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Appuntamento domani e dopodomani per il congresso nazionale di Assoutenti, che si svolge sul tema "Servizi pubblici: prospettive del servizio universale e del mercato". I trasporti, l'istruzione, la sanità, i rifiuti, sono soltanto alcuni dei servizi pubblici garantiti, per la maggior parte, dal servizio universale. Queste garanzie vengono messe sempre di più in pericolo; per questo Assoutenti ha deciso di dedicare il suo Congresso nazionale, che si svolge domani e dopodomani a Roma, al servizio universale e alle sue prospettive nel mercato di oggi.

Spiega il presidente di Assoutenti, Mario Finzi: "Il trasporto regionale è uno dei servizi che è stato messo più in discussione, verso il quale lo Stato ha ridotto le risorse. Poi c'è il settore dei servizi idrici dove i prezzi sono aumentati mentre non è migliorata la qualità. Ma c'è da fare anche un altro importante ragionamento sulla dinamica del servizio universale: quei servizi che fin'ora sono stati erogati in regime di servizio universale sono sempre attuali? Cioè è giusto spendere i soldi del contribuente per la spedizione delle cartoline postali o per le cabine telefoniche pubbliche, che fanno parte del servizio universale? Probabilmente no. In questi casi, forse, la misura dell'intervento potrebbe essere rimodulata a favore di altri servizi che man mano diventano più attuali, come la banda larga che oggi serve ai cittadini e alle imprese, mentre in Italia c'è un drammatico digital divide. Quindi da una parte c'è l'esigenza di conservare il principio del servizio universale, dall'altra si può ripensare cosa mantenere e cosa può essere affievolito a favore di altri servizi più attuali. Ci sono poi grossi comparti di servizio universale che hanno bisogno di essere presidiati con grande attenzione. Pensiamo al servizio sanitario nazionale, che è tutto servizio universale: i livelli di prestazioni sono fermi al 2001, mentre la situazione da allora sicuramente è cambiata, in termini di terapie, di capacità diagnostiche eccetera. Poi c'è il settore dell'istruzione, che viene erogata in termini di servizio universale: lo Stato ci mette sempre meno risorse e i livelli qualitativi scendono. Questo è un vulnus grave. Il dibattito sul servizio universale è aperto e le Associazioni dei consumatori devono essere protagoniste del dialogo".