da dossier è quello sulla crescita di questi sistemi di distribuzione alternativi: in media sono cresciti del 76,4%, diventando ormai competitivi con i sistemi tradizionali, in primis con la grande distribuzione organizzata, perché riescono a garantire la qualità del prodotto insieme a un ritorno economico, sociale e ambientale conveniente per tutti, e a lungo termine. Dal dossier emerge che un italiano su 4 acquista prodotti biologici attraverso canali alternativi che hanno conquistato il 25% del mercato bio. In particolare sono i gruppi di acquisto solidale (Gas) ad aver avuto l'incremento maggiore (del 234%); seguono gli acquisti negli spacci in azienda (+102%), i mercatini bio (+20%), l'e-commerce (+38%), l'agriturismo (+62%) e le mense scolastiche (+35%).

I dati confermano che la filiera corta, grazie all'eliminazione di alcuni passaggi commerciali, consente di abbattere il prezzo finale, con vantaggi per il consumatore ma anche per il produttore, che sempre più spesso utilizza questo canale alternativo. Nella formazione del prezzo, infatti, il peso della produzione supera molto raramente il 50% del prezzo finale, mentre è notevole il peso percentuale del ricarico del punto vendita (dal 30% al 40%). Di qui, la convenienza per i consumatori ad acquistare i prodotti biologici direttamente dai produttori agricoli. Una convenienza per altro ampiamente dimostrata dalle rilevazioni sui prezzi dell'Ismea. Ad eccezione di alcuni prodotti ortofrutticoli che se acquistati direttamente dal produttore costano la metà del prezzo della distribuzione tradizionale.

"Il biologico è una risposata concreta alla crisi economica e climatica, promuoviamo un modello economico che crea occupazione in particolare giovanile e pone il rispetto dell'ambiente e la qualità del cibo al centro del nostro agire - commenta Andrea Ferrante, presidente nazionale dell'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica (AIAB) - Il biologico è nato, ed è guidato, proprio da agricoltori che vogliono cambiare la loro relazione con i cittadini/consumatori in cerca di un consumo più consapevole; oggi questo modello permette ai consumatori di scegliere quello che vogliono mangiare in termini di qualità, sostenibilità ambientale e rispetto della tradizione alimentare ed è ripagato da un vero successo economico".