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inflazioneRimane estremamente grave il livello registrato dal tasso di inflazione a maggio, al 3,2%. Altrettanto allarmante la crescita del tasso relativo al carrello della spesa al 4,2%. Si tratta di livelli ancora troppo elevati e in contraddizione rispetto alla preoccupante contrazione dei consumi e del PIL del nostro Paese.
 
Una crescita intollerabile, prova evidente e tangibile delle speculazioni in atto, che vanno contrastate con misure urgenti.
 
Quel che è peggio è che le famiglie, in questo delicato momento, non devono far fronte unicamente alle gravi ricadute dovute alla crescita ingiustificata dei prezzi: anche le scadenze fiscali e le ricadute indirette che ne conseguono aggravano in maniera insostenibile i maggiori oneri per i cittadini.
 
La stangata prevista dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori nel 2012, infatti, sarà pari a +2201 Euro a famiglia (per l’aumento dei prezzi e delle tariffe, nonché per l’incremento della tassazione e le ricadute delle manovre varate quest’anno).
 
A questo maggiore esborso, inoltre, vanno aggiunte le ricadute indirette dovute alla reintroduzione ed alle nuove aliquote IMU.
 
La rivalutazione (sia in termini di aliquota, sia in termini catastali) dell’IMU per i locali commerciali, per le aziende e per gli uffici, nonché la reintroduzione di questa imposta sui casolari agricoli, si scaricheranno inevitabilmente su prezzi e tariffe, comportando un ulteriore aggravio per le famiglie di circa +210 Euro annui.
 
Il totale delle ricadute, quindi, calcolando anche le ripercussioni in termini indiretti dell’IMU, raggiungerà quota +2411 Euro annui a famiglia.
Una cifra pari a circa una mensilità di stipendio di una famiglia media. O, se vogliamo paragonarla in termini di spesa alimentare, equivale a poco meno della metà di quanto una famiglia spende in un anno per la propria spesa alimentare.
 
È evidente che questa drammatica caduta del potere di acquisto comporterà conseguenze disastrose per l’intera economia, alimentando ulteriormente la caduta dei consumi e rendendo sempre più negative le stime al ribasso sul PIL 2012.
 
Per questo è indispensabile intervenire al più presto per rilanciare il potere di acquisto delle famiglie e per avviare la necessaria ripresa economica del Paese. Una vera “operazione crescita”, che dovrà essere immediata e determinata e che dovrà partire da due operazioni fondamentali:
-      l’annullamento categorico di qualsiasi ipotesi di aumento ulteriore della tassazione, a partire dal nuovo aumento dell’IVA al 23%;
-      l’avvio di una ripresa degli investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca.
 

fonte Osservatorio Nazionale Federconsumatori