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La commissione di massimo scoperto (CMS) è uscita dalla porta ed è rientrata dalla finestra con nuove voci anche più costose. È stata sì regolamentata dal legislatore, ma con una legge di dubbia interpretazione e la possibilità che si realizzi addirittura una duplicazione delle commissioni a carico dei clienti. Per questo Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori chiedono l'intervento del Parlamento proponendo un emendamento ad hoc che chiarisca l'interpretazione della legge, e invitano i cittadini ad agire presentando reclamo alla propria banca e, in caso di risposta negativa o mancata, di rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario. Se tutto questo non avrà effetto, e se non ci saranno risultati, valuteranno l'attivazione di cause collettive contro le singole banche.

Le proposte sono state presentate oggi dalle tre associazioni, che chiedono dunque alle banche "la restituzione delle commissioni arbitrariamente incassate dal luglio 2009" e al Parlamento "l'approvazione di un emendamento che elimini la doppia commissione applicata dalle banche". Interessate all'iniziativa sono tutte le imprese che operano con uno scoperto di conto, o che superano lo scoperto autorizzato, ma anche le famiglie che in periodi di crisi possono ritrovarsi occasionalmente in "rosso". A chi vede aumentare i propri costi bancari - attraverso l'invio di lettere che comunicano unilateralmente modifiche contrattuali - le tre associazioni consigliano dunque di rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario.