La Commissione europea ha presentato una proposta legislativa che consentirà all’Unione europea di ratificare ufficialmente il secondo periodo di impegno (2013-2020) del protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici.
Nel secondo periodo l’UE, gli Stati membri e l’Islanda si sono impegnati a ridurre del 20% le emissioni complessive di gas a effetto serra rispetto al livello del 1990 o degli altri anni di riferimento scelti. L’impegno a diminuire le emissioni è in linea con gli obiettivi del pacchetto legislativo sul clima e l’energia del 2009 e va di pari passo con le misure di riduzione decise a livello di UE e di Stati membri.
Dalla Commissione sono arrivate due proposte legislative: una decisione del Consiglio europeo sulla ratifica dell’emendamento di Doha al protocollo di Kyoto che dà il via al secondo periodo di impegno, e un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sugli aspetti tecnici legati all’attuazione del secondo periodo. Entrambe le proposte andranno ora al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio.
Ha detto Connie Hedegaard, Commissaria responsabile per il portafoglio Azione per il clima: “La ratifica della seconda fase del protocollo di Kyoto sottolinea l’impegno dell’UE a favore di un approccio di tipo prescrittivo e giuridicamente vincolante per l’azione internazionale in materia di cambiamenti climatici. La nostra determinazione nel rispettare gli impegni assunti si rispecchia nel fatto che in pratica l’UE si è attenuta fin dall’inizio, ovvero da gennaio di quest’anno, agli obiettivi e alle norme del secondo periodo di impegno del protocollo di Kyoto. Con la ratifica ufficiale della seconda fase, l’Europa contribuirà a rendere effettivi quanto prima a livello internazionale gli impegni assunti. Sono convinta che il Parlamento europeo, il Consiglio, gli Stati membri e l’Islanda completeranno al più presto le rispettive procedure di ratifica”.
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