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La Commissione attività produttive della Camera ha approvato in sede deliberante il disegno di legge sul Made in Italy. Il via libera è stato dato all'unanimità ; la norma ora è legge. Cosa prevede il provvedimento? Innanzitutto saranno "Made in Italy" solo le scarpe, i vestiti e gli articoli in pelle prodotti prevalentemente in Italia.

La denominazione "Made in Italy" potrà essere usata esclusivamente per prodotti finiti le cui fasi di lavorazione abbiano avuto luogo prevalentemente nel territorio italiano; in particolare, se almeno due delle fasi di lavorazione sono state eseguite nel territorio italiano e se per le rimanenti fasi è verificabile la tracciabilità. I prodotti che non potranno essere marchiati come "Made in Italy" dovranno essere obbligatoriamente etichettati con l'indicazione dello Stato di provenienza.

L'etichetta obbligatoria consentirà la tracciabilità, nel senso che indicherà non dove il prodotto è stato finito ma dove sono state eseguite le lavorazioni. Dovrà essere apposta su tutti i prodotti finiti e intermedi, evidenziando il luogo di origine di ciascuna delle fasi di produzione. Dovrà, poi, contenere indicazioni sulla conformità dei processi di lavorazione alle norme vigenti in materia di lavoro, la certificazione di igiene e di sicurezza dei prodotti; l'esclusione dell'impiego di minori nella produzione; il rispetto della normativa europea e degli accordi internazionali in materia ambientale. Il Senato ha stabilito che sarà un decreto del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell'Economia e delle Politiche europee, da emanare entro quattro mesi dall'entrata in vigore della legge, previa notifica all'Ue, a stabilire le caratteristiche dell'etichettatura obbligatoria e di impiego dell'indicazione "Made in Italy", nonché le modalità per l'esecuzione dei relativi controlli, anche attraverso il sistema delle Camere di commercio.

Il provvedimento dovrebbe entrare in vigore il primo ottobre.