La contraffazione è un fenomeno sempre più diffuso e articolato, fatto di flussi transnazionali di merci e denaro, con una forte componente di prodotti che viene dalla Cina e con la capacità di differenziarsi a tal punto da coprire qualunque settore merceologico. Di più: da trovare qual è il settore merceologico dove più conveniente è la contraffazione. Dunque non solo moda, elettronica, giocattoli, beni di consumo, ma anche tanti altri prodotti che possono anche essere assemblati da provenienze diverse per diventare merce contraffatta. A fare il punto della situazione, oggi a Roma, il convegno "Politiche istituzionali e strategie industriali per la lotta alla contraffazione", organizzato da Ministero dello Sviluppo Economico e Unioncamere nell'ambito della mostra "Il falso non ha senso". Il seminario ha visto la partecipazione di Agenzia delle Dogane, Guardia di Finanza, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e rappresentanti del Campidoglio e delle imprese. A introdurre i lavori, Loredana Gulino, Direttore Generale della Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione-UIBM.
I prodotti contraffatti presenti sul mercato, ha spiegato Edoardo Francesco Mazzilli, dell'Ufficio centrale antifrode, Agenzia delle Dogane, sono importati da paesi terzi, oppure derivano dalla circolazione intracomunitaria dei beni, o sono prodotti direttamente in Italia. Il principale mercato di origine dei prodotti contraffatti è l'Estremo Oriente, e fra i prodotti sequestrati dalle Dogane "i due terzi - ha detto Mazzelli - arrivano dalla Cina". Attenzione però, perché la Cina è anche un partner commerciale importante per l'Italia, ha proseguito l'analisi di Mazzilli, che ha sottolineato come i capitoli più a rischio contraffazione siano borse, abbigliamento, calzature, giocattoli, ma che su di essi diverso è stato l'impatto della crisi rispetto all'andamento generale delle importazioni dalla Cina. L'impatto è stato minore, forse perché una delle risposte attuate dai cittadini è stata quella di acquistare merce contraffatta o di valore non elevato.
Mazzilli ha sottolineato il diverso "peso" del ruolo svolto dalle Dogane in Italia rispetto al resto d'Europa: la percentuale di merce importata dalla Cina è cresciuta negli ultimi anni in tutta Europa, ma in Italia non è cresciuta con lo stesso elevato trend. "La sensibilità alla lotta alla contraffazione - ha spiegato Mazzilli - non è uguale in tutti i paesi, perché in Italia ci sono artigiani e piccole griffe che chiedono tutela. L'Italia sequestra il 18-20% dell'ammontare complessivo di quanto sequestrano le Dogane del Nord Europa". Il che significa che la risposta al problema contraffazione non è uguale in tutti i Paesi, e che bisogna "cercare di trovare un punto di equilibrio fra controlli e necessità di non penalizzare i porti italiani, dove arrivano anche merci provenienti dal altri paesi europei".
E nel mercato italiano, quanti sono i prodotti sequestrati? Il colonnello Fabrizio Martinelli, della Guardia di Finanza, ha spiegato come il trend dei sequestri eseguiti dalle Fiamme Gialle dal 2004 in poi si attesti sui 100 milioni di pezzi l'anno. "La contraffazione - ha detto Martinelli - non conosce settori, è un fenomeno che si è esteso e diversificato". E uno degli aspetti più inquietanti è che "aumenta - ha detto Martinelli - l'incidenza dei prodotti pericolosi" sul totale dei prodotti contraffatti. Il colonnello si è anche soffermato sulle nuove dinamiche della contraffazione: la transnazionalità delle organizzazioni responsabili di tale fenomeno e dei mercati di sbocco; l'ingerenza della criminalità organizzata; la diffusione dell'e-commerce.
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