"Intervenire con misure troppo drastiche di riduzione del numero di punti vendita porterebbe a riduzioni di prezzo che però verrebbero in parte compensate da maggiori costi dovuti alle maggiori percorrenze per effettuare il rifornimento". È quanto rileva lo studio "La rete carburanti nel 2009: il confronto con l'Europa", realizzato da Nomisma Energia per l'Unione Petrolifera e presentato ieri al Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti alla presenza del Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia.
I dati rilevano che il numero di punti vendita dal 2006 è tornato ad aumentare, "segno - sostiene lo studio - delle difficoltà di chiudere numerosi impianti poco efficienti e dello sviluppo degli operatori indipendenti. Nel periodo 2001-2009, a fronte di una continua riduzione dei punti vendita "sociali" (-7%), le cosiddette "pompe bianche" sono praticamente raddoppiate (+63%) con una stima superiore ai 3.000 impianti, ponendo problemi dal punto di vista dell'erogato che in Italia risulta essere inferiore del 37% rispetto alla media europea e dunque dell'economicità delle singole attività".
L'indagine contraddice ipotesi di speculazione sostenendo che il prezzo alla pompa al netto delle tasse e della materia prima negli ultimi anni è sempre oscillato intorno al 12%. "L'Italia presenta inoltre caratteristiche proprie dal punto di vista della mobilità con una forte penetrazione di ciclomotori e motocicli (una moto ogni 5,8 abitanti ed ogni 3,4 auto) ed auto di piccola cilindrata (la media è di 1.547 cc) che impongono rifornimenti frequenti".
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