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Discorso di fine mandato per Corrado Faissola, presidente uscente dell'ABI, in occasione della 50a Assemblea degli Associati, che si è svolta alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

I mercati finanziari internazionali che tornano incerti; il bilancio del comportamento delle banche italiane durante la crisi economica; il rapporto e l'impegno con famiglie e imprese, ma anche un giudizio sulla manovra economica e una possibilità di ripresa al centro del discorso di Faissola.

"Intenso e straordinario è stato l'impegno delle banche italiane per affrontare al meglio la crisi e sostenere imprese e famiglie", ha detto il presidente ABI, sottolineando la "straordinaria risposta alla crisi" e i risultati raggiungi dal Piano Famiglie: "L'accordo con le Associazioni dei consumatori per la sospensione dei mutui - unico nel panorama internazionale - ha consentito nei primi quattro mesi di operatività di sostenere circa 20 mila famiglie, per 2,9 miliardi di valore di mutui - ha detto Faissola durante l'Assemblea - I numerosi accordi con Comuni, Regioni, Istituzioni governative e con la CEI hanno consentito di dare immediata risposta ad alcuni emergenti bisogni e di confermare, attraverso iniziative concrete, la capacità delle banche italiane di "stare sul territorio". Solo per fronteggiare le conseguenze del terremoto dell'aprile 2009 l'industria bancaria abruzzese ha sospeso il rimborso di circa 3 miliardi di finanziamenti".

Sul versante internazionale, Faissola ha detto che "dopo una fase di recupero, sui mercati finanziari internazionali è tornata l'incertezza", aggiungendo che "in Italia il deficit è stato pari al 5,3% del Pil, contro il 6,3 dell'area euro; il saldo primario depurato dagli effetti del ciclo è rimasto positivo. Lo sarà ancora nel 2010, unico caso tra i principali paesi europei".

In Assemblea si è tracciato il bilancio del comportamento delle banche italiane durante la crisi. Ha detto Faissola: "Durante la crisi le nostre banche non hanno tirato i remi in barca, in attesa che il ciclo ripartisse. Hanno operato per contrastare la recessione in un contesto segnato da una decisa riduzione della domanda di credito per investimenti. I dati aggregati - ha continuato - ci dicono tre cose rilevanti: siamo riusciti ad evitare il credit crunch; abbiamo sopportato un aumento significativo delle sofferenze, contribuendo così in misura importante a pagare il conto che la crisi ha imposto al Paese; abbiamo comunque mitigato, tenuto conto dell'intensità dello shock macroeconomico, il peggioramento della qualità dell'attivo".

Capitolo credito: in aumento quello alle famiglie, soprattutto per l'acquisto di case. "Il credito alle famiglie, dopo una fase di decelerazione durata fino agli inizi del 2009, ha ricominciato a crescere: alla fine di maggio risultava in aumento del 7,8% su base annua. Il ritmo è più forte che nel resto dell'Area euro (+2,4%); vi contribuisce l'andamento dei mutui per l'acquisto di abitazioni (+8,5% contro +3,3% nell'Area euro)". Fra il lasciti della crisi, c'è il "deterioramento della qualità del credito", con sofferenze al netto delle svalutazioni pari a 38 miliardi di euro a maggio.

Fine mandato dunque per Faissola, che ha tenuto a sottolineare i rapporti di collaborazione tessuti con Istituzioni, Governi, Parlamento, Autorità, Associazioni delle imprese e dei consumatori. Il timone passerà a Giuseppe Mussari. Il saluto: "È dunque il tempo del coraggio: di intraprendere, investire, riformare; di trarre stimoli nuovi dagli insegnamenti che la crisi ci ha fornito con la consapevolezza che i modelli di business del passato non possono essere più ripetibili. Le banche italiane sono pronte: tutti insieme potremo aprire una nuova stagione di sviluppo e di progresso".