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È online la nuova versione del sito Topten, una vera e propria guida all'acquisto consapevole rivolta ai consumatori, che con un semplice click possono individuare tra le migliaia di articoli presenti sul mercato, i 10 migliori per ogni categoria, quelli che a parità di qualità e prestazioni consumano meno energia e hanno un minore impatto sull'ambiente: una serie di eco-consigli per l'acquisto di frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, televisori, stampanti, illuminazione. Il sito è realizzato in 15 Paesi europei da un team composto da oltre 20 partner, che riunisce esperti in campo energetico, organizzazioni no profit tra cui il WWF e associazioni di consumatori, e rappresenta una vera e propria "classifica" dei prodotti più efficienti con specifici "eco-consigli" su come e perché sceglierli, come utilizzarli al meglio e come smaltirli nella maniera corretta.

Secondo un'indagine svolta da Adoc, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori e Federconsumatori e presentata questa mattina nel corso di un convegno organizzato da Consumers'Forum, il 62% del campione intervistato (1725 cittadini) dichiara di essere ricorso a forme di credito al consumo negli ultimi due anni. Il 53% di chi vi ha ricorso dichiara di averlo fatto per acquistare beni di consumo; il 17% per arrivare a fine mese; l'8% vi ha ricorso per affrontare spese mediche.
L'Italia, dunque, da Paese di "formiche" si è trasformato in un Paese di indebitati. Nulla di nuovo. Lo aveva già detto la Banca d'Italia. Secondo una sua recente indagine, infatti, il mercato del credito al consumo alla fine di settembre 2009 presentava finanziamenti complessivi per 110 miliardi di euro. La stessa indagine della Banca d'Italia riporta che a fine 2008, rapportata al reddito disponibile, la quota di credito al consumo della famiglie italiane si attestava attorno al 10% contro il 6% del 2003.
"Negli ultimi cinque anni il ricorso al credito è raddoppiato. Se le imprese del credito leggono questo dato come segno di progresso, noi - che difendiamo i consumatori - non possiamo non dirci preoccupati da questa crescita". Con queste considerazioni di Sergio Veroli, Presidente di Consumers'Forum si è aperto il convegno durante il quale - dopo una presentazione dettagliata della ricerca condotta dalle cinque Associazioni - si sono confrontati esponenti del mondo consumerista e del mondo bancario.
Oltre ai dati già esposti, sono meritevoli di attenzione altri dati emersi nel corso della relazione di Antonio Gaudioso, Vice-Segretario Generale di Cittadinanzattiva: "Secondo la ricerca, nel 64% dei casi viene dichiarata la propensione a ricorrere al credito al consumo solo in caso di necessità a dimostrazione di un certo timore dei consumatori ad accostarsi a questi servizi a causa di una mancanza di trasparenza", sostiene Gaudioso che chiude il suo intervento sulla necessità di campagne informative destinate soprattutto alle fasce meno istruite della popolazione, le più vulnerabili.

Il Garante per la Privacy ha fissato nuove regole per l'uso di telecamere e sistemi di sorveglianza, che dovrà essere improntato al rispetto di garanzia della libertà personale. Alle regole dovranno conformarsi soggetti pubblici e privati che vogliano installare telecamere e sistemi di videosorveglianza, e il tempo disponibile per adeguarsi varierà da sei mesi e un anno.
Quali le novità? "Sistemi integrati di videosorveglianza solo nel rispetto di specifiche garanzie per la libertà delle persone. Appositi cartelli per segnalare la presenza di telecamere collegate con le sale operative delle forze di polizia. Obbligo di sottoporre alla verifica del Garante privacy, prima della loro attivazione, i sistemi che presentino rischi per i diritti e le libertà fondamentali delle persone, come i sistemi tecnologicamente avanzati o "intelligenti". Conservazione a tempo delle immagini registrate. Rigorose misure di sicurezza a protezione delle immagini e contro accessi non autorizzati".
Il provvedimento generale, che sostituisce quello del 2004, si è reso necessario, informa il Garante, non solo alla luce dell'aumento massiccio di sistemi di videosorveglianza ma anche in considerazione dei numerosi interventi legislativi adottati in materia: tra questi, quelli più recenti che hanno attribuito ai sindaci e ai comuni specifiche competenze in materia di incolumità pubblica e di sicurezza urbana, così come le norme, anche regionali, che hanno incentivato l'uso di telecamere. Il provvedimento, di cui è stato relatore Francesco Pizzetti, in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, tiene conto delle osservazioni formulate dal ministero dell'Interno e dall'Anci.
I cittadini che passano nelle aree sorvegliate devono essere informati con cartelli della presenza di telecamere, e i cartelli devono essere visibili anche se le telecamere sono attive in orario notturno. Le immagini registrate possono essere conservate fino a 24 ore, salvo speciali esigenze di conservazioni relative a indagini. Un periodo più ampio è ammesso per particolari esigenze come quelle delle banche, ma non superiore alla settimana. Per periodi maggiori di conservazione serve la verifica del Garante.

Sono frequenti i casi di compagnie di assicurazione con sede legale in altri paesi, che esercitano l'attività assicurativa in Italia, pur non essendo autorizzate. L'Isvap, l'Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse collettivo, nella tutela dei cittadini, segnala puntualmente queste compagnie fantasma; ora arriva una sentenza del Tar che mette un freno a questo fenomeno.
La sentenza precisa che le compagnie di assicurazione straniere coinvolte nelle trattative per la stipula di un contratto di assicurazione in Italia, se i beneficiari finali delle prestazioni assicurative si trovano in territorio italiano, devono essere iscritte all'albo professionale dei mediatori assicurativi. In caso contrario incorrono nella sanzione irrogata dall'Isvap.


Il credito al consumo è attualmente sotto i riflettori della Banca d'Italia e dell'Antitrust. Ma chi si rivolge al credito al consumo? Quanti sono gli italiani che lo utilizzano? Per quali motivi e per quali importi? Con quale frequenza? Quali sono i problemi maggiormente riscontrati? Quali sono le modalità di credito più richieste (prestito personale, presso il punto vendita, carta di credito revolving, cessione del quinto, ecc.)?
Per tracciare il profilo dei cittadini che ricorrono al credito al consumo, Consumers' Forum ha commissionato a 5 associazioni dei consumatori (Adoc, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori), un'analisi che verrà presentata al CNEL martedì 27 aprile durante il convegno "Indagine sul credito al consumo: prospettive, normative e tutela del consumatore".
All'incontro, oltre a Bankitalia e Antitrust, parteciperanno i rappresentanti delle imprese, delle associazioni dei consumatori e delle istituzioni. Si discuterà del mercato del credito al consumo e dei vantaggi e dei limiti per i consumatori del fenomeno che interessa sempre più famiglie italiane.

188 mila acquisti per un valore di 77 milioni di euro: già un quarto delle risorse stanziate per gli incentivi sono andate esaurite. Il primato di richiesta va agli sconti per le connessioni a banda larga, seguiti dagli elettrodomestici. Nella prima settimana di lancio degli incentivi, rende noto Confcommercio, sono stati effettuati acquisti per un valore di 77 milioni di euro e sono state 650.000 le chiamate arrivate ai call center di Poste Italiane dal 15 aprile da parte di cittadini e negozianti interessati alla campagna per gli incentivi al consumo promossa dal Ministero dello Sviluppo economico.
Nel campo degli sconti per la connessione alla banda larga sono state registrate finora 58 mila prenotazioni. 31 mila gli acquisti di lavastoviglie, 28 mila quelli di cucine componibili, mentre per motocicli fino a 400 cc o fino a 70 kw 'euro3' sono state fatte circa 20 mila prenotazioni. Acquistati anche 18 mila piani cottura e forni elettrici, e prenotate 10 mila cucine a gas.

Il Governatore Mario Draghi ha firmato una comunicazione di vigilanza, in aggiunta agli interventi di vigilanza già adottati nei confronti dei singoli intermediari, per richiamare "l'attenzione di tutti gli operatori" che operano nel settore delle carte di credito a rimborso rateale "sulla necessità di una scrupolosa e non formale applicazione della normativa e - più in generale - di comportamenti improntati a criteri di massima trasparenza e correttezza nei rapporti con la clientela".
Il Governatore ha individuato alcune anomalie ed ha raccomandato agli intermediari i comportamenti da assumere che devono essere improntati a canoni di massima trasparenza e correttezza sostanziale. Questo obiettivo va perseguito - secondo Draghi - non solo attraverso la predisposizione di contratti e di documenti di trasparenza (fogli informativi, etc) redatti in modo chiaro ma anche attraverso presidi organizzativi.

Energia Tutto Compreso, l'offerta di Enel Energia dedicata alle famiglie che prevede un prezzo fisso e invariabile per un anno comprensivo di tutte le voci della bolletta (IVA e imposte escluse), diventa la prima offerta a livello nazionale completamente "eco-sostenibile".
Grazie a una procedura operativa di gestione dell'approvvigionamento da impianti rinnovabili sviluppata e certificata da Enel Energia in collaborazione con un Ente certificatore, infatti, chi sottoscriverà Energia Tutto Compreso Green - così si chiama la nuova offerta - saprà che l'energia proviene interamente da fonti rinnovabili. Anche la CO2 prodotta con l'emissione della bolletta e dagli impianti di generazione verrà compensata tramite un sistema di abbattimento delle emissioni.

L'impegno delle grandi marche nel sociale è diventato un fondamentale criterio di selezione per i consumatori italiani che al momento dell'acquisto a parità di prezzo e qualità, nella grande totalità dei casi scelgono prodotti di aziende socialmente impegnate (10% in più della media Ue). Inoltre, la buona reputazione di un marchio condiziona più del 60% delle scelte d'acquisto e l'impegno nelle buone cause è diventato ormai un fondamentale valore aggiunto per i consumatori, al punto tale che la responsabilità sociale è a tutti gli effetti parte integrante delle strategie di business di numerosi marchi.
Sono queste le principali novità emerse dall'indagine annuale di Edelman Goodpurpose presentata oggi nel corso del convegno 'La Marca alla sfida dello sviluppo responsabile: tra obiettivi di crescita e istanze sociali' promosso da Centromarca. Fin dall'introduzione di Rossella Saoncella, direttore generale di Granarolo e consigliere di Centromarca, è apparso evidente che il concetto di sostenibilità è entrato ormai a far parte integrante dell'orientamento strategico di molte aziende.
Secondo i risultati della terza edizione dell'indagine condotta da Edelman Goodpurpose sulle abitudini di acquisto presentata oggi in anteprima, anche se gli effetti della crisi economica mondiale si fanno sentire, i consumatori chiedono sempre di più alle aziende, ai marchi e a se stessi un forte impegno nel sociale. Il sondaggio, che ha coinvolto 6mila persone in 10 Paesi, ha rivelato infatti che il 63% dei consumatori italiani, a parità di prezzo e qualità, sceglie marche che sono socialmente impegnate, valore nettamente superiore a quello medio nella UE, e che la buona reputazione di un marchio conta 'sempre' e 'quasi sempre' in oltre il 60% delle scelte d'acquisto.
Interessante anche la classifica dei 'temi' di carattere sociale che interessano personalmente gli italiani e che vede al primo posto la 'protezione dell'ambiente' (84%), seguita dalla 'comprensione e rispetto delle altre culture' (76%), mentre la lotta contro la 'povertà' e quella contro 'pandemie e malattie' si colloca invece agli ultimi gradini della graduatoria, diversamente dalla media UE.
"I risultati dello studio indicano che le marche continueranno a trarre vantaggio dall'impegno concreto nel campo sociale, non solo perché questo rende i clienti più fedeli e motivati, ma soprattutto perché, come dimostra la ricerca, la grande maggioranza degli intervistati consiglierebbe ad altri una marca impegnata in una buona causa", ha detto Luigi Bordoni, presidente di Centromarca, sottolineando come dall'indagine emerge chiaramente che due intervistati su tre si dichiarano disposti a passare a un altro brand di qualità analoga, se questo supporta una buona causa.
La responsabilità sociale è dunque sempre più parte integrante delle strategie di business di numerose marche, contribuisce ad aprire nuovi mercati e a migliorare fidelizzazione e reputazione presso i consumatori. Il maggior impegno è percepito infatti proprio dal mercato che ritiene nel 30% dei casi le marche 'molto' o 'abbastanza impegnate' e solo nel 9% dei casi 'per niente'.
"In Italia, trasparenza e l'onestà sono giudicati i fattori più importanti persino più dell'offerta di prodotti o servizi di alta qualità - ha proseguito il presidente di Centromarca - così come è considerato molto importante trattare bene i dipendenti e anche la partnership con le organizzazioni no profit aumenta la fiducia nella marca".

L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha proposto una serie di misure per avere indennizzi definiti e veloci per gli utenti di tlc: indennizzi minimi e un accredito automatico in fattura per la sospensione del servizio di telefonia o Adsl.
L'Autorità ha indetto una consultazione pubblica riguardante la misura minima degli indennizzi che gli operatori di comunicazioni elettroniche devono corrispondere agli utenti che lamentano un disservizio. Così, "oltre all'indicazione dell'importo delle somme stabilite per le varie fattispecie, lo schema di provvedimento contiene anche la proposta di indennizzo automatico, mediante accredito nella successiva fattura, per la sospensione illegittima e la ritardata attivazione dei servizi di base, ad esempio del servizio di telefonia o ADSL. Tra le novità, inoltre, l'introduzione di una misura minima di indennizzo con riferimento ad alcune ipotesi quali l'attivazione di servizi accessori o profili tariffari non richiesti e la perdita del numero". Le proposte sono state presentate oggi alle associazioni dei consumatori che faranno arrivare all'Autorità i loro commenti.
Qualche esempio? Per l'omessa o ritardata attivazione del servizio, si prevede un indennizzo di 7,50 euro per ogni giorno di ritardo; per la sospensione o cessazione del servizio, 10 euro per ogni giorno di sospensione per un minimo di 100 euro; per il malfunzionamento, 5 euro per ogni giorno di interruzione; per l'omessa o ritardata portabilità del numero, 5 euro per ogni giorno di ritardo; per l'attivazione di servizi accessori o profili tariffari non richiesti, 1 euro per ogni giorno di attivazione, da un minimo di 50 euro fino a 300 euro. Tutto questo, con indennizzi che aumentano per le utenze "affari" e diminuiscono se i servizi sono "accessori".

Il bilancio delle vendite dirette a domicilio, in un contesto che parla di generale flessione delle vendite al dettaglio, va in controtendenza e segnala nel 2009 un aumento del 4,3% rispetto all'anno precedente, con un fatturato che si attesta a 1miliardo 438 milioni di euro. È quanto comunica Avedisco, l'Associazione vendite dirette servizio consumatori, che rappresenta le più importanti realtà industriali e commerciali, sia italiane sia internazionali, che utilizzano la vendita diretta a domicilio per la distribuzione dei loro prodotti e servizi. Attualmente, sono 38 le aziende associate.
"Un dato molto lusinghiero - commenta Luca Pozzoli, presidente di Avedisco -, raggiunto in un anno in cui tutti gli indicatori economici sono stati negativi a causa della pesante crisi, che conferma la validità, l'attualità e la vitalità della vendita diretta a domicilio".
Nel dettaglio, il settore più dinamico è stato "l'alimentare/nutrizionale" con una crescita del 12,8%, seguito dai "beni durevoli casa" (+5%), dal comparto "cosmesi e accessori moda" (+3,7%) e dei "servizi" (+2,9%). Invariato il comparto dei "beni di consumo casa", mentre il "tessile" ha registrato una flessione del 4,9%, seguito dalla categoria "altro" (-10,6%). Settore trainante della vendita a domicilio si conferma quello dei "beni durevoli casa", con una quota di mercato pari al 46% del totale.


"C'è tempo fino al 30 aprile per le famiglie in difficoltà economica o numerose per fare richiesta anche del bonus gas retroattivo fino a tutto il 2009. Poi, dal mese di maggio, si potrà fare la richiesta del bonus gas per i dodici mesi successivi alla presentazione della domanda": è quanto rende noto oggi l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, che ricorda come per richiede il bonus occorra compilare gli appositi moduli e consegnarli al proprio Comune di residenza o presso altro istituto designato dallo stesso Comune (ad esempio i Centri di Assistenza Fiscale CAF). I moduli sono reperibili presso i Comuni e sui siti internet dell'Autorità per l'energia, del Ministero dello Sviluppo Economico e dell'ANCI.
In soli quattro mesi dall'attivazione già 300 mila famiglie hanno richiesto il bonus gas che è cumulabile al bonus elettrico. Il bonus gas annuale per il 2010 può variare da un minimo di 26 ad un massimo di 164 euro per le famiglie fino a quattro componenti e fino a 236 euro per le famiglie numerose (più di 4 componenti), a seconda del tipo di consumo e dell'area climatica di residenza. Per informazioni si può chiamare lo Sportello del Consumatore al numero 800.166.654.
Il bonus consente uno sconto annuo del 15% circa, al netto da imposte, sulla bolletta del gas naturale e vale esclusivamente per il gas metano distribuito a rete (e non per il gas in bombola o per il GPL), per i consumi nell'abitazione di residenza. Hanno diritto al bonus tutti i clienti domestici con un contratto di fornitura diretto o condominiale, se in presenza di un indicatore ISEE non superiore a 7.500 euro, o non superiore a 20.000 euro nel caso di famiglie numerose (cioè con più di 3 figli a carico). L'entità del bonus varia a seconda della tipologia di uso, del numero di persone residenti nella stessa abitazione e delle aree climatiche che tengono conto, per i diversi comuni italiani, delle specifiche esigenze di riscaldamento.