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Il decreto sulla mediaconciliazione obbligatoria entra oggi in vigore: le parti sono obbligate a cercare un accordo stragiudiziale per tutte le controversie commerciali e civili, a parte per le liti di condominio e per i risarcimenti danni da incidenti stradali per cui è previsto lo slittamento al 20 marzo 2012.

A partire da oggi dunque, ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, le "parti, anziché trovarsi davanti a un giudice per nove anni, possono con una stretta di mano chiudere la vertenza, grazie a un mediatore professionale, in 120 giorni". E se entro i quattro mesi prefissati la conciliazione non si trova, "i cittadini possono sempre far ricorso al loro giudice naturale".

La pubblicazione del regolamento attuativo a novembre scorso ha anche chiarito la posizione delle Associazioni dei consumatori. Le richieste delle Associazioni dei consumatori sono state infatti inserite nell'articolo 7 del Decreto attuativo che consente di utilizzare gli esiti delle conciliazioni paritetiche anche nel corso di un procedimento di mediazione. Il dubbio che avevano le AACC rispetto, soprattutto, alle controversie con le banche e con le assicurazioni era quello che il cittadino, nei rari casi in cui la conciliazione paritetica avesse avuto un esito negativo (che sono la minoranza dei casi), avrebbe dovuto rifare tutto daccapo per andare dinanzi ad un organismo di mediazione. Con l'articolo 7 si è ipotizzata una possibilità di raccordo tra le conciliazioni paritetiche e il procedimento di mediazione. Le Associazioni dei consumatori continueranno comunque a fare conciliazioni paritetiche e continuano a pensare che queste siano uno strumento molto efficace per la risoluzione extragiudiziale delle controversie.

Sono invece scontenti e protestano gli avvocati. Secondo l'Organismo unitario dell'avvocatura, "rendere obbligatoria la conciliazione è contro la Costituzione". Il punto più critico per gli avvocati riguarda la formazione dei mediatori: per mediare cause anche importanti è sufficiente una laurea, anche breve, e un corso di 50 ore. Gli avvocati denunciano anche il business dei corsi di formazione.