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Banche e cittadini italiani: c'è voglia di etica. Una valutazione di etica che si declina soprattutto nel valore della trasparenza negli investimenti e nei finanziamenti, che viene al primo posto dopo il rispetto e la tutela del cliente, la destinazione di parte degli utili in beneficenza, il finanziamento di progetti sociali o ambientali, l'attenzione alle conseguenze economiche, sociali e ambientali delle attività finanziarie.

E così il 92% degli italiani ritiene fondamentale o importante che la propria banca sia trasparente nell'indicare i settori di investimento, l'81,2% considera essenziale o importante che investa una parte degli utili in progetti sociali o ambientali, il 73,9% considera fondamentale o importante che la banca non investa nelle armi. Sono questi alcuni dei molteplici dati che emergono dalla ricerca "Voglia di Etica, cittadini, banche e finanza in tempi di incertezza" curata da Demos&Pi per Banca Etica e presentata oggi a Roma.

C'è fra gli italiani un atteggiamento ambivalente verso le banche: il 68% le ritiene importanti per lo sviluppo del Paese, ma ben il 65% afferma che "quelle oneste sono davvero poche". La fiducia verso le banche è bassa, espressa solo dal 22,9% degli intervistati. Ma metà dei cittadini sostiene che l'etica può e deve avere uno spazio nel mondo della finanza (51%). C'è voglia di etica ma realismo diffuso, perché quasi sei intervistati su dieci (58%) ritiene che, anche quando il clima economico tornerà più disteso, il rispetto dei risparmiatori e dei consumatori resterà come prima. Ma se c'è scarsa fiducia verso la parola "banca", allo stesso tempo è proprio la fiducia la ragione principale che spinge a scegliere di aprire un conto presso una banca.

I cittadini esigono che si combini efficienza e solidarietà: alla domanda sulla responsabilità sociale d'impresa, rispondono (62,2%) che "un'impresa, accanto al profitto, deve investire in progetti a favore della società e del territorio in cui opera". C'è disincanto perché lo spazio per l'etica prima della crisi viene considerato poco o nessuno (75,2%) e il 57,6% ritiene che quando la crisi finirà resterà più o meno come prima. Allo stesso tempo, il 50,6% ritiene che l'etica può e deve avere spazio nella finanza.

Le parole che suscitano il sentimento più positivo sono dunque solidarietà, etica, concorrenza, mercato. E il significato di etica in ambito finanziario è legato soprattutto alla trasparenza negli investimenti e nei finanziamenti (36,9% degli intervistati) prima ancora che al rispetto e alla tutela del cliente (34,7%).