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sicurezza postaleIn Italia, informa ancora il direttore della  Polizia postale, "i furti d'identita' digitale riguardano i codici di pagamento elettronico, in maniera preponderante; e poi i codici di accesso ai servizi di home-banking. I clienti bancari che subiscono questo tipo di attacchi criminali sono passati dallo 0,06% del 2010 allo 0,16% del 2011; ma il dato e' ancora piu' importante se si considerano le aziende, salendo allo 0,51% in quanto - spiega - le aziende sono assai meno attente dei privati nella gestione dei propri sistemi elettronici e informatici, forse perche' non c'e' un'adeguata cultura della sicurezza".
 
 
Apruzzese sottolinea poi come "il contagio puo' passare dai computer ai telefonini". In particolare, "il virus Zeus e' uno dei piu' pericolosi, denominato anche BotNet. Mentre si guarda il sito della propria banca, appaiono scritte conformi a quelle dell'istituto bancario con le quali si chiede il numero di cellulare e il tipo di telefonino, il modello e la Nazione a cui si appartiene".
Quindi, prosegue, "dopo aver fornito il dato richiesto, sul nostro telefonino apparira' subito un sms di accoglienza del tipo 'buon giorno, ben arrivati, stiamo facendo una campagna di sicurezza, vi diamo un link su cui vi daremo una serie di indicazioni per migliorare il sistema della vostra sicurezza'. Una volta aperto il link, noi prendiamo il virus Zeus sul nostro telefonino e il sistema di computer presente e' oramai pregiudicato e l'infezione si sposta appunto dai computer fissi ai telefonini, mettendo fine alla nostra privacy: come aver consegnato la chiave di casa al nemico. Il pericolo - avverte Apruzzese - e' veramente serio".
 
Fonte ADNKRONOS