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europa3La Commissione europea ha pubblicato nei giorni scorsi i risultati di una valutazione volta ad individuare oneri eccessivi, sovrapposizioni, lacune e incoerenze eventualmente intervenuti in seguito all'adozione di tre direttive dell’Unione in materia di informazione e di consultazione dei lavoratori.

La valutazione delle politiche, anche nota come "check-up", verte sulla direttiva in materia di licenziamenti collettivi, sulla direttiva in materia di trasferimenti di imprese e sulla direttiva che stabilisce un quadro generale relativo all'informazione e alla consultazione dei lavoratori nella CE. Dalla relazione risulta che le tre direttive dell’Unione sono sostanzialmente pertinenti, efficaci, coerenti e in sinergia tra di loro e che i benefici da esse prodotti sono verosimilmente preponderanti rispetto ai costi.

L'informazione e la consultazione dei lavoratori rivestono un'importanza fondamentale nell'anticipare i cambiamenti e nel gestire la ristrutturazione adeguatamente e in modo socialmente responsabile. Costituiscono un diritto sociale fondamentale che contribuisce a mitigare i conflitti, a creare un clima più cooperativo sul luogo di lavoro e a promuovere la competitività. La valutazione effettuata ha visto il coinvolgimento dei governi e delle organizzazioni dei rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro.

Sebbene in base alla valutazione le direttive risultino in generale idonee all'obiettivo perseguito, sono emerse alcune carenze relative alla loro portata ed applicazione. Per quanto riguarda la portata, una quota significativa della forza lavoro non è contemplata nelle disposizioni delle direttive per via dell’esclusione delle piccole imprese, dell’amministrazione pubblica e dei marittimi. Restano inoltre da compiere progressi relativamente all'applicazione, specialmente in paesi con tradizioni meno avanzate, promuovendo una cultura dell'informazione e della consultazione tra le parti sociali, consolidando le istituzioni, favorendo accordi in materia di informazione e di consultazione, diffondendo buone pratiche, incentivando attività di sensibilizzazione e garantendo l’effettiva applicazione delle norme.

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