L'85,7% degli italiani è angosciato dalla non autosufficienza e l'82,5% dall'impossibilità di sostenere le spese mediche. Questa solitudine rispecchia l'assenza, in Italia, di un welfare efficiente che riesca a rispondere alle nuove esigenze dei cittadini. Quali sono gli scenari futuri del nostro welfare? Il convegno organizzato dal Forum Ania-Consumatori ha cercato di rispondere a questa domanda. Ebbene: gli italiani si sentono soli di fronte ad uno Stato sociale assente. Un'assenza che si avverte soprattutto di fronte alla non autosufficienza ed all'impossibilità di sostenere spese mediche. Per non parlare delle pensioni e dei problemi legati alla vecchiaia, che non fanno dormire tranquilli il 68% degli italiani. Un popolo, quindi, abbandonato a se stesso e preoccupato della propria vecchiaia; e quello italiano è un popolo che sta invecchiando sempre di più.
E' questo il desolante quadro che emerge dallo studio realizzato dal Censis per il Forum Ania-Consumatori, presentato oggi a Roma nel corso del convegno "Gli scenari del welfare, tra i nuovi bisogni e voglia di futuro". Il Forum, nato con l'obiettivo di rendere più sistematico e costruttivo il dialogo tra imprese e consumatori, si pone come uno spazio di confronto su temi sostanziali. Quello del welfare è oggi un tema assolutamente sostanziale perché ci troviamo di fronte ad un sistema che non è più adeguato a rispondere alle esigenze dei cittadini.
Nel 2009 una famiglia italiana su tre si è trovata in difficoltà a sostenere alcuni costi: in primis quelli legati alle necessità di assistere malati terminali o non autosufficienti o portatori di handicap. Ma c'è anche chi si è trovato in gravi situazioni di disagio legate all'improvvisa perdita di reddito o alla disoccupazione di un famigliare. Il 59% delle famiglie ha affrontato questi disagi in totale autonomia, il 28% con l'aiuto di amici e parenti, in assenza o con scarso apporto del sistema di welfare. C'è quindi una richiesta di un sistema più efficiente e modulato sui nuovi bisogni di protezione. Altrimenti si crea un mix esplosivo di bisogni insoddisfatti che non ci permetterà di crescere.
"L'indagine presentata oggi arriva al termine di un percorso di una Fondazione voluta da noi e dai Consumatori - ha precisato Fabio Cerchiai, Presidente del Forum Ania-Consumatori - Perché? Principalmente perché c'è una materia prima che la politica non riesce più a considerare. Questa materia prima è il consenso. Per riprenderlo bisogna costruire una proposta condivisa, iniziando dal ripensare un sistema di protezione sociale. Ci sono nuove esigenze - ha aggiunto Cerchiai - e devono esserci nuove soluzioni, diverse da quelle che si sono date fino a ieri. Quello per cui dobbiamo combattere è la sostenibilità sociale del sistema, oltre che di quella economica. E per far questo bisogna porsi il problema di cosa sarà la società tra 20 anni. A cominciare dal mondo del lavoro: oggi si comincia a lavorare tardi e si finisce ancora più tardi. La pensione dei giovani è un rischio terribile per il futuro e questa è una preoccupazione di cui si deve caricare la società di oggi. L'analisi che abbiamo presentato oggi - ha concluso Cerchiai - è quindi una premessa per formulare ipotesi concrete, che saranno già condite con una dose di consenso".
Sul crescente livello di povertà e indebitamento delle famiglie italiane ha messo l'accento Paolo Landi, Segretario Generale di Adiconsum. "I nostri figli rischiano di avere certezze di welfare molto minori di quelle dei genitori. Occorre quindi evitare che con l'espressione riforma si intendano solo tagli. Dobbiamo, invece, riprogettare il futuro, che non vuol dire avere minor protezione, bensì un sistema di solidarietà tra pubblico e privato che consenta di salvaguardare mutualità e solidarietà, di recuperare più efficienza nella gestione e una maggiore responsabilità del singolo cittadino".
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