No a modifiche legislative che blocchino l'apertura delle parafarmacie. Il Presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà lo ha sostenuto a chiare lettere in una segnalazione inviata al Governo e al Parlamento, alla luce dell'emendamento n. 1206 presentato al decreto legge milleproroghe. Secondo l'Autorità, se venisse votata la modifica proposta, non sarebbe più possibile aprire nuovi punti vendita ma, dietro autorizzazione dell'amministrazione competente, sarebbe consentito solo il trasferimento di quelli già esistenti in un'altra area dello stesso comune o di un comune differente, che ne sia priva.
Nella segnalazione l'Antitrust ribadisce che il contingentamento del numero di esercizi farmaceutici sul territorio nazionale si traduce nella protezione di reddito delle farmacie già presenti il cui numero, in una larga parte dei comuni italiani, è peraltro inadeguato a soddisfare le esigenze dei cittadini.
Per l'Antitrust, se passasse l'emendamento presentato, si ridurrebbero le possibilità di scelta dei consumatori, con probabili effetti negativi sul livello dei prezzi e sulla qualità del servizio offerto, attenuando significativamente gli effetti concorrenziali che il libero sviluppo di questo nuovo canale distributivo sta esercitando. Al contrario, il processo di liberalizzazione della distribuzione dei farmaci deve proseguire, non solo attraverso un ampliamento del numero degli esercizi, ma anche consentendo la vendita al di fuori della farmacia, e sempre alla presenza del farmacista, dei medicinali di fascia C, acquistabili solo con la ricetta medica.
Secondo l'Antitrust l'apertura di oltre tremila parafarmacie in meno di quattro anni e il conseguente ampliamento delle possibilità di scelta del consumatore, nonché l'apertura di circa 500 punti vendita nella media e grande distribuzione, dove i prezzi sono in media più bassi del 25%, sono risultati sicuramente importanti sotto il profilo concorrenziale.
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