Controllare il proprio bilancio familiare ed elaborare strategie di gestione del rischio, in base al proprio patrimonio, è la tendenza largamente diffusa nella popolazione italiana. E' quanto è risultato dalla ricerca "Educare alla pianificazione finanziaria" condotta dalla Fondazione Censis per il consorzio PattiChiari. Un dato su tutti: in passato la pianificazione finanziaria era adottata dal 38,3% degli italiani, oggi dal 63,6%. Tale tendenza è diffusa soprattutto tra le coppie con più figli che adottano sempre più comportamenti attivi (in momenti di difficoltà congiunturali, il 39,5% delle famiglie adotta comportamenti pro-attivi) a discapito di un atteggiamento passivo del "non fare nulla".
Sono le famiglie residenti nelle regioni del Centro Italia (45,2%) e in quelle del Sud e Isole (42,5%) le più attente alla pianificazione del proprio bilancio. I manager familiari sono le donne che hanno una maggiore predisposizione nella pianificazione del bilancio familiare (45,6% a fronte del 39,3% degli uomini).
Le famiglie che pianificano costantemente il proprio bilancio familiare sono soprattutto quelle con reddito medio-alto (il 50% di chi dichiara tra i 2mila e i 4mila euro netti al mese) e con un elevato grado di istruzione (il 55,7% di chi possiede una laurea ricorre alla pianificazione del bilancio familiare). Mentre chi possiede un titolo di studio più basso crede di non avere bisogno di nulla e di sapere già tutto ciò che serve.
Nell'ambito di una crescente necessità di pianificazione consapevole della propria vita economica, l'educazione finanziaria diventa sempre più una leva importante per la salvaguardia delle proprie risorse economiche. In conclusione, la crisi sta facendo crescere una generazione di persone più attente e capaci di reagire. Oggi le persone sembrano aver maturato una capacità maggiore nella progettualità e nella gestione delle proprie risorse.
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