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"I nostri soldi, i nostri diritti!". L'accesso a servizi finanziari stabili, sicuri e giusti riveste ovunque importanza per i consumatori, specialmente nella condizione di pressione esercitata dalla crisi finanziaria globale. Così per Consumers International è centrata proprio sui servizi finanziari l'odierna Giornata mondiale del consumatore, un evento che si celebra ogni anno il 15 marzo, dal 1983, per evidenziare la promozione e la protezione dei diritti dei consumatori. La Giornata trae origine dalla dichiarazione sulla protezione degli interessi dei consumatori del presidente statunitense John Kennedy, che il 15 marzo 1962 enunciò i quattro diritti di base dei consumatori: il diritto alla sicurezza, il diritto a essere informati, il diritto di scegliere e il diritto all'ascolto.
Il tema di quest'anno, ribadisce dunque Consumers International (movimento che riunisce oltre 220 organizzazioni componenti di 115 paesi) punta i riflettori sui servizi finanziari. Consumers International conduce sforzi internazionali per accrescere la consapevolezza e assicurare - si legge in una nota stampa - migliori servizi finanziari, dissipando dunque i falsi miti sulle attitudini dei consumatori verso materie finanziarie. In un nuovo rapporto, "I nostri soldi, i nostri diritti: come il movimento consumerista globale sta lottando per giusti servizi finanziari", Consumers International sottolinea nel dettaglio i diversi approcci adottati dalle organizzazioni dei consumatori per fare pressione verso l'adozione di equi trattamenti da parte dei fornitori di servizi finanziari. Ha commentato il direttore generale di CI Joost Martens: "Che protegga i consumatori da contratti ingiusti e tariffe inique o che aiuti nell'assicurare un accesso di base a coloro che attualmente ne sono privi, le organizzazioni consumeriste compiono un lavoro vitale sui servizi finanziari. La Giornata mondiale del consumatore 2010 è tutta dedicata ad attirare l'attenzione su questa causa fondamentale".
In occasione dell'odierna Giornata, il vice-presidente della Commissione europea responsabile per Giustizia, Diritti Fondamentali e Cittadinanza Viviane Reding ha assicurato: "John Dalli (nuovo Commissario Europeo alla Salute e ai Consumatori, ndr) e io lavoreremo insieme nell'interesse dei consumatori europei". Reding ha inoltre sottolineato l'importanza del Mercato Unico e ha evidenziato che la Direttiva sui diritti del consumatore "deve essere la pietra angolare per la protezione del consumatore nel Mercato Unico nei prossimi anni".
Fra i dati ricordati da Reding, c'è l'evidenza che gli europei vivono in un mercato composto da più di 500 milioni di consumatori, "ma quando andiamo online e proviamo ad acquistare, non ce ne accorgiamo" e il Mercato Unico lascia indietro i consumatori più "tecnologici". "Molti siti internet - ha detto Reding - permettono di acquistare online solo con un indirizzo di un determinato paese. Una ricerca ha rilevato che il 61% delle transazioni transfrontaliere non può essere completata perché i negozi online non servono il paese del consumatore". Allo stesso tempo, "è incoraggiante - ha aggiunto Reding - che ci sia un grande desiderio di trarre vantaggio dal Mercato Unico. Un terzo dei consumatori prenderebbe in considerazione l'acquisto online da un altro paese perché più economico o migliore. Purtroppo, solo il 7% in realtà lo fa. Se fornissimo ai consumatori più fiducia, potremmo sbloccare il pieno potenziale economico del mercato unico europeo online, che vale più di 100 miliardi".

Il 18 e il 19 marzo a Bruxelles si terrà il Vertice Europeo dei Consumatori, European Consumer Summit 2010. Tanti i temi in discussione, tutti incentrati sulla figura del consumatore e sui suoi diritti, e tante le personalità che parteciperanno al Summit, a cominciare dal nuovo Commissario Europeo alla Salute e ai Consumatori, il maltese John Dalli, e dal Direttore della DG SANCO, la Direzione Generale della Salute e dei Consumatori, Robert Madelin. Attraverso focus e workshop la politica europea dei consumatori verrà analizzata sotto tutti gli aspetti, e verranno delineate le sfide per la futura strategia per i servizi ai consumatori.
La materia dei servizi è, infatti, lo snodo da cui si dipanano trasversalmente tutte le politiche dell'Unione Europea sulla tutela del consumatore. E questo Summit si concentra, appunto sull'accesso, equità e scelta dei servizi. Riunendo consumatori, difensori dei consumatori, rappresentanti delle imprese e responsabili politici, il tema dei servizi verrà sviscerato da diverse angolazioni e si cercherà di produrre proposte concrete verso quello che è il principale obiettivo dell'Ue: un mercato europeo unico, che lavora per le persone, garantendo loro un miglior accesso, una più vasta scelta, una maggiore qualità e trasparenza, un reale confronto tra i prezzi e una maggiore facilità nel cambiare servizio o fornitore.

Il claim dell'operazione IDEAFORD recitava: "50% un'auto nuova al costo di un'auto usata. Nuovo come usato". Era al centro di una pagina con il logo Ford e l'immagine di diversi modelli dell'autovettura Fiesta Tdci, che riportavano sul cruscotto l'indicazione di prezzi da 4.950 euro a 6.120 euro, pari appunto a circa il 50% del prezzo di listino. Risultato: la campagna pubblicitaria - pubblicata sulle pagine di diversi quotidiani fra marzo e aprile 2008 - induceva i consumatori a credere che fosse possibile acquistare un'autovettura Ford Fiesta Tdci nuova a metà prezzo, ossia al costo di una usata.
Una pubblicità ingannevole, perché solo rivolgendosi ai concessionari Ford i consumatori venivano a conoscenza che l'offerta IDEAFORD consisteva in una operazione di finanziamento che prevedeva il versamento iniziale del 50% del prezzo di listino dell'auto, con la possibilità di utilizzarla e acquistarla, versando la restante parte del prezzo, chiamato Valore Futuro Garantito, alla fine della durata del contratto, pari a 24 mesi. Pubblicità ingannevole per la quale l'Antitrust ha sanzionato la Ford Italia Spa, la FCE Bank Plc del Gruppo Ford Motor Company e tre concessionarie (Motorstore Spa in fallimento, Authos Spa e Garage Alpe) con multe per complessivi 255 mila euro.
"Come accertato nel corso dell'istruttoria svolta, - afferma l'Antitrust nell'odierno bollettino - in realtà, l'operazione "IDEAFORD", pubblicizzata nei messaggi in esame, consiste in un finanziamento rateale con maxirata finale che prevede la possibilità di usare un'autovettura nuova, per un periodo di 24 o 36 mesi, versando un anticipo (compreso fra il 5% ed il 50% del prezzo di listino), con facoltà, al termine del programma, di riconsegnarla o di acquistarla, saldando il c.d. 'Valore Futuro Garantito'".
A questo si aggiunge che proprio l'enfasi del claim "50% un'auto nuova al costo di un'auto usata. Nuovo come usato" e, nello specifico, l'utilizzo dell'espressione "costo", che rappresenta il corrispettivo per l'acquisto di un bene, insieme alle immagini usate, "appaiono tali da fuorviare il consumatore circa il significato economico dell'operazione, inducendolo a ritenere che si tratti di un'offerta promozionale che prevede l'acquisto di un'autovettura nuova a metà prezzo". In particolare, le sanzioni decise dall'Antitrust sono di 90 mila euro per Ford Italia, 70 mila per FCE, 5 mila per Motorstore, 35 mila per Authos e 55 mila per Garage Alpe.

A un anno di distanza, Wind apre di nuovo le porte alle associazioni dei Consumatori. Partirà domani 7 aprile OPENWIND 2010, il progetto con l’obiettivo di aumentare la fiducia reciproca fra azienda e associazioni nell’ottica della trasparenza, facendo così partecipare i rappresentanti delle associazioni a incontri con i responsabili marketing e vendite dell’azienda.
“Dai suggerimenti delle associazioni scaturiti attraverso il questionario e durante la giornata finale del progetto 2009, che ha visto la partecipazione attiva anche di tutto il nostro management, è nata l’ideazione di OPENWIND 2010”, informa l’azienda, che annuncia come saranno effettuati incontri per approfondire le modalità di formazione nei Customer Care. Le associazioni saranno inoltre ospiti in alcuni dei nuovi negozi Phone. “Le associazioni dei consumatori – afferma l’azienda – diventeranno colleghi Wind per un giorno”.

Il 4 marzo scorso Trenitalia e le Associazioni dei Consumatori hanno sottoscritto un nuovo accordo che estende la procedura di conciliazione a tutto il territorio nazionale. In particolare, la nuova procedura avrà per oggetto i reclami relativi ai viaggi effettuati a partire dal 1° gennaio 2010, con origine e destinazione nel territorio italiano, sui treni Trenitalia ES AV Fast, ES AV, ES Fast, Es, Es City, IC, ICN ad esclusione dei treni oggetto di contratto di servizio.
Se un reclamo non ha avuto una risposta soddisfacente o non ha ricevuto alcuna risposta entro sessanta giorni dalla presentazione, è possibile accedere alla conciliazione per il tramite di una delle Associazioni dei Consumatori firmatarie del Protocollo.
Se non viene indicata l'Associazione che dovrà rappresentare il cliente nella conciliazione, Trenitalia provvederà ad assegnare la domanda ad una delle Associazioni dei Consumatori firmatarie del Protocollo in applicazione di un criterio turnario.
La Commissione di Conciliazione, composta da Conciliatori designati da Trenitalia e dalle Associazioni dei Consumatori, esaminerà la domanda tenendo conto degli impegni contrattuali, della normativa di settore e delle norme di tutela dei consumatori e, secondo principi di equità, valuterà la possibilità di formulare una proposta di conciliazione soddisfacente per le parti, che comunque verrà sottoposta al cliente per l'eventuale accettazione.

Una Regione può decidere orari e ritmi di apertura delle farmacie; questo non va contro i principi di libera concorrenza del diritto comunitario. E' quanto precisa oggi l'Avvocato generale della Corte europea di Giustizia che è stato chiamato in causa dal Tar del Lazio per chiarire la seguente situazione. La titolare di un'antica farmacia al centro di Roma, ha chiesto all'unità sanitaria locale (USL) che, in base alla legge regionale del Lazio fissa i ritmi di apertura delle farmacie della zona di competenza, di rinunciare alla chiusura annuale e settimanale ed allungare l'orario di apertura. L'USL non ha autorizzato questa richiesta e la farmacista si è rivolta al Tar che, a sua volta, ha presentato il caso alla Corte europea di Giustizia.
L'Avvocato generale ha ricordato che "la legge della Regione Lazio affida la fissazione dei ritmi di apertura delle farmacie site nel Comune di Roma all'unità sanitaria locale (USL) territorialmente competente, che, nel caso di farmacie situate in zone municipali particolari, può discrezionalmente modificare tali ritmi, sentiti il sindaco, l'ordine provinciale dei farmacisti e le organizzazioni professionali più rappresentative delle farmacie pubbliche e private".
Dunque secondo l'Avvocato generale "la partecipazione consultativa delle organizzazioni sindacali più rappresentative delle farmacie pubbliche e private nel procedimento decisionale, in quanto ispirata prettamente alla necessità di organizzare i servizi di guardia tra le farmacie, è compatibile con il divieto di creare, favorire o rinforzare delle intese anticoncorrenziali che incombe agli Stati membri in virtù delle norme in materia di concorrenza e del principio di leale cooperazione. Inoltre, la riduzione del servizio non discrimina i clienti in funzione della nazionalità, e pertanto la libertà di stabilimento non si oppone ad una legge regionale che limita le modalità di apertura quotidiana, settimanale ed annuale delle farmacie".

Oltre un quarto del reddito delle famiglie è destinato alla casa e l'Italia è molto lontana dagli standard europei in tema di affitti. "E l'accessibilità dell'affitto in Italia è diventata negli ultimi anni gravemente insufficiente, infatti il 17% delle abitazioni occupate lo sono in base ad un titolo di affitto. In Germania la percentuale sfiora il 60%; in Francia supera il 40%, in Gran Bretagna il 30%. Solo Irlanda e Spagna hanno percentuali più basse delle nostre". È il quadro che emerge dal convegno "Crisi del mercato italiano degli affitti: come uscirne", che si è svolto oggi presso il Cnel.
Il problema della casa è naturalmente particolarmente sentito, e l'Italia si colloca al secondo posto della classifica relativa all'aumento del rapporto tra spesa per la casa e totale delle spese delle famiglie. Oltre un quarto del reddito delle famiglie italiane è dunque destinato alla casa. "Si tratta di un dato - afferma il Cnel - che può essere apprezzato in tutta la sua rilevanza se si nota che la media europea oscilla attorno al 5% (cinque volte meno che da noi), e che Francia, Inghilterra e Germania sono sotto la media europea, mentre la Spagna ha una spesa di circa il 50% inferiore alla nostra".


Una nuova indagine Eurobarometro condotta su oltre 30mila cittadini rivela l'atteggiamento degli europei verso il turismo nel 2010: circa l'80% dei cittadini europei continua a recarsi in un altro luogo per trascorrere le vacanze; soltanto il 20% è quasi certo che nel 2010 non si sposterà, mentre nel 2009 la percentuale dei non-viaggiatori era del 33%. Cresce il numero degli europei che preferiscono trascorrere le vacanze in destinazioni turistiche tradizionali (57%), mentre il 28% preferirebbe "uscire dai sentieri battuti" e recarsi verso destinazioni turistiche emergenti. La metà degli intervistati intende trascorrere le vacanze nel proprio Paese o in un altro Paese, ma all'interno dell'Unione Europea.
L'attrattiva locale è il fattore principale nella scelta della destinazione e a seguire ci sono il patrimonio culturale e le possibilità di intrattenimento. La ricerca di "riposo e svago" (37%) è la motivazione principale che spinge a viaggiare, seguita da "sole e spiaggia" (19%) e "visitare amici e parenti" (17%).
Aumenta sempre di più il numero di europei che organizzano le loro vacanze da soli, sono il 58% e i paesi candidati principali sono la Croazia (83%) e la Turchia (82%); la Spagna, che era già la destinazione più popolare nel 2008 e nel 2009, domina anche tra i piani per le vacanze del 2010. Seguono la Francia (9,9%) e l'Italia (9,2%). Tuttavia, il 17% dei cittadini dell'UE che prevede di andare in vacanza nel 2010 non ha ancora deciso la meta. Rispetto allo scorso anno è aumentata di 5 punti la percentuale di europei che ritiene di disporre di un importo sufficiente per fare una vacanza: quest'anno sono quasi la metà.

Aumentano in Italia le richieste di finanziamento sospette di frode, con un percentuale pari al 40% nel 2009 e un'incidenza di circa 40 casi sospetti ogni 10 mila. Le frodi creditizie sono sempre più organizzate, e anche se il fenomeno a danni di banche e finanziarie appare contenuto, si segnala soprattutto "l'interesse sempre maggiore dimostrato da parte di gruppi microcriminali organizzati".
È quanto rileva Experian, società che offre informazioni commerciali e servizi d'analisi, per la quale "le segnalazioni di tentativi di frode riconducibili a gruppi di persone che si organizzano a tal proposito è aumentato di circa il 40%, con un'incidenza di circa 40 casi sospetti ogni 10.000, in confronto ai 28 registrati nel corso del 2008. Questi tentativi di frode - afferma la società - vedono più persone scambiarsi e condividere informazioni personali proprie o di terzi (come ad esempio documenti d'identità, conti bancari, indirizzi di residenza o recapiti telefonici), per richiedere finanziamenti poi in capo a terzi ignari o destinati a non essere mai più rimborsati".
Si tratta comunque di casi che possono essere bloccati dai sistemi antifrode che segnalano anomalie nell'uso dei dati personali.

L'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino si è aggiudicato il secondo posto, superato soltanto dall'aeroporto di Las Palmas delle Canarie. Purtroppo, però, non si parla di una classifica di merito, ma della statistica degli aeroporti che accumulano più ritardi nei voli. Dunque, secondo l'Eurocontrol, l'organizzazione europea per la sicurezza del traffico aereo, che ha stilato il Rapporto Annuale, 9 voli su 20, tra gli scali continentali europei dell'aeroporto di Fiumicino, sono in ritardo, con una media di 18,8 minuti.
Rispetto al 2008 la media dei ritardi al decollo nel 2009 è aumentata del 13% per colpa o responsabilità dei servizi delle compagnie aeree e degli handler: fattori che, complice anche il rodaggio della nuova Alitalia (che durante il suo primo ano ha integrato le società per i servizi di terra che facevano capo alla vecchia Alitalia ed a Air One), hanno pesato a Roma più che in tutti gli altri aeroporti ai primi posti per ritardi in partenza.
Le tratte più "ritardatarie" sono quelle per il Sud, in particolare per Bari, Palermo e Catania; ma anche Fiumicino-Malpensa non brilla per puntualità.

La "schizofrenia di colori" dei contenitori per i rifiuti penalizza la raccolta differenziata. È quanto evidenzia l'UNI - Ente nazionale italiano di unificazione - che nell'ambito della riunione plenaria annuale del Comitato Tecnico Europeo CEN/TC 183 "Waste management" (competente proprio nella definizione di norme tecniche europee relative alla gestione e raccolta dei rifiuti) a Palermo, "ha avanzato - si legge in una nota - una nuova proposta relativa alla definizione di un modello di elementi visivi che permettano di identificare i rifiuti da parte dei consumatori e degli operatori. E' del tutto evidente, infatti, che con l'introduzione della raccolta differenziata, si sono diffusi schemi, abitudini e contenitori diversi da comune a comune e si rende quindi necessario un sistema che abbini forme, colori e scritte per permettere immediatamente di sapere se il contenitore specifico (ed il relativo servizio di raccolta) è riservato alla carta, o alla plastica, o ad un insieme di più materiali".
Qualche esempio rende bene l'idea della confusione che regna a livello nazionale. Nel contenitore giallo a Milano si gettano plastica e lattine, a Torino e Firenze la carta. Nel blu vanno plastica, lattine e vetro a Roma, mentre a Napoli e a Firenze ci finisce l'indifferenziato. Ancora più complicata la situazione dei rifiuti indifferenziati: a Milano vanno nel nero, a Sassari, Torino e Roma nel verde, a Napoli nel blu, mentre a Bologna vanno nel grigio. Il marrone dovrebbe essere il colore dove finiscono i rifiuti organici ma a Roma, Milano e Bari questo tipo di raccolta neanche esiste mentre a Palermo ci vanno a finire, carta, lattine e vetro.
Poi, per confondere ancora un po', ci sono le diverse tipologie di raccolta: a Roma e Firenze, infatti, plastica e lattine vanno insieme al vetro, che invece a Milano, Napoli e Bari va gettato soltanto nello specifico raccoglitore verde. Il bianco è il colore un po' più condiviso: in genere ci finisce la carta, tranne che a Torino e Firenze, dove il contenitore è giallo, e a Bologna e Bari, dove invece è blu. Per questo, sottolinea l'UNI, "individuare alcuni standard significherebbe rivoluzionare positivamente abitudini italiane ed europee di tutti i giorni".

Gli italiani hanno ripreso ad acquistare nei supermercati, che registrano un aumento del 2,2% dei volumi di vendita, a fronte di una politica della grande distribuzione organizzata che tende al contenimento dei prezzi (meno 1% nel VI bimestre 2009 rispetto all'analogo periodo del 2008). Ma attenzione: la spesa è conveniente se ci si tiene alla larga dai surgelati - i surgelati dolci aumentano di oltre l'11%, il pesce naturale del 2,3% - e si punta sui prodotti della dieta mediterranea e in particolare su pasta, olio extravergine di oliva, mozzarelle, che spesso sono vendute in promozione. Questi i dati di Vendite Flash, il bollettino bimestrale di Unioncamere sulle dinamiche dei prodotti di largo consumo confezionato nella grande distribuzione organizzata.
La rilevazione comprende dunque i prezzi dei prodotti di drogheria alimentare, bevande, fresco, freddo, cura della casa, della persona e degli animali. L'andamento complessivo del costo della spesa per l'intero gruppo è di meno 1% nel VI bimestre 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008, in linea con il bimestre precedente che aveva mostrato una analoga flessione su base annua.
"Tra i prodotti alimentari, - rileva Unioncamere - quelli del freddo segnano nel VI bimestre una riduzione della caduta del costo della spesa, che passa dal meno 3.7% anno su anno del periodo precedente al meno 1.8% dei mesi più recenti. I contributi più rilevanti rispetto a questa dinamica sono i rincari dei surgelati dolci, che vedono un aumento dei prezzi di oltre l'11%, delle pizze surgelate (più 2.9%) e dei surgelati di pesce (più 2.3%)".
La drogheria alimentare riduce il costo della spesa di meno 2,7%. In questo settore, risultano in aumento (dati VI bimestre 2009 sullo stesso periodo 2008) aromi e spezie a più 9,1% e barrette di cioccolato a più 2,3%, mentre in calo sono latte Uht a meno 4,8%, pasta di semola a meno 9,4% e olio extravergine di oliva a meno 6%.
Il reparto del fresco è quello che presenta la riduzione del costo della spesa più intenso, pari al meno 3.9% tendenziale, dal meno 4% del V bimestre. Fra i prodotti più rappresentativi del reparto che hanno contribuito alla flessione si trovano le mozzarelle (meno 3.8% tendenziale), lo yogurt funzionale (meno 5.2%) e il latte fresco (meno 6.5%) mentre aumentano i prezzi di merendine fresche (più 2,8%), specialità ittiche fresche (più 1,6%) e pasta fresca ripiena (più 0,8%). Le bevande registrano un incremento del costo della spesa di circa un punto percentuale, con rincari soprattutto per vini liquorosi e distillati bianchi.
I prezzi dei prodotti per la cura della casa si riducono dal meno 0.1% del V bimestre al meno 1% del VI: diminuisce il costo degli accessori da tavola usa e getta, dei prodotti per il trattamento del bucato e dei sacchetti e vaschette alimentari, mentre aumenta quello di asciugamani e rotoli in carta, prodotti per lavastoviglie e prodotti per bucato. Stabili invece nel complesso i prodotti per la cura della persona a meno 0,1% sull'anno: rincarano i saponi (più 11,5%) ma diminuiscono i prezzi di deodoranti e bagnoschiuma (rispettivamente a meno 3,5% e meno 4,6%).

Sono più di trentamila i medicinali, i cosmetici e gli integratori alimentari di medicina alternativa sequestrati in una vasta operazione internazionale perché prodotti con derivati da piante e animali in via d'estinzione. In oltre 3 mila controlli fatti in Italia nell'ambito dell'operazione Tram (Traditional Medicine), presso le dogane e negli esercizi commerciali, i controlli hanno portato al sequestro di più di 30.000 confezioni di integratori alimentari, cosmetici e prodotti utilizzati nelle medicine alternative orientali ed europee (medicina cinese, ayurvedica tibetana e indiana, fitoterapia tradizionale europea).
È l'esito di una vasta operazione condotta in 18 paesi, mirata a contrastare il traffico di specie protette usate nella medicina alternativa, promossa e coordinata dall'Interpol-Enviromental Crime di Lione e condotta in Italia dai Nuclei e Servizi Cites del Corpo forestale dello Stato in sinergia con il Servizio Antifrode dell'Agenzia delle Dogane e con il supporto del Traffic WWF Italia.
Fra le specie tutelate a livello internazionale, che venivano usate nella preparazione dei prodotti, ci sono tigri, orsi, rinoceronti, squali, e piante tra cui orchidee rare, aloe, ginseng, aucklandia hymalaiana, legno della vita, legno di Agar e il pygeum.
I prodotti sequestrati erano importati direttamente da India, Cina, Taiwan, Honk Kong e Vietnam attraverso i porti di Mestre, Trieste e Napoli e gli aeroporti di Milano, mescolati a partite di erbe e integratori alimentari generici. L'operazione ha portato controlli in migliaia di erboristerie e grossisti, mentre due ditte denunciate e gestite da italiani evadevano i controlli attraverso la triangolazione dei prodotti per la Repubblica di San Marino. Fra i preparati sequestrati, molti erano i prodotti con etichette irregolari, che nascondevano la presenza delle sostanze derivanti da specie protette.