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Piemonte prima regione in Italia per impianti idroelettrici e culla di buone pratiche: a fine 2025 conta 1.106 impianti, ossia il 22,3% del totale nazionale e dalla provincia di Torino arriva il buon esempio della centrale mini-idroelettrica Montalto 2
che entra a far parte della lista delle migliori best practices nazionali in fatto di transizione ecologica per aver utilizzato infrastrutture già esistenti per produrre ulteriore energia rinnovabile .senza ulteriori prelievi di acqua.


Torino, 2 novembre, Montalto 2 è al centro della 49esima tappa della campagna nazionale di Legambiente  accompagnata per l’occasione da Edison I numeri della centrale: attiva dal 2024, nasce dal recupero del vecchio impianto del 1934.

La sua producibilità media prevista è di circa 7,7 GWh all’anno, che consentirebbe di evitare l’immissione di circa 5.000 tonnellate di CO₂ ogni anno e corrisponderebbe al fabbisogno elettrico di circa 2.800 famiglie. Attivo un monitoraggio delle condizioni idrologiche ed ecologiche Legambiente: “L’acqua è una importante fonte per produrre energia. Il Montalto 2 è un esempio di mini-idroelettrico che si può replicare in corrispondenza di canali artificiali sia idroelettrici che irrigui, e in grado di utilizzare piccoli salti d’acqua per la produzione rinnovabile”.

In Piemonte l’idroelettrico muove numeri ed esperienze importanti. Su un totale di 4.953 impianti presenti in tutta Italia, ben 1.106 (tra grande e piccolo idroelettrico) con una potenza di 3.909 MW si trovano in Piemonte, parliamo del 22,8% rispetto al totale nazionale (dati Terna, 2025), in grado di coprire il 26,8% dei consumi elettrici regionali. Un dato che fa del Piemonte la prima regione della Penisola per numero di impianti, seguita dal Trentino-Alto Adige con 906 impianti e dalla Lombardia con 766. Accanto ai numeri, le buone pratiche che fanno scuola in fatto di mini – idroelettrico a partire dalla centrale di Montalto 2, in provincia di Torino, che da oggi entra a far parte delle migliori best practices nazionali in fatto di transizione ecologica. La prima nel suo genere ad essere censita.

A scattare questa fotografia è Legambiente che oggi con la sua campagna nazionale “I cantieri della transizione ecologica” torna di nuovo in Piemonte, arrivando per la sua 49esima tappa a Montalto Dora (To) accompagnata da Edison con un doppio obiettivo. Portare in primo piano sia il tema dell’idroelettrico, ossia del produrre energia utilizzando il movimento dell’acqua, sia l’esempio della centrale Montalto 2. Entrata in funzione nel 2024, questo impianto ha il merito di utilizzare e valorizzare un’infrastruttura già esistente, la Montalto Dora costruita nel 1934, sfruttando le stesse portate d'acqua derivate dal fiume Dora Baltea precedentemente utilizzate dal “vecchio impianto”, senza incrementarle o modificarle. Il tutto puntando su innovazione e sostenibilità, con un ridotto impatto sul paesaggio e sull’ambiente.

È inoltre attivo un monitoraggio delle condizioni idrologiche ed ecologiche, che permette di favorire una gestione attenta e sostenibile dell’infrastruttura e del contesto territoriale in cui si inserisce. Monitoraggio che si inserisce in una più ampia sperimentazione sul deflusso ecologico che coinvolge anche la Regione, l'area metropolitana di Torino e l'Arpa e riguarda tutto il tratto della Dora Baltea fino al fino alla confluenza nel Po. L’impianto è stato inserito da Legambiente nella lista dei migliori cantieri nazionali della transizione ecologica che l’associazione ambientalista sta censendo dal 2023 attraverso un tour itinerante dal nord al sud Italia raccontato anche sul sito ufficiale della campagna - https://cantieridellatransizione.legambiente.it/- e sulla mappa interattiva presente in home page con foto e video.

Funzionamento Montalto 2 e impronta sostenibile e La Montalto 2 sfrutta un salto idraulico di 3,35 metri, con una portata media derivabile di 29,73 m³/s e una portata massima di 40 m³/s. La potenza media di concessione è pari a 977 kW, mentre la producibilità media prevista è di circa 7,7 GWh all'anno. Grazie al salto dell’acqua da un livello più alto a monte uno più basso a valle l’energia cinetica posseduta dall’acqua viene trasformata in energia meccanica tramite una turbina Kaplan ad asse orizzontale e successivamente in energia elettrica tramite un generatore. L'acqua viene quindi restituita alla Dora Baltea attraverso il tratto terminale del canale, senza modificarne complessivamente le portate derivate per il sistema idroelettrico. Il nuovo impianto permette così di efficientare ulteriormente, dal punto di vista energetico, un asset storico di Edison, senza alterare in alcun modo il regime idraulico della Dora Baltea.

Secondo i dati forniti da Edison, la produzione media della centrale stimata in circa 7,7 GWh all'anno consentirebbe di evitare l’immissione di circa 5.000 tonnellate di CO₂ ogni anno e corrisponderebbe al fabbisogno elettrico di circa 2.800 famiglie.

“Nel panorama delle fonti rinnovabili l’idroelettrico – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – rappresenta un asset importante nel nuovo sistema energetico basato sulle fonti polite su cui occorre prestare attenzione analizzando sia le potenzialità sia le criticità. Le centrali idroelettriche trasformano l’energia dell’acqua in energia elettrica ed è importante che tengano conto dell’ambiente e del territorio circostante. Da questo punto di vista la centra mini-idroelettrica Montalto 2 al centro della nostra 49esima tappa della nostra campagna itinerante tra i cantieri della transizione ecologica ben racconta come sia possibile coniugare produzione da fonti pulite con un basso impatto sul territorio. Per questo a nostro avviso rappresenta un esempio che si può replicare in corrispondenza di canali artificiali sia idroelettrici che irrigui, e in grado di utilizzare piccoli salti d’acqua per la produzione rinnovabile”.

Dichiarazione Edison
Un sistema di centrali a cascata: L’impianto Montalto 2 fa parte di un gruppo di centrali idroelettriche alimentate a cascata attraverso un unico canale artificiale che deriva le acque del fiume Dora Baltea mediante un’opera di presa situata in corrispondenza della traversa esistente in località Montestrutto nei comuni di Settimo Vittone (TO) e di Tavagnasco (TO). Edison è proprietaria del canale artificiale e di tutti gli impianti idroelettrici ubicati su di esso. Lungo il suo percorso il canale alimenta una successione di impianti idroelettrici, consentendo di valorizzare più volte la stessa risorsa idrica prima della sua completa restituzione al fiume. A monte del nuovo impianto si trovano gli impianti Dora II, Montebuono e Montalto Dora. Dopo quest'ultima centrale, il canale percorre altri 1.400 metri prima di restituire completamente le acque alla Dora Baltea. È proprio in questo tratto finale che è stato individuato un salto idraulico sfruttabile per la produzione di ulteriore energia elettrica.  Ricadute e benefici sul territorio: Il progetto ha generato ricadute positive sul territorio, sia in termini economici e occupazionali, sia sotto il profilo ambientale. Durante la fase di realizzazione sono state coinvolte imprese di costruzione e fornitori di componenti elettromeccanici, con un conseguente incremento delle opportunità lavorative, anche in relazione alla successiva messa in gestione dell’impianto. La prossimità territoriale delle imprese coinvolte ha inoltre agevolato le attività di cantiere e il trasporto dei materiali, favorendo una gestione più efficiente delle operazioni.

Tra i principali benefici per il territorio si annoverano la produzione locale di energia elettrica da fonte rinnovabile e il contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra rispetto a una produzione equivalente da fonti fossili. Il progetto ha inoltre consentito di valorizzare la risorsa idrica attraverso la realizzazione di un’infrastruttura caratterizzata da un ridotto ingombro superficiale e potenzialmente integrabile nel contesto paesaggistico, limitando l’alterazione della percezione dei luoghi. A questi aspetti si aggiungono le attività di riqualificazione e ripristino delle aree interessate dai lavori, nonché il monitoraggio delle condizioni idrologiche ed ecologiche, elementi che contribuiscono a favorire una gestione attenta e sostenibile dell’infrastruttura e del contesto territoriale in cui si inserisce.

Focus i comuni dell’idroelettrico in Italia: secondo l’ultimo report Comuni Rinnovabili 2025, in Italia sono 1.996 i Comuni italiani che presentano almeno un impianto idroelettrico sul proprio territorio. Di questi, sono almeno 1.410 quelli che presentano solo impianti mini-idroelettrici, ovvero con una potenza inferiore ai 3 MW, e almeno 586 quelli con impianti di dimensioni superiori ai 3 MW. Oggi l’idroelettrico nel nostro Paese con i suoi 23,6 GW di potenza e una produzione di 41,9 TWh/a è in grado di coprire il 13,5% dei consumi elettrici nazionali. Una percentuale che rimane importante che evidenzia la sofferenza del settore a causa dei cambiamenti climatici.

Edison e idroelettrico: Edison opera nella produzione di energia attraverso un parco che comprende oltre 250 impianti, tra centrali idroelettriche, parchi eolici e fotovoltaici e centrali termoelettriche. Con 129 centrali idroelettriche, questa tecnologia conserva un ruolo rilevante nella produzione da fonti rinnovabili del Gruppo, grazie alla possibilità di valorizzare la risorsa idrica attraverso infrastrutture consolidate e competenze specialistiche sviluppate nel tempo.

www.edison.it