Giustizia alternativa: sono state 93.400 le procedure avviate in Italia nel 2009 fra Corecom, negoziazione paritetica, mediazione amministrativa, arbitrati e riassegnazione nomi a dominio. Un dato importante, se si considera che i ritardi nella giustizia hanno un costo di 4 mila euro annui a impresa, 23 miliardi in Italia.
In primo piano c’è la conciliazione presso i Corecom (43.403 domande in materia di telecomunicazioni, il 46,4% del totale, in crescita del 12% per controversie relative soprattutto a telefonia fissa e servizi internet), seguita dalla negoziazione paritetica che nasce dai protocolli sottoscritti da imprese e associazioni di consumatori per la risoluzione di controversie in materia di consumo (30.213 domande, il 32,3%) e dalla mediazione amministrata da Camere di commercio o da altri organismi (18.958, il 20,3% del totale). L’arbitrato costituisce lo 0,9% di tutte le procedure (802 domande, +18%). Le materie del contendere sono state soprattutto telecomunicazioni, contratti bancari e finanziari per la mediazione, appalti e diritto societario per gli arbitrati.
Nelle Camere di Commercio, fra 2008 e 2009 sono aumentate del 21% le conciliazioni fra imprese, mentre sono diminuite del 14,5% quelle fra imprese e consumatori. Questi alcuni dei dati del Quarto rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia, realizzato da Camera di commercio di Milano, Unioncamere e Isdaci (Istituto per lo studio e la diffusione dell’arbitrato e del diritto commerciale internazionale), con il patrocinio di Camera dei Deputati, Ministero della Giustizia e Regione Lombardia, e presentato oggi in Camera di commercio di Milano.
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