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Telemarketing selvaggio: Garante privacy, per i consumatori in arrivo novità importanti

18 Gennaio 2022
Gli utenti potranno opporsi anche alle telefonate effettuate con sistemi automatizzati.  Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole al nuovo schema di regolamento sul registro pubblico degli utenti che si oppongono all'utilizzo dei propri dati personali e del proprio numero telefonico per vendite o... [continua]

Alfabetizzazione finanziaria: la Commissione e l'OCSE-INFE pubblicano un quadro comune per migliorare le competenze finanziarie individuali

13 Gennaio 2022
La Commissione europea e la Rete internazionale sull'educazione finanziaria dell'OCSE (OCSE-INFE) hanno pubblicato oggi il quadro comune UE/OCSE-INFE sulle competenze finanziarie degli adulti. Il quadro comune, che ha l'obiettivo di migliorare le competenze finanziarie dei singoli, affinché possano operare scelte con cognizione di causa in... [continua]

Consob, nel 2021 tasso di risparmio delle famiglie resta superiore ai livelli pre pandemia

12 Gennaio 2022
Nel 2021 il tasso di risparmio rimane su livelli superiori a quelli precrisi, sia nell’area euro sia in Italia, dopo aver registrato un incremento di circa sette punti percentuali rispetto all’anno precedente. È quanto è emerso dal report famiglie pubblicato da Consob. In tutta l’Eurozona persiste una forte preferenza per la liquidità, che... [continua]

Luciano Floridi: "Finita l'era in cui le Big Tech possono farsi da sole le regole"

22 Dicembre 2021
Il filosofo di Internet: "L’autoregolamentazione, come strategia principale per risolvere i problemi posti dal digitale, si è conclusa. Va ripensata in termini di etica soft" [continua]

Le richieste: comprare prodotti durevoli, riciclabili o fatti con materiali riciclati, utilizzarli a lungo attraverso manutenzioni e riparazioni efficaci, e minimizzare i rifiuti generati al termine del loro ciclo di vita.

Le aziende devono adottare modelli di economia circolare per soddisfare le richieste dei consumatori e mitigare i rischi futuri legati alla supply chain. Man mano che i consumatori diventano più esperti ed esigenti in materia di responsabilità aziendale, preferiscono orientare la loro spesa verso chi si impegna in pratiche di economia circolare. Secondo l'ultimo report del Capgemini Research Institute, 'Circular economy for a sustainable future: How organizations can empower consumers and transition to a circular economy', sono più di sette su dieci i consumatori che vogliono adottare pratiche come ridurre i consumi complessivi (54%), acquistare prodotti più durevoli (72%) e conservare e riparare i prodotti per aumentarne la durata (70%).

Contrariamente al modello lineare 'prendere, produrre, gettare', l'economia circolare è rigenerativa e mira a separare gradualmente la crescita dal consumo di risorse finite. Per i consumatori questo significa comprare prodotti durevoli, riciclabili o fatti con materiali riciclati, utilizzarli a lungo attraverso manutenzioni e riparazioni efficaci, e minimizzare i rifiuti generati al termine del loro ciclo di vita. Per le aziende significa invece intraprendere azioni come sviluppare prodotti e modelli di business che non producano rifiuti, ridurre l'uso di materie prime e prevedere la restituzione o il recupero di prodotti e imballaggi.

Con l’aumento della consapevolezza sul tema dei rifiuti e dell'esaurimento delle risorse, cresce anche il desiderio da parte dei consumatori di adottare pratiche di consumo consapevole. Tuttavia, quasi il 50% di loro è convinto che le organizzazioni di tutti i settori non stiano facendo abbastanza per riciclare, riutilizzare e ridurre i rifiuti, mentre il 67% si aspetta che le organizzazioni siano maggiormente responsabili quando pubblicizzano i prodotti, senza incoraggiarne un consumo eccessivo. Precedenti studi di Capgemini mostrano che le organizzazioni faticano a intraprendere azioni concrete legate a pratiche di economia circolare, malgrado i consumatori si rivolgano sempre di più a quelle che lo fanno.

Questo accade in particolare in ambiti dove la consapevolezza dei consumatori è maggiore, come i rifiuti alimentari e quelli di plastica. Per esempio, il 44% dei consumatori ha aumentato la propria spesa negli ultimi 12 mesi verso aziende alimentari che si impegnano nel riciclo, nel riutilizzo e nella riduzione dei rifiuti, mentre il 40% lo ha fatto per i prodotti legati alla cura della persona e della casa. Man mano che i consumatori passano dall'interesse per la sostenibilità all'azione concreta, le aziende devono prestare maggiore attenzione alle pratiche circolari nella progettazione dei loro prodotti, investendo di più in questo settore. I consumatori sono attualmente limitati nelle loro scelte da questioni di praticità, accessibilità e costo.

Tre su cinque (60%) citano la mancanza di informazioni sufficienti (come origine, riciclabilità e percentuale di contenuto riciclato) sulle etichette dei prodotti tra i motivi che impediscono di intraprendere azioni circolari positive. Il 55% sostiene che i costi elevati siano un ostacolo alla riparazione dei prodotti, mentre più della metà (53%) dichiara di non voler scendere a compromessi sulla comodità. Questa è una conseguenza inevitabile del boom dell'e-commerce degli ultimi 10 anni, i cui principali attori hanno alzato gli standard dei consumatori offrendo servizi convenienti a basso costo, come la consegna il giorno successivo o addirittura il giorno stesso.

Nonostante gli sforzi normativi per estendere la durata di vita dei prodotti, come l’iniziativa Ue per il cosiddetto "diritto alla riparazione", anche le imprese devono impegnarsi su questo fronte. Attualmente, gli approcci di consumo circolare si concentrano principalmente sulla fase post-utilizzo, con il 58% dei consumatori che dichiara di separare e smaltire i rifiuti alimentari dopo l'uso, ma solo il 41% di comprare cibo con un imballaggio minimo, sottolineando la scarsità di opzioni effettivamente disponibili.

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