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Per il terzo semestre consecutivo calano i prezzi delle case, assieme a quelli di negozi e uffici: rispettivamente meno 1,6%, meno 1,6% e meno 1,5%. Le compravendite calano più significativamente rispetto ai prezzi: meno 11% per il residenziale. In particolare, i prezzi degli immobili nelle 13 grandi aree urbane italiane mostrano le seguenti performance annue: meno 4,1% abitazioni, meno 3,9% uffici, meno 3,2% negozi. Sono i dati resi noti oggi dal III Rapporto dell'Osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma.

Secondo il Rapporto, gli sconti all'atto dell'acquisto arrivano al 13,2% per le abitazioni. "Le compravendite - rileva la ricerca - hanno continuato a diminuire anche nella seconda parte del 2009, ma ad una intensità più contenuta rispetto a quanto non sia accaduto nella prima, indicazione confermata dai dati più recenti dell'Agenzia del Territorio. I dati ministeriali parlano, nel III trimestre 2009 rispetto allo stesso trimestre del 2008, di una diminuzione dell'11% per le abitazioni, del 18,9% per uffici, del 17,7% per il settore commerciale e del meno 17,7% per quello produttivo".

Nel semestre però "si è registrato un ulteriore peggioramento della qualità del credito legato al settore immobiliare, come testimonia l'aumento delle insolvenze dei mutuatari. Fino alla primavera del 2008 questo indicatore oscillava intorno all'1-1,1%; dopo un anno è raddoppiato. Tale fenomeno, associato alla lunghezza e onerosità delle procedure di recupero coattivo, induce le Banche a mantenere un atteggiamento selettivo nei confronti dell'allocazione immobiliare. Si stima, infatti, che a fine anno le erogazioni di mutui alle famiglie per acquisto di immobili scenderanno a 49,2 miliardi di Euro, a fronte dei 56,5 dello scorso anno, con una flessione del 12,9%. Inoltre, in un contesto di minore disponibilità creditizia, si segnala l'ulteriore espansione della componente di surroga e sostituzione, arrivata a toccare i 12,3 miliardi di Euro con un'incidenza sull'ammontare complessivo messo a disposizione del settore residenziale superiore al 25%.