I cittadini si trovano alle prese con una lunga lista di disservizi che riguardano telecomunicazioni, banche, energia elettrica e gas, servizi pubblici locali. Pubblicato oggi il X Rapporto Pit Servizi di Cittadinanzattiva.
Qualche esempio? Tre mesi di attesa per un guasto sulla linea telefonica. Un mese senza energia elettrica per il cambio di fornitore. Un anno per il cambio di gestore Internet. Doppia fatturazione delle bollette. Otto mesi di attesa per un richiesta di rinegoziazione del mutuo. I cittadini alle prese con i servizi pubblici si trovano di fronte a disservizi come questi e tanti altri, con una lunga lista di cahiers de doléances che attraversa trasversalmente tutti i settori, telecomunicazioni, energia, trasporti, banche, servizi pubblici locali. Trend che si confermano - le telecomunicazioni rimangono la maglia nera ma negli ultimi anni migliorano - e nuove emergenze, come il boom delle lamentele nel settore di elettricità e gas. È la fotografia che restituisce il X Rapporto Pit Servizi-Cittadinanzattiva "Servizi e PA dal punto di vista dei cittadini: dieci anni tra disservizi, reclami e nuove tutele", presentato oggi a Roma.
I principali problemi sono presto detti: nel 2009 le telecomunicazioni si confermano al primo posto fra i servizi più criticati dai cittadini, con un 20% di segnalazioni ma con un trend in discesa rispetto al 2008 (meno 16%); seguono i servizi bancari e finanziari, con il 18% di lamentele e un aumento del 40% di segnalazioni; l'energia elettrica e il gas raccolgono il 17% delle critiche ma segnalano un vero boom di lamentele con un più 72% rispetto al 2008; i servizi pubblici locali (acqua, rifiuti, trasporti pubblici) raccolgono il 16% delle segnalazioni con un trend in aumento del 24%. I cittadini lamentano disservizi nella PA (13%) con un trend questa volta in miglioramento (meno 34%) e nei trasporti ferroviari e aerei, che raccolgono l'8% delle segnalazioni, in aumento del 61% rispetto al 2008.
Questo l'andamento generale. I dieci anni del rapporto hanno messo in evidenza però alcune tendenze, come la crescente consapevolezza dei cittadini. Come ha evidenziato Isabella Mori, Direttore di Pit Servizi, quando il rapporto venne redatto per la prima volta, dieci anni fa, i cittadini chiamavano per chiedere semplici informazioni: "Nel 2009, invece, il 43% dei cittadini ha chiesto assistenza, il 22% consulenza, il 20% informazione. Il restante 15% ha inoltrato un reclamo al Pit per conoscenza". Significa dunque che c'è una crescente consapevolezza dei cittadini, che conoscono meglio i loro diritti. "I diritti più violati nel 2009 - ha detto Mori - sono il diritto alla qualità e il diritto alla sostenibilità economica".
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