News

L'Italia fa acqua e non solo in senso metaforico: le tariffe sono aumentate, ci sono forti differenze tariffarie da Comune a Comune, gli acquedotti continuano a perdere e la morosità si sta accentuando. La fotografia dello stato del servizio idrico in Italia è restituita da un'indagine Federconsumatori-Creef (Centro ricerche economiche, educazione, formazione) presentata oggi a Roma nell'ambito del convegno "Le politiche tariffarie di investimento e qualità nel servizio idrico integrato, i nuovi scenari con la Legge Ronchi 135/09 e le iniziative referendarie e legislative".

A illustrare dettagliatamente lo stato delle acque in Italia è Mauro Zanini, vicepresidente Federconsumatori Nazionale: "Fino al 2003 c'è stato un aumento delle tariffe meno forte rispetto agli ultimi sei anni: la curva degli aumenti tende a crescere dal 2006 in poi. Negli ultimi sei anni la spesa annua di una famiglia media è aumentata di tre volte rispetto al tasso di inflazione. La spesa media del 2010 per un consumo di 200 m3 è di 285 euro ma con forti differenze regionali. La morosità si sta accentuando a causa della recessione".

Un passo indietro per analizzare nel dettaglio i dati dell'indagine. Dal 2003 si registrano aumenti medi annui per consumo domestico di 200 m3 l'anno per utenza che variano da più 5,15% del 2003 all'attuale 6,2% del 2010: "Il doppio se lo guardiamo nel decennio 1998-2010 del tasso di inflazione medio degli ultimi 12 anni e 3 volte circa il tasso di inflazione se lo guardiamo rispetto agli ultimi 6 anni".

Città che vai, tariffa che trovi: è sempre più vero e le differenze tariffarie sono estremamente rilevanti: "Dai dati fornitici dalle 72 città campione dell' 8° Indagine Nazionale sulle tariffe del servizio idrico nazionale della Federconsumatori - rileva l'indagine - emerge che per un consumo annuo pari a 200 m3 l'utente domestico paga mediamente 285,37 € all'anno il che significa che il servizio idrico integrato, cioè l'insieme dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione più l'IVA costa mediamente € 1,43 a m3 di acqua misurata. Naturalmente la media nasconde realtà significativamente diverse; infatti a Milano la bolletta annua è di € 107,79 (0,54 € a m3), a Lecco è di € 121,19 (0,61 € a m3), a Lodi € 168,06 (0,84 € a m3), mentre a Firenze si spende per la stessa quantità di acqua 447,23 € (2,24 € al m3), seguita da Arezzo in cui si spende 435,85 € (2,18 € a m3) e Livorno € 412,87 (2,06 € a m3)". La città meno cara è Milano, quella più costosa Firenze che in pratica ha una bolletta superiore di più di quattro volte.

Le tariffe sociali esistono: su 51 ATO, 39 segnalano l'esistenza di agevolazioni (76% del campione) basate soprattutto sull'Isee, anche se la soglia di reddito al di sotto della quale si possono ottenere varia notevolmente nelle diverse città, da quella più bassa prevista a Parma, Matera e Potenza (dove per ottenere l'agevolazione è necessario avere un indicatore Isee inferiore a 5.000 €) a Grosseto dove serve un Isee inferiore a 11.778 €. Le tipologie di agevolazione riguardano soprattutto famiglie a basso reddito (87% del campione) e famiglie numerose (61%).

Un dato che desta particolare preoccupazione è quello della morosità che, afferma Zanini, "si sta accentuando a causa della recessione". L'ultimo dati disponibile risale al 2008 (fornito da Con.Vi.Ri, Commissione nazionale di vigilanza sulle risorse idriche) ed evidenzia che il 20% delle bollette del servizio idrico è pagato in ritardo rispetto ai tempi di scadenza indicati. Ma la recessione sta aumentando le difficoltà delle famiglie e quindi il dato va rivisto al rialzo.