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Nonostante si stia sviluppando sempre di più, il fenomeno degli acquisti on line da un paese ad un altro presenta ancora tante criticità; in primis la mancata consegna dei prodotti. Da uno studio presentato oggi dalla Commissione europea emerge, infatti, che il 60% delle transazioni transfrontaliere non ha potuto essere completato dai consumatori poiché il commerciante non spediva il prodotto nel loro paese o non offriva un mezzo adeguato di pagamento transfrontaliero.

Lo studio della Commissione si è basato su un test on line condotto da clienti civetta in tutti i paesi dell'UE che hanno cercato su Internet 100 prodotti di grande consumo (CD, computer, apparecchi fotografici digitali e lavatrici) per verificare quali risparmi si potessero fare comperando oltre frontiera e quanto difficile fosse acquistare on line da un altro paese dell'UE.

Complessivamente sono state effettuate circa 11 000 transazioni di prova. I risultati principali sono:

  • I consumatori possono fare risparmi sostanziali. In 13 paesi su 27 e per almeno la metà di tutti i prodotti cercati i consumatori risulterebbero in grado di trovare in un altro paese dell'UE un'offerta che costa almeno il 10% in meno rispetto alla migliore offerta nazionale (tenendo conto di tutti i costi come ad esempio la consegna nel paese in cui risiede il consumatore).
  • Accesso a prodotti non disponibili sul mercato nazionale . In 13 paesi dell'UE gli acquirenti non hanno potuto trovare on line offerte nazionali relative ad almeno il 50% dei prodotti cercati, ma le hanno trovate in un altro paese dell'UE.
  • La maggior parte degli ordinativi non ha successo. In media il 61% degli ordini di merci inviati on line in un altro paese dell'UE non ha avuto successo, essenzialmente perché il commerciante rifiutava di servire il paese di residenza del consumatore o non offriva mezzi adeguati di pagamento transfrontaliero.