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Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza inviato alla Commissione Europea.

3 Maggio 2021
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Recovery Plan italiano, è stato approvato il 29 aprile in Consiglio dei ministri ed è stato inviato alla Commissione Europea.   [continua]

Nuove regole Ue su diritti passeggeri ferroviari.

3 Maggio 2021
Tra le novità maggiore tutela in caso di ritardi e cancellazioni. Più itinerari alternativi in caso di ritardi o cancellazioni, migliore assistenza alle persone a mobilità ridotta, più spazio per le biciclette. Queste le principali novità della revisione del regolamento sui diritti dei passeggeri ferroviari approvata dal Parlamento europeo in via... [continua]

Cittadini, Istituzioni e Aziende insieme per una nuova mobilità

27 Aprile 2021
Per raggiungere il traguardo di una organizzazione ottimale dei trasporti e della mobilità serve una collaborazione forte e duratura tra tutte le parti sociali e una condivisione di obiettivi e strategie. Se ne è discusso oggi nel corso del web event dal titolo “Cittadini, Istituzioni e Aziende insieme per una nuova mobilità” organizzato da... [continua]

Conferenza sulla revisione della direttiva sulle rendicontazioni non finanziarie.

19 Aprile 2021
La Direttiva sulla rendicontazione non finanziaria (NFRD) impone ad alcune grandi aziende di riferire su questioni sociali, dipendenti e ambientali, diritti umani e tangenti e corruzione. Tuttavia, le informazioni attualmente riportate non soddisfano le esigenze degli utenti. La Commissione europea sta riesaminando la NFRD al fine di rimediare a... [continua]

digitale copy copyL’Italia non brilla certo per competitività digitale. Si piazza infatti al quart’ultimo posto – venticinquesima su 28 stati membri dell’Unione europea – nell’indice di digitalizzazione dell’economia e della società con un punteggio di 0,4. In tutta Europa i progressi ci sono ma sono lenti, e in Italia ci sono ancora carenze per quanto riguarda la banda larga e le competenze informatiche di base della popolazione. Senza contare che il 37% della popolazione non usa regolarmente Internet.


agenda digitaleL’anno scorso l’Italia ha fatto pochi progressi nella maggior parte degli indicatori: una delle eccezioni è rappresentata da un ruolo maggiore del commercio elettronico nel fatturato delle PMI (8,2% del totale), anche se l’economia italiana potrebbe trarre vantaggio da un uso più diffuso di soluzioni di eBusiness. La banda larga è ancora carente e ancora il 37% della popolazione non fa un uso regolare di Internet. L’unica consolazione è che l’Italia è fra i paesi considerati “catching up”, ovvero quelli che hanno un punteggio inferiore alla media europea ma che cresce in modo più veloce. In questo gruppo rientra l’Italia insieme a Spagna, Croazia, Lettonia , Romania e Slovenia.


Il quadro viene dalla Commissione europea che oggi ha pubblicato i risultati dell’edizione 2016 dell’indice di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI), strumento online che valuta i progressi degli Stati membri dell’UE verso un’economia e una società digitali. Dallo scorso anno gli Stati europei hanno fatto progressi in settori quali connettività e competenze digitali, come pure nei servizi pubblici, ma questi avvengono a un ritmo lento. Dice Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione e Commissario responsabile per il Mercato unico digitale: “Sono sempre più numerosi i cittadini, le imprese e i servizi pubblici che imboccano la strada del digitale. Ma troppi di loro s’imbattono ancora in problemi quali mancanza di copertura internet ad alta velocità o di servizi online transfrontalieri della pubblica amministrazione e difficoltà per comprare o vendere attraverso le frontiere. Dobbiamo risolvere questi problemi. È questo l’obiettivo della Strategia per il mercato unico digitale, le cui prime proposte promuoveranno il commercio elettronico e la connettività. Tutte le nostre proposte saranno pronte a partire già da quest’anno ed esorto gli Stati membri dell’UE a farle proprie senza perdere tempo. La loro performance digitale e la loro economia ne usciranno rafforzate”. Per Günther H. Oettinger, Commissario responsabile per l’economia e la società digitali, “i progressi dell’UE ci sono, ma sono troppo lenti. Non possiamo riposare sugli allori”.


I principali risultati a livello europeo dicono dunque che i progressi ci sono, ma sono troppo lenti. L ‘Unione europea nel suo complesso ha un punteggio di 0,52 su 1, un miglioramento rispetto allo 0,5 dell’anno scorso. Tutti i paesi dell’UE tranne la Svezia hanno migliorato il loro punteggio. La Danimarca, i Paesi Bassi, la Svezia e la Finlandia rimangono in testa alla classifica del DESI. I Paesi Bassi, l’Estonia, la Germania, Malta, l’Austria e il Portogallo sono i paesi che crescono più in fretta e stanno distanziando gli altri.


La strada per arrivare in cima alla classifica mondiale è però ancora lunga: per la prima volta la Commissione ha raffrontato l’UE con alcuni paesi in testa alla classifica della digitalizzazione (Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud). Il testo integrale della relazione su un nuovo indice delle performance digitali sarà disponibile a metà marzo 2016, ma i risultati preliminari indicano già che i paesi ai primi posti nella graduatoria dell’UE sono anche fra i più digitalizzati al mondo. Ma l’UE nel suo complesso ha ancora molta strada da fare prima di diventare un leader mondiale.
La connettività è migliorata ma rimane insufficiente a lungo termine: il 71% delle famiglie europee ha accesso alla banda larga ad alta velocità (almeno 30 Mbit/sec) rispetto al 62% dell’anno scorso. L’UE è sulla buona strada per realizzare la copertura totale entro il 2020. Il numero di abbonati alla banda larga mobile è in rapido aumento: da 64 abbonamenti per 100 abitanti nel 2014 ai 75 attuali. Bisogna ancora migliorare le competenze digitali: nonostante sia lievemente aumentato nell’UE il numero di laureati in discipline scientifiche e tecnologiche e in matematica, quasi la metà degli europei (il 45%) non possiede competenze digitali di base (uso della posta elettronica, strumenti di editing o installazione di nuovi dispositivi). E il commercio elettronico rappresenta ancora un’occasione mancata per le piccole imprese: il 65% degli internauti europei effettua acquisti online, ma solo il 16% delle PMI vende sulla rete e meno della metà di queste ultime (il 7,5%) lo fa anche oltre frontiera.


Ci sono infine più servizi pubblici online, ma sono sottoutilizzati: le amministrazioni pubbliche forniscono una gamma più ampia di servizi online (consentendo ai cittadini di utilizzare Internet per dichiarare un nuovo indirizzo di residenza, la nascita di un bambino e altri eventi importanti), tuttavia il numero di utenti che interagiscono online con le amministrazioni pubbliche rimane stazionario (32%).

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