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european commissionLa Commissione ha pubblicato la seconda relazione concernente l'applicazione della direttiva 2009/22/CE relativa a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori.
 
La direttiva, già direttiva 98/27/CE poi modificata e codificata nella direttiva 2009/22/CE, ha istituito una procedura di ricorso giudiziario o amministrativo che consente alle organizzazioni di consumatori e/o alle amministrazioni pubbliche di chiedere un provvedimento inibitorio volto a porre fine a pratiche commerciali lesive della direttive UE a tutela dei consumatori.
 
La relazione, che segue alla prima relazione del 2008, traccia una panoramica dello stato dell’arte relativo all’applicazione della direttiva, fornendo una stima del numero di provvedimenti inibitori adottati dagli Stati membri sia in casi a dimensione nazionale (più numerosi) che transfrontaliera (solo 70), dal 2008 ad oggi; una mappatura dei settori economici maggiormente interessati dai provvedimenti inibitori (telecomunicazioni, attività bancarie, turismo e viaggi tutto compreso), nonché delle pratiche illecite lesive oggetto di tali provvedimenti (clausole abusive e pubblicità ingannevole) e dei soggetti legittimati a valersi degli stessi.
 
 
La relazione, elaborata sulla scorta dei dati raccolti dalla Commissione a valle di questionari ad hoc indirizzati ad autorità pubbliche e organizzazioni di consumatori, pur “promuovendo” la direttiva - grazie alla quale si registra un netto miglioramento nel rispetto della legislazione sulla protezione dei consumatori - individua alcuni ostacoli suscettibili di inficiare l’efficacia dei provvedimenti. Tra questi: (i) i costi legati ai procedimenti; (ii) la durata e la complessità degli stessi; nonché (iii) gli effetti relativamente limitati delle sentenze che ingiungono provvedimenti inibitori in uno con la difficoltà di eseguirle.
 
La relazione individua quindi un set di misure, legislative e non legislative, intese a migliorare l’efficacia dei provvedimenti inibitori.
 
Nella specie:
- L’estensione dell’ambito di applicazione della direttiva e degli effetti delle decisioni adottate;
- Il miglioramento dell’attuazione delle decisioni, attraverso l’erogazione di sanzioni maggiormente dissuasive; 
- L’introduzione di disposizioni intese a garantire la rapidità del procedimento e il diritto all’informazione; nonché
- Azioni di sensibilizzazione e di formazione per gli enti legittimati all’utilizzo dei provvedimenti inibitori e, più in generale, volte a pubblicizzare i casi di provvedimenti inibitori in tutta l’UE.
 
Scarica la relazione completa.