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L'Antitrust ha deciso di avviare un'istruttoria nei confronti della società tedesca Eurocontent Ltd per possibile pratica commerciale scorretta. La decisione è stata presa alla luce delle centinaia di segnalazioni di singoli cittadini e di associazioni dei consumatori, tra le quali: Altroconsumo, Adiconsum, Aduc, Codacons, Unione Nazionale Consumatori e Federconsumatori.
Secondo le denunce ricevute, digitando sul motore di ricerca Google il nome di un determinato software accompagnato dalla parola "gratis" o "gratuito", appariva al primo posto il sito easy-download.info. Selezionando il link, il consumatore veniva indirizzato non alla home page del sito, ma direttamente alla pagina dedicata alla registrazione. Una volta inseriti i propri dati, il consumatore sottoscriveva sostanzialmente a sua insaputa, un contratto biennale con la società tedesca Eurocontent Ltd per la fornitura di software al costo annuale di 96 euro da pagare anticipatamente una volta l'anno. A differenza della home page, dove le condizioni contrattuali erano riportate con chiarezza, la pagina di registrazione riportava i termini con un'evidenza grafica non sufficiente a una loro immediata percezione. In sostanza il consumatore era indotto a credere che si trattasse di un servizio gratuito. Decorso il tempo per il recesso senza dare al consumatore alcuna conferma del perfezionamento del contratto stesso, la società tedesca iniziava a sollecitare i pagamenti.
L'Antitrust sta svolgendo, in collaborazione con le Unità Speciali della Guardia di Finanza, ulteriori accertamenti per individuare eventuali altri soggetti responsabili, poiché il sito easy-download.info è registrato in Arizona.

Con il regolamento sul telemarketing approvato di recente dal Consiglio dei Ministri, le nuove disposizioni prevedono l'istituzione di un "Registro pubblico delle opposizioni" per gli abbonati che non desiderano essere contatti telefonicamente a fini commerciali o promozionali. Tale Registro tutelerà, attraverso una semplice iscrizione telematica, la privacy degli utenti che non desiderano ricevere queste chiamate; dall'altro lato gli operatori del settore potranno contattare esclusivamente gli abbonati consenzienti, ossia non iscritti nel registro che sarà istituito e gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico.
L'abbonato potrà disporre senza alcuna limitazione dei propri dati e, nel momento in cui farà richiesta di inserimento nel "Registro pubblico delle opposizioni", l'operatore sarà tenuto ad evadere tale richiesta nel più breve tempo possibile. Il Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con il Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti-CNCU, promuoverà una specifica campagna di informazione per gli abbonati telefonici per favorire la conoscenza e le facoltà previste dal provvedimento, volto non solo a tutelare i diritti dei consumatori ma anche stimolare una maggiore competitività delle imprese del settore.

Aumenta il consumo di farmaci: ogni italiano ha speso nel 2009 circa 420 euro per comprare medicinali, 10 euro in più rispetto al 2008. Il consumo farmaceutico di classe A-SSN è aumentato del 3,4%: ogni mille abitanti sono state prescritte 926 dosi di farmaci al giorno, contro i 580 del 2000. Sono i dati del Rapporto OsMed 2009 elaborato dall'Istituto Superiore di Sanità.
"Il mercato farmaceutico totale, comprensivo sia della prescrizione territoriale sia di quella erogata attraverso le strutture pubbliche è stato di oltre 25 miliardi di euro, di cui il 75% a carica del Servizio Sanitario Nazionale - rileva il Rapporto - Come negli anni precedenti, i farmaci del sistema cardiovascolare, con oltre 5 miliardi di euro, sono la categoria più utilizzata, con una copertura di spesa da parte del SSN di circa il 94%. Al secondo posto i farmaci del sistema gastrointestinale (12,7%), i farmaci del sistema nervoso centrale (12,5%) e gli antineoplastici (11,7%) i quali sono erogati quasi per intero (98,8% della spesa) dal SSN. I farmaci dermatologici (88% della spesa), quelli del sistema genito-urinario ed ormoni sessuali (57%) e i farmaci dell'apparato muscolo scheletrico (53,1%) sono invece le categorie maggiormente a carico dei cittadini".
Quasi tutte le categorie terapeutiche fanno registrare un incremento delle dosi prescritte rispetto al 2008. In particolare, aumenti nella prescrizione si osservano per i gastrointestinali (+7,9%), per i farmaci del sistema nervoso centrale (+4,2%) e per gli ematologici (+3,3%). I farmaci equivalenti sono quasi la metà del consumo territoriale e circa il 28% della spesa, ma le prescrizioni continuano a concentrarsi soprattutto sui farmaci di marca.

Reddito e risparmio delle famiglie: arrivano nuovi dati che testimoniano della crisi in atto in Italia. Nel primo trimestre 2010 il reddito disponibile delle famiglie è diminuito del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2009, la spesa delle famiglie si è ridotta dello 0,7%, il potere di acquisto è calato del 2,6%. Nel primo trimestre del 2010 la propensione al risparmio delle famiglie ha raggiunto il 13,4%, riducendosi di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 1,6 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2009. Sono i dati resi noti oggi dall'Istat.
Nel primo trimestre 2010 è dunque proseguita la flessione del reddito disponibile delle famiglie che è diminuito dello 0,2% in valori correnti rispetto al trimestre precedente, mentre è tornata a crescere la spesa delle famiglie per consumi finali in misura dello 0,5 per cento. Rispetto al corrispondente periodo del 2009 il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è diminuito del 2,6% e la spesa delle famiglie si è ridotta dello 0,7%.

Quali sono i numeri della contraffazione? In Italia si parla di un giro di affari annuo pari a 7,5 miliardi di euro, con il Belpaese che in Europa rappresenta uno dei principali fornitori e distributori di beni contraffatti e uno dei primi consumatori di falsi. Il mercato del falso sottrae risorse anche allo Stato, il cui bilancio è gravato da mancate entrate stimate in 5,3 miliardi di euro. Sono i dati resi noti oggi da Confindustria durante la Giornata nazionale anticontraffazione.
Nell'Unione europea nel periodo 2000-2006 c'è stato un aumento dell'88% dei casi di sequestro di merci contraffate, con il numero dei prodotti sequestrati che è passato dai 68 milioni del 2000 al 128 milioni del 2006. A causa della contraffazione, si stima che l'Unione europea perderebbe in media 7.581 milioni di euro nell'abbigliamento, calzature, pelletterie e accessori moda; 3.017 milioni di euro nel settore profumi e cosmetici; 3.731 milioni di euro nel settore dei giocattoli e degli articoli sportivi e 1.554 milioni di euro nel settore dei prodotti farmaceutici.
A livello mondiale, il commercio di prodotti contraffatti - moda, supporti audio-video, industria farmaceutica, cosmesi, giocattoli, ricambi per industria automobilistica - corrisponde a circa il 10% del totale degli scambi mondiali, pari a 200 miliardi di dollari americani. Si stima che negli ultimi dieci anni il fatturato dell'industria del falso sia aumentato del 1600/1700% per arrivare alla cifra di 450 miliardi di dollari. Per la Commissione europea, la percentuale del commercio contraffatto sul totale degli scambi è pari al 7%. Più della metà della produzione mondiale di beni contraffatti si concentra nel Sud-Est asiatico, con la Cina al primo posto, seguita a distanza da Corea e Taiwan. Il 35% circa della produzione di contraffazione arriva invece dall'area mediterranea, con ai primi posti Italia, Spagna, Turchia e Marocco.

I ristoranti italiani all'estero possono certificare la propria "italianità" e la qualità dei prodotti offerti attraverso un bollino DOC. Per farlo, dovranno rispettare "dieci comandamenti" che ne regoleranno la valutazione e la certificazione. È quanto prevede il progetto "Ospitalità italiana, Ristoranti italiani nel mondo". Il progetto, curato da Unioncamere, si avvale del supporto operativo di Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche), del coinvolgimento della rete delle Camere di commercio italiane all'estero, coordinate da Assocamerestero, e del contributo delle associazioni imprenditoriali di settore, in particolare della Fipe, e vede la collaborazione dei Ministeri degli Esteri, dello Sviluppo economico, dei Beni culturali e del Turismo, i cui rappresentanti partecipano al Comitato di indirizzo dell'iniziativa.
"Se, con questo progetto, riducessimo di un centesimo il fatturato realizzato con prodotti imitati o contraffatti, recupereremmo al made in Italy 500 milioni di euro - ha evidenziato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - Si otterrebbe così un beneficio considerevole per il settore agroalimentare. Inoltre, considerato che il marchio Ospitalità Italiana è presente in Italia in circa 6.000 imprese certificate della filiera turistica, questa iniziativa apre la strada a una idea di brand unico per la promozione dell'Italia e del prodotto nazionale. In questo modo chi ha intrapreso la strada della gastronomia di qualità all'estero va davvero ad assumere anche un ruolo economico di fondamentale interesse per l'economia nazionale perché contribuisce a valorizzare l'immagine dell'Italia nel suo complesso, tanto come meta turistica che come terra di origine di produzioni di qualità agroalimentari e non solo".
Il progetto che riguarda i ristoranti ha già consentito ad alcune decine di strutture di ricevere il bollino e, entro l'anno, dovrebbero essere circa 1000 i ristoranti con il marchio Ospitalità italiana. Spiega Unioncamere in una nota: "Il progetto "Ristoranti Italiani nel Mondo" è diventato una realtà a Londra, Singapore, Praga, Barcellona, Città del Messico, Caracas, Dubai, Chicago, solo per citare alcune delle città dove si trovano i primi locali certificati, e ha già coinvolto le Camere di commercio Italiane all'estero, dislocate in 45 diversi Paesi. Tutte hanno sposato l'obiettivo e la "filosofia" di fondo dell'iniziativa: credere cioè che la cultura della tavola sia diventata nel tempo un simbolo dell'ospitalità e dell'accoglienza di casa nostra e vada dunque difesa, protetta e promossa".

Alitalia e 14 Associazioni dei Consumatori (Acu, Adiconsum Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino,Movimento Consumatori e Adoc) hanno sottoscritto ieri un verbale di intesa con il quale si è inteso istituire un tavolo permanete di confronto sulle seguenti tematiche:
L'obiettivo del verbale d'intesa e del conseguente tavolo di confronto è proseguire ed accrescere la qualità dei servizi offerti ai passeggeri.


Nel 2009 consumi tutti in calo e segno meno generalizzato, dagli alimentari - la cui spesa diminuisce del 3% e si riduce sia in quantità sia in qualità - all'abbigliamento, dai trasporti ai medicinali al tempo libero e alla cultura. I dati sono resi noti oggi dall'Istat: "La spesa media mensile per famiglia nel 2009 è pari, in valori correnti, a 2.442 euro, con una variazione rispetto all'anno precedente del -1,7%. Considerando poi che tale variazione incorpora sia la dinamica inflazionistica (nel 2009, l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività è pari, in media, allo 0,8%, con differenze non trascurabili tra i diversi capitoli di spesa), sia la diminuzione del valore del fitto figurativo (-1,1%), la riduzione della spesa media mensile per consumi in termini reali appare alquanto significativa. Il valore mediano della spesa mensile per famiglia, cioè quello al di sotto del quale si colloca la spesa della metà delle famiglie residenti, è pari a 2.020 euro (-2,9% rispetto al 2008 in termini nominali), accentuando la flessione osservata in termini di valore medio. La contrazione della spesa per consumi appare particolarmente evidente tra le famiglie con livelli di spesa medio-alti".
"La spesa non alimentare - rileva l'Istat - risulta stabile a livello nazionale e pari a 1.981 euro mensili. Diminuisce la spesa per servizi sanitari, tabacchi, comunicazioni, mentre risulta in aumento la spesa per combustibili ed energia, che si associa a un periodo invernale particolarmente lungo e rigido".
La diminuzione dei consumi diventa più significativa se divisa per settori fra i quali spicca il dato degli alimentari. Si scopre così che nel 2009, rispetto all'anno precedente, diminuisce del 3% la spesa media per generi alimentari e bevande (pari a 461 euro al mese). Inoltre "la percentuale di famiglie che dichiara di aver diminuito nel 2009 la quantità e/o la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto all'anno precedente è pari al 35,6%: tra queste, il 63% dichiara di aver diminuito solo la quantità, mentre il 15% di aver diminuito, oltre alla quantità, anche la qualità. Rispetto al 2008, diminuisce la spesa media mensile per pane e cereali, per oli e grassi, per patate frutta e ortaggi, per zucchero, caffè e altro; in diminuzione risulta anche la spesa per bevande". Nel 2009, la spesa mensile per alimentari e bevande rappresenta in media il 18,9% della spesa totale, con un divario fra il 16,4% tra le famiglie del Nord e il 24,4% nel Mezzogiorno. Oltre il 10% delle famiglie acquista negli hard-discount, con percentuali in crescita nel Centro.

Da oggi le operazioni di domiciliazione e incasso diventano più "europee", con l'entrata in vigore delle nuove norme che garantiscono maggiore sicurezza ed introducono ulteriori tutele per i clienti. L'Abi spiega in una nota le principali novità della direttiva PSD. La principale di esse riguarda i tempi più lunghi a disposizione del cliente per segnalare alla propria banca eventuali transazioni sulle quali si riscontrano anomalie e chiedere il relativo rimborso. In particolare, nel caso di transazioni non autorizzate il cliente avrà tredici mesi di tempo dalla data di addebito per fare la comunicazione alla propria banca e chiedere la restituzione della somma. Mentre per le operazioni di addebito autorizzate il cliente avrà a disposizione otto settimane. Inoltre, se si rileva un'anomalia prima dell'addebito, si potrà revocare l'ordine fino al giorno che precede la scadenza del RID. Per quanto riguarda il rimborso delle somme, entro dieci giorni dalla richiesta del cliente la banca dovrà restituire l'importo o motivare l'eventuale rifiuto.
Con l'entrata in vigore della PSD sono già state introdotte numerose novità che riguardano strumenti di pagamento come carte e bonifici, quotidianamente utilizzati da famiglie ed imprese. Ecco i principali cambiamenti: ABI e CAB vanno definitivamente in pensione. Per i bonifici diventa obbligatorio usare l'identificativo unico ossia il codice IBAN; sono ridotti ad un solo giorno lavorativo i tempi di esecuzione dei bonifici. Fino al 2012, le banche d'intesa col cliente possono prolungarli fino a 3 giorni lavorativi (4 per i bonifici cartacei); appena riceve il bonifico, la banca mette subito le somme a disposizione del cliente che può utilizzarle; la data valuta, da cui cominciano a maturare gli interessi, coincide con la data di disponibilità; non si può più antergare la valuta, ossia chiedere di accreditare l'importo sul conto del beneficiario con una data valuta anteriore o pari alla data di disposizione dell'ordine; il cliente ha più tempo per contestare eventuali addebiti errati sulla propria carta di pagamento ed ottenere il rimborso; il cliente riceve maggiori informazioni su servizi e strumenti di pagamento prima della firma del contratto e in tutte le successive comunicazioni periodiche.

La Commissione europea sta monitorando attentamente la situazione per quanto riguarda la mozzarella alterata, la cosiddetta mozzarella blu. La produzione di prodotti lattiero-caseari nello stabilimento in Germania, da cui è partito il caso, potrà riprendere soltanto quando sarà verificato che questi prodotti sono sicuri per il consumo, cioè quando le autorità competenti forniranno garanzie complete che la fonte di contaminazione sarà stata eliminata.
E' il messaggio che è emerso dalla riunione di ieri degli esperti UE (Stati membri e Commissione) al Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali (SCoFCAH). La Commissione ha evidenziato, tra l'altro, la mancata informazione delle autorità competenti da parte dell'impresa quando la contaminazione è stata individuata. A notificare il primo caso è stata, infatti, l'Italia il 9 giugno scorso tramite il Sistema d'allarme rapido per gli alimenti ed i mangimi (RASFF). Il formaggio alterato aveva inoltre raggiunto altri Stati membri e paesi terzi, nei quali il prodotto è stato ritirato dal mercato.
Ora le autorità tedesche sulla sicurezza dei prodotti alimentari hanno informato dettagliatamente gli altri Stati membri e la Commissione sui controlli effettuati dalle autorità competenti e sulle misure correttive adottate dallo stabilimento.

"Nell'arco dell'ultimo anno nel mondo di ipermercati e supermercati i prezzi dei prodotti confezionati sono diminuiti dell'1,2%, con cali importanti per pasta (- 6,7%), latte (-4,6%), formaggi (-2,2%). Anche l'ortofrutta è scesa nell'anno del - 6,8%". È quanto afferma Federdistribuzione, l'associazione della GDO in Italia.
Commenta il presidente Paolo Barberini: "Nell'ultimo anno i numeri parlano chiaro: la diminuzione dei prezzi ha garantito oltre un miliardo di euro di risparmio reale per i clienti. Con le nostre iniziative commerciali, con l'aumento delle promozioni, con la crescita della marca privata del distributore abbiamo voluto dare fiducia alle persone, offrendo a ciascuno i prodotti più coerenti con le proprie disponibilità economiche. Difficilmente - aggiunge - la discesa dei prezzi potrà però continuare per i costi che si stanno riversando lungo la filiera in modo non omogeneo e l'impatto sui margini delle aziende della distribuzione, condizionate in modo non secondario dal sistema economico complessivo e da filiere non efficienti, così come a rischio di decisioni normative e legislative che possano continuare a penalizzarne l'attività".

Prima edizione della Giornata nazionale anticontraffazione in calendario per il prossimo 7 luglio, quando istituzioni, associazioni e rappresentanti del commercio si confronteranno sul tema. L'evento ha come obiettivo "la sensibilizzazione di imprese e cittadini sul crescente fenomeno della contraffazione ed intende gettare le basi per imminenti e concrete iniziative mirate al contrasto del mercato del falso".
A organizzare la Giornata è Confindustria con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico e del Dipartimento per le Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio e il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri.
La Giornata si articolerà in una serie di interventi e tavoli di confronto, fra i quali una tavola rotonda sull'impatto sulle imprese, sul lavoro e sui consumatori e una su politiche e azioni di contrasto.

Da oggi diminuzione per la bolletta elettrica e rincari per il gas. I prezzi di riferimento dell'energia elettrica diminuiscono dello 0,5% mentre aumentano del 3,2% quelli del gas: su entrambi i settori incide l'aumento delle quotazioni petrolifere (oltre il 25% negli ultimi 12 mesi), ma l'asimmetria tra le variazioni elettricità e gas è legata alla permanente differenza tra le efficienze dei due mercati, in crescita per l'elettrico, ancora insoddisfacente per il gas. È quanto ha comunicato l'Autorità per l'energia elettrica e il gas.
Per l'energia elettrica, la diminuzione è dello 0,5%: "La spesa media di una famiglia tipo si riduce ulteriormente di circa di 2 euro su base annua; questa nuova riduzione si somma a quelle di 39 euro del 2009 e di 23 euro dei primi due trimestri del 2010. L'ultima riduzione (-0,5%) - informa però l'Autorità - sarebbe stata superiore se non si facesse sentire il crescente impatto degli oneri per i sussidi alle fonti rinnovabili che, per legge, fanno parte della bolletta".
Per il gas naturale, invece, sull'aumento del 3,2% pesano la scarsa concorrenza e l'incremento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi: rispetto al giugno 2009, infatti, il petrolio è aumentato di oltre il 25% in euro. Per una famiglia tipo così si determina una maggior spesa di 32 euro, su base annua. Per fronteggiare tutto questo, l'Autorità ha deciso una modifica della formula di aggiornamento trimestrale prezzi, applicabile dal 1° ottobre, che determinerà un contenimento delle bollette prima dei maggiori consumi invernali delle famiglie.