Secondo un sondaggio realizzato da 8 Associazioni dei Consumatori su un campione di 4000 consumatori, il 90% conosce i rischi derivanti dall'acquisto contraffatto ma questo non impedisce l’acquisto, sul quale gioca come richiamo il fattore del prezzo. Il 90% degli intervistati dichiara di conoscere il rischio di sanzioni amministrative derivanti dall'acquisto di prodotti contraffatti, tuttavia l'elemento "prezzo" gioca un ruolo fondamentale nella motivazione di acquisto, soprattutto in un contesto economico delicato come quello attuale. Il campione afferma di essere disposto a correre rischi sia pecuniari che di salute pur di ottenere un effettivo risparmio economico.
Il dato è emerso da un'indagine quali-quantativa realizzata su un campione di 4000 consumatori realizzata nell'ambito della Convenzione che vede collaborare la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione - UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico e le 8 associazioni dei consumatori (ACU - Associazione Consumatori Utenti; Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Codici, Federconsumatori, Movimento Consumatori; Movimento Difesa del Cittadino).
Un prezzo accessibile ed allettante rappresenta il principale stimolo all'acquisto di prodotti falsi (82,3%), al quale si accompagna una significativa, quanto allarmante affermazione se si indaga ulteriormente circa la qualità del prodotto contraffatto: il campione dichiara infatti di non riscontrare difetti di qualità.
Altro elemento di rilievo è da individuare nel rispetto della legalità: il 72,9% degli intervistati "non si sente in colpa nei confronti del fisco, né nel contribuire ad alimentare gli interessi della criminalità organizzata, né per il danno economico arrecato al Paese".
Sorprendentemente, chi dichiara di aver acquistato merce contraffatta, esprime soddisfazione rispetto ai prodotti ed intende ripetere l'acquisto, proprio ad indicare una sorta di "normalizzazione" del comportamento. Un dato risulta apparentemente discordante: solo 586 intervistati su 4000 (14,65% del campione) ha dichiarato di acquistare prodotti contraffatti; tuttavia se si considera che il 90% del campione ha ammesso di essere consapevole di commettere un reato nell'acquisto di un falso, ne risulta una evidente reticenza ad affermare la propria parte attiva nel fenomeno. Nell'ambito di possibili interventi per arginare il fenomeno, da parte del campione, emerge l'esortazione a ideare e inserire nel mercato linee di prodotti originali/di marca a prezzi più accessibili (91,5%) oppure a una maggiore accessibilità economica verso i prodotti originali (87,3%), oltre alla comminazione di sanzioni per i venditori di prodotti contraffatti (79,6%), assolvendo tuttavia chi, come i consumatori (solo il 50%), in realtà contribuisce più o meno consapevolmente ad alimentare il fenomeno proprio attraverso l'acquisto.
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