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Quando compriamo un prodotto, qualsiasi esso sia, quasi tutti sappiamo che per due anni c'è una garanzia che ci tutela dai suoi difetti e dai suoi malfunzionamenti. Ma sono in pochi a sapere che non finisce qui. Sui beni che acquistiamo, infatti, ci sono diversi tipi di garanzia: c'è la garanzia convenzionale, c'è quella legale e c'è poi quella proposta dal commerciante.

Purtroppo le garanzie post-vendita sono ancora un terreno sconosciuto alla maggior parte dei consumatori. Eppure ci sono leggi che tutelano chi acquista rispetto a chi vende, perché anche il legislatore si è reso conto che l'acquirente ha bisogno di una tutela maggiore perché è la parte contrattuale più debole. E, infatti, nel 2002, oltre a quanto stabilito già dal Codice Civile, si è introdotto un nuovo concetto che garantisce maggiormente il consumatore: il difetto di conformità. Con questo concetto si tutela il consumatore, oltre che dai vizi che rendono il prodotto non idoneo all'uso, anche da tutto quello che lo rende diverso da quanto previsto dalla pattuizione originaria. Insomma il consumatore dovrebbe essere consapevole dei suoi diritti quando acquista qualcosa e dovrebbe sapere che far valere questi diritti "non è un vezzo" ma un dovere civico.

E' di questo che si è parlato nell'interessante seminario "Le garanzie post-vendita. Tutela dei consumatori e obblighi di produttori e commercianti", organizzato dal Movimento Difesa del Cittadino in collaborazione con l'Università Roma Tre, che si è tenuto ieri presso la Facoltà di Economia di Roma Tre. L'incontro si inserisce in una serie di attività di informazione e comunicazione che sei Associazioni dei consumatori (Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa dei Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) hanno portato avanti nel corso dell'ultimo anno attraverso il progetto Occhi Aperti!, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Dall'incontro sono emersi tanti spunti di riflessione, ma su tutti aleggia una certezza: è la disinformazione il peggior nemico, non solo del consumatore, ma anche del venditore che spesso dà informazioni sbagliate, senza saperlo. E senza sapere che se il consumatore vorrebbe far valere i suoi diritti potrebbe farlo perché è tutelato dalla legge. Ma il consumatore, nella maggior parte dei casi, non lo fa perché non vuole perder tempo e fatica dietro a qualcosa che ha acquistato. A volte preferisce semplicemente sostituirlo. Certo dipende dal prodotto in questione. Se il costo del prodotto è notevole, allora si che si va fino in fondo, ma se si tratta di un telefonino o forse anche di un pc di poche migliaia di euro, allora si lascia correre.