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Autorità Regolazione Trasporti: Relazione 2020.

24 Luglio 2020
Rapporto annuale 2020. Con questo documento l’Autorità presenta al Parlamento il suo settimo rapporto annuale e riferisce sui risultati delle attività svolte, illustra le prospettive della regolazione del settore e indica gli interventi necessari a rimuovere gli ostacoli che si frappongono al miglior funzionamento dei mercati e dei servizi... [continua]

Banca d'Italia in relazione all'emergenza Covid-19.

23 Luglio 2020
Questa sezione raccoglie i contributi della Banca d’Italia, le comunicazioni per il pubblico, per gli intermediari e per gli operatori, le misure e i provvedimenti adottati, gli studi e le analisi, gli interventi della BCE in relazione all’emergenza da Covid-19. [continua]

Investire sul trasporto pubblico per la ripresa economica e la vita quotidiana di milioni di persone: lo chiedono l’Associazione Trasporti ASSTRA e Consumers' Forum

26 Giugno 2020
Si è tenuto oggi un webinar organizzato dall’Associazione Trasporti ASSTRA e Consumers’ Forum sul tema “Il trasporto pubblico locale nello stato di emergenza sanitaria: questioni aperte e prospettive future. Dialogo tra imprese ed utenti” al quale sono intervenuti i rappresentanti del mondo delle imprese del trasporto pubblico locale ed i... [continua]

Senza riciclo e smaltimento 5,3 milioni di tonnellate di spazzatura urbana Allarme per Roma e Sicilia. Il caso: gli elettrodomestici finiscono nei mercatini Gli impianti per rigenerare, riciclare e smaltire i rifiuti non bastano. E senza impianti non c' è solamente l'
allarmante fenomeno dei rifiuti tombati dalla malavita dei capannoni sfitti e degli incendi di spazzatura: c' è un aumento di
costi da dare la vertigine. Uno studio di Ref Ricerche dice che senza impianti le imprese italiane pagano 1,3 miliardi di
spese in più per smaltire gli scarti. Una ricerca voluta da Utilitalia (le aziende di servizi pubblici locali) dice che mancano
impianti per trattare, rigenerare o smaltire circa 2,1 milioni di tonnellate annue di spazzatura urbana e che circa 1,3
milioni di tonnellate sono esportate.

Secondo l' analisi di Utilitalia, il fabbisogno di impianti per l' immondizia urbana ammonta a 5,3 milioni di tonnellate l' anno. L' Alta Italia è autosufficiente per incenerire lo scarto irriciclabile che rimane dopo le diverse selezioni di ricupero, ma è insufficiente per trasformare in compost 200mila tonnellate l' anno di scarti organici. Drammatico il caso del Centro Italia con il "buco nero" di Roma che non vuole avere impianti di smaltimento o riciclo: al Centro mancano capacità di incenerire 900mila tonnellate l' anno di frazione non riciclabile e di trattare 1,1 milioni di tonnellate di organico. Roma spende fra i 130 e i 180 euro la tonnellata per spedire soprattutto in Friuli circa 170mila tonnellate l' anno di organico, cui aggiungere altri 40 euro la tonnellata per il trasporto. Dice lo studio di Utilitalia che al Sud servirebbe termovalorizzare 400mila tonnellate e trattare 1,5 Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro uso milioni di tonnellate di organico; per la Sicilia il debito sarebbe di 500mila tonnellate di incenerimento e 700mila tonnellate di organico. Secondo una ricerca condotta dall' Assoambiente, in Lazio vince il "turismo dei rifiuti", cioè Roma adotta come sistema di smaltimento riempire di rifiuti i camion e spedirli altrove, anche se molti carichi di materiali da riciclare vengono rispediti al mittente perché troppo contaminati da impurità per poter essere rigenerati. La Sicilia ha il primato negativo della discarica (73% dei rifiuti urbani), ha un' inadeguatezza drammatica di impianti per il riciclo e il ricupero e zero inceneritori. La Campania è sull' orlo perenne dell' emergenza e se non vi precipita è solamente perché ha l' inceneritore napoletano di Acerra gestito dalla lombarda A2A. Non a caso la chiusura temporanea dell' impianto per manutenzione, pur gestita in modo inappuntabile dalla Regione Campania, ha rappresentato per più di un mese un rischio ambientale altissimo.

Una storia particolare è quella dei Raee, sigla di rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici.
Lampadine bruciate, frigoriferi spompati, lavatrici sventrate, giradischi muti, computer istupiditi e altri apparecchi fuori uso dovrebbero essere ricuperati e riciclati. Ma secondo Assoraee ogni anno in Italia 20mila tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici raccolti vengono sottratti al riciclo e seguono percorsi illegali, con una perdita di 14 milioni di euro.I materiali più ricercati sono i compressori (spariscono in 4 casi su 10), i cavi di alimentazione e le schede elettroniche. Altroconsumo ed Ecodom (consorzio di riciclo dei Raee) hanno cercato di capire dove finissero gli elettrodomestici e hanno nascosto un tracker Gps in 205 apparecchi da buttare. Per 31 elettrodomestici il Gps si è misteriosamente spento. Solo 107 esemplari (pari al 61%) sono arrivati in impianti autorizzati al riciclo. Altri 67 apparecchi (il 39%) sono usciti dal percorso legale e sono finiti nelle mani di smontatori abusivi, in mercatini dell' usato o sono stati rimessi in funzione in abitazioni. I NUMERI 1,3 miliardi Costi per le imprese Secondo uno studio Ref, senza impianti le imprese pagano 1,3 miliardi in più per lo smaltimento. Italia in passivo per circa 2,1 milioni di tonnellate, circa 1,3 milioni di tonnellate esportate. 5,3 milioni Fabbisogno di smaltimento Studio Utilitalia: il fabbisogno impiantistico
ammonta a 5,3 milioni di tonnellate. Il Nord risulta autosufficiente per la termovalorizzazione e in debito di 200mila tonnellate per l' organico; il Centro avrebbe bisogno di termovalorizzare 900mila tonnellate e di trattare 1,1 milioni di tonnellate di organico; al Sud servirebbe termovalorizzare 400mila tonnellate e trattare 1,5 milioni di tonnellate di organico.

di Jacopo Giliberto
https://www.ilsole24ore.com/ 

 

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