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Negli ultimi anni quote sempre maggiori della spesa per le famiglie sono state dirottate verso i consumi obbligati, quali affitti, sanità, assicurazioni, restringendo dunque la possibilità di acquistare beni e servizi. Tanto è vero che negli ultimi tre anni la domanda di beni da parte delle famiglie ha mostrato un andamento molto negativo, con una riduzione dei volumi acquistati del 5,6%. La riduzione è più contenuta per gli alimentari, ma l'evoluzione "spiega come in un momento di difficoltà e con un reddito in diminuzione, le famiglie, nell'impossibilità di comprimere le spese obbligate, siano state costrette a ridurre ulteriormente l'area relativa ai consumi di beni commercializzabili, tendenza destinata a permanere anche nel biennio 2010-2011, con gli inevitabili effetti negativi sul sistema distributivo". È quanto rileva oggi Confcommercio. Dati che vengono accolti dai Consumatori come una prova della bontà delle previsioni fatta dalle associazioni ma anche come spunto per ritenere del tutto insufficienti e inadeguati gli incentivi decisi nei giorni scorsi dal Governo.