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L'educazione finanziaria è un magma di iniziative diverse che ruota soprattutto intorno a due figure: le banche e i giovani. Sono soprattutto gli istituti bancari a promuovere interventi di educazione finanziaria e il target individuato è composto prevalentemente da un pubblico giovanile, da studenti di scuola superiore e media. L'obiettivo principale è colmare l'asimmetria informativa che si ha nei confronti della banca e questo si traduce nella divulgazione di nozioni finanziarie di base, di informazioni che dovrebbero aiutare ad agire e migliorare i comportamenti finanziari delle persone. La didattica è quella tradizionale, il web è poco presente, effettuare il monitoraggio dell'efficacia delle iniziative realizzate è oggettivamente difficile. Ma le iniziative sono appunto molteplici e gli spunti notevoli, anche se sullo sfondo rimane una domanda: cosa è e da chi deve essere veicolata l'educazione finanziaria. È quanto emerge da un seminario nel quale è stata presentata la ricerca "Le esperienze di educazione finanziaria. Indagine sulla realtà italiana nel contesto internazionale", realizzata dalla Fondazione Rosselli con il contributo del Consorzio PattiChiari.

Ii numeri: dall'indagine condotta su diversi enti emerge la prevalenza delle banche (87,5%) nello svolgimento di programmi di educazione finanziaria. La ricerca scatta una fotografia di diverse iniziative, fra le tante presenti in Italia. Sono stati coinvolti circa 85 mila studenti dal 2004 e più di 13 mila alunni, 41 banche, 58 città, 261 scuole solo nell'anno scolastico 2009/2010 per quanto riguarda i programmi realizzati e distribuiti da PattiChiari.

Ci sono poi i risultati del programma "Guadagniamo il futuro/Open Mind" di UniCredit Banca insieme ad Adiconsum, Federconsumatori e Movimento Difesa del Cittadino, che ha coinvolto 2000 studenti, in 70 incontri, per 400 ore di formazione, in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia.

Ancora: a partire dal 2008 il progetto "Cultura finanziaria a scuola: prepararsi a scegliere" di Intesa SanPaolo e Osservatorio Permanente dei Giovani Editori ha coinvolto 4 mila studenti e più di 1700 docenti. Sono circa 8500 gli studenti di più di 250 scuole rientrati nel programma "Educazione finanziaria: Conoscere per decidere" della Banca d'Italia insieme al Miur. E circa 13 mila i partecipanti fra 15 e over 75 anni, a partire dal 2009, coinvolti nel programma "EduCare" di BNL-BNP Paribas.

Oltre ai numeri, altre indicazioni su tali attività fanno emergere come i soggetti coinvolti siano soprattutto un pubblico di giovani e studenti di scuola superiore e media. I programmi di educazione finanziaria - rileva l'indagine - sono stati strutturati con l'obiettivo formativo di migliorare la capacità di attivarsi per risolvere i problemi (40%), la capacità di risparmiare (36%), la capacità di pianificazione a lungo termine (35%), meno la conoscenza delle principali forme e strumenti di risparmio (31%). Le iniziative portate avanti hanno ragionato soprattutto nei termini di "riduzione dell'asimmetria informativa", privilegiando dunque la diffusione di nozioni finanziarie di base (84%) e quella di strumenti per la migliore comprensione di servizi e prodotti finanziari (59%) piuttosto che la capacità di fornire indicazioni sui comportamenti di consumo per un'autonomia di azione in campo economico e finanziario. La didattica adottata è soprattutto tradizionale, con lezioni e incontri di persona e diffusione di materiale cartaceo, mentre l'uso delle nuove tecnologie è molto ridotto.