News
Si celebra oggi il ventennale dell'Autorità Antitrust. Nel corso del suo intervento, il presidente Antonio Catricalà ha ricordato che "la sanzione è davvero l'extrema ratio e l'Antitrust non può limitarsi a essere una polizia di mercato".
Apprezzamenti per l'attività giungono dall'Adoc. "La vera rivoluzione degli ultimi 20 anni è stata, ed è tuttora l'Antitrust, che ha il merito di aver cambiato le condizioni del mercato italiano, rendendolo più concorrenziale, più trasparente e più rispettoso dei diritti dei consumatori", ha dichiarato Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc. "I venti anni di Antitrust sono serviti anche a far crescere il movimento delle Associazioni dei consumatori quale forza sociale - continua Pileri - i consumatori vedono nell'Antitrust e in tutti i Presidenti che alla sua guida si sono succeduti un punto di riferimento e un baluardo contro il progressivo imbarbarimento del mercato, sempre più saturo di cartelli, di pubblicità ingannevole, di offerte inesistenti o poco trasparenti. Senza l'intervento dell'Antitrust sia i consumatori che le imprese corrette e oneste avrebbero subito un danno gravissimo. Dell'Antitrust apprezziamo, inoltre, la sua capacità di aggiornarsi ai tempi della società. In questi giorni ci è stato comunicato che sarà possibile, per i consumatori, inviare denunce online anche in forma anonima all'Autorità e, grazie a un rapporto calendarizzato e costante con le Associazioni dei consumatori, sarà possibile verificare e promuovere le stesse come indagini".
"A vent'anni dall'istituzione dell'Autorità Antitrust, la sua attività non é più quella di un missionario tra gli infedeli, come la definí Giuliano Amato ai tempi della sua presidenza". É quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori (UNC). "Siamo lieti -prosegue Dona- di essere vicini, in un giorno così importante, all'Autoritá ed al suo presidente Antonio Catricalà: non possiamo dimenticare che questa Istituzione é stata un battistrada anche per l'affermazione del primato del diritto europeo (così attento alle istanze di protezione dei consumatori) sull'ordinamento giuridico nazionale". "In questo giorno -conclude il Segretario generale- non possiamo che augurare all'Autorità Antitrust altri vent'anni al fianco dei consumatori per la definitiva affermazione del loro ruolo come autentici soggetti del mercato, nel concorrente interesse della ripresa della nostra economia e di crescita della competitività delle nostre imprese".


Poste Italiane partecipa a Eco Targa Florio, il Green Prix delle vetture ecologiche, e mette in pista i veicoli elettrici utilizzati dai portalettere per il recapito della posta. Da alcuni anni Poste è infatti impegnata nella riduzione delle emissioni di anidride carbonica grazie all'utilizzo da parte dei postini di veicoli elettrici al posto dei tradizionali scooter. Poste Italiane ricorderà il Green Prix anche con uno speciale annullo realizzato per l'occasione.
Il "postino ecologico" usa veicoli elettrici che sono quadricicli leggeri, inizialmente disponibili in due tipologie, ad alimentazione ibrida (benzina/elettrica) e totalmente elettrica, che hanno caratteristiche tecniche avanzate in fatto di sicurezza, controllo della velocità e frenata (dispongono di freni a disco su tutte e quattro le ruote).
L'utilizzo dei veicoli ad alimentazione alternativa è iniziata a Perugia nel gennaio 2008, con l'impiego di 20 quadricicli elettrici e 10 ibridi (alimentazione elettrico-benzina). Oggi vengono utilizzati per il servizio di recapito 238 quadricicli a esclusiva alimentazione elettrica. Il progetto si è esteso anche nei centri storici di altre 16 città italiane tra cui Roma, Bologna, Milano, Torino, Firenze, Padova, Treviso, Bolzano, Verona, Udine, Capri, Lipari e Taormina.

Consumers' Forum organizza, a partire da oggi, corsi di formazione per 300 nuovi conciliatori delle associazioni di consumatori, che si specializzeranno in energia elettrica e gas. Fra quest'anno e il 2011 ci si aspetta infatti il decollo della conciliazione in questo settore, anche grazie alle attività di formazione sostenute dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Fra queste c'è l'iniziativa di Consumers' Forum che organizza corsi di formazione per 300 nuovi conciliatori delle associazioni dei consumatori.
I nuovi conciliatori saranno tutti specializzati sul tema energia elettrica e gas, in un periodo in cui si sono concluse molte sperimentazioni di conciliazione avviate dalle stesse aziende. I corsi saranno tenuti da docenti universitari, conciliatori professionisti, rappresentanti esperti in energia delle stesse associazioni. Si parte da Chianciano, si arriverà in tutta Italia con un calendario che coprirà tutto il 2011.
Spiega Liliana Ciccarelli, segretario generale di Consumers' Forum: "Oggi prende avvio il progetto di Consumers' Forum, sostenuto dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas, che prevede un ciclo di seminari di formazione con cui formeremo 300 nuovi conciliatori nelle associazioni dei consumatori fino al 2011 - spiega Ciccarelli - C'è una grande aspettativa per il potenziamento dello strumento-conciliazione anche nel settore dell'energia elettrica e del gas. Secondo una ricerca condotta da Consumers' Forum, solo il 2,6% delle conciliazioni svolte dalle associazioni riguarda il settore dell'energia elettrica e del gas. Questo perché alcuni protocolli erano ancora in via sperimentale. È con questo ciclo di corsi di formazione che si dà il vero avvio a questa forma di risoluzione delle controversie, perché i numerosi protocolli di conciliazione sottoscritti con le associazioni dei consumatori - Enel, Eni, A2A, Edison, Sorgenia, Confservizi, Acea - entrano nel vivo con un'applicazione territoriale estesa. E sono a regime perché la fase sperimentale è terminata. Con i 300 nuovi conciliatori ci aspettiamo di potenziare la conciliazione nel settore. Abbiamo verificato un trend di crescita delle domande di conciliazione".

Vodafone Italia ha lanciato un piano di investimenti da 1 miliardo di euro per portare la banda larga via radio in tutta Italia. In Italia il 12% della popolazione, pari a circa 7 milioni di cittadini, è in digital divide: non ha accesso a Internet a velocità sufficiente per fruire dei piu' moderni servizi di comunicazione elettronica (PA Digitale, Social Network, e-commerce, ecc.). In particolare l'Azienda stima che oggi ci siano circa 1.800 comuni italiani che sono privi di banda larga. Vodafone estenderà la propria copertura radio fino a coprire la quasi totalità dei comuni italiani, oltre in parallelo a continuare ad investire sul miglioramento della qualità e copertura di rete dove è già presente.

Nel 2009 una famiglia italiana ha pagato in media, per un consumo annuo di 200 m3 di acqua, 309,19 euro. Quest'anno, per lo stesso consumo, si pagheranno 19 euro in più. Un aumento del 6,16% che varia da città a città: a Forlì e Cesena si è registrato l'aumento maggiore, di circa 42 euro, mentre Lecco e Lodi non hanno registrato aumenti. Sono alcuni dei risultati dell'VIII indagine nazionale sulle tariffe del servizio idrico integrato, realizzata dal Centro Ricerca Economiche, Educazione e Formazione di Federconsumatori.
"L'aumento di 19 euro delle tariffe idriche che si è realizzato tra il 2009 e il 2010 lo avevamo già previsto con il nostro Osservatorio" ha sottolineato Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori, precisando che "quello idrico è un settore molto delicato che ha urgente bisogno di investimenti, poiché tutt'ora perde in media il 40% della risorsa, con picchi del 55% al Sud".
L'indagine, presentata oggi a Roma, disegna un quadro delle tariffe idriche applicate nel 2009 in 72 città capoluogo di provincia. E' stata Milano la città con la bolletta dell'acqua più bassa (107,79 euro), mentre la città con la bolletta più alta è stata Firenze (447,23 euro). Firenze si conferma la città più cara anche nel 2010 con una bolletta di 478 euro e Milano, Lodi e Lecco restano le città in cui si paga di meno. Tra i dati dell'indagine ci sono, infatti, anche le tariffe applicate nel 2010 da 47 città: le altre non hanno fornito i dati rendendo difficile la trasparenza del servizio idrico. In 12 anni, dal 1998 al 2010, le tariffe idriche hanno subito un aumento dell'85%, pari a 150,8 euro.
L'istituzione di un' Authority per il servizio idrico integrato con compiti di regolazione, definizione degli standard minimi dei servizi, vigilanza e monitoraggio e con poteri sanzionatori è una delle proposte di Federconsumatori. "Queste proposte sono però al netto del referendum sull'acqua pubblica" ribadisce il Presidente di Federconsumatori, ricordando che l'Associazione sostiene il referendum per l'abrogazione del Decreto Ronchi che privatizza le aziende pubbliche che gestiscono il ciclo idrico dell'acqua.

Diminuzioni in arrivo per le commissioni interbancarie sul Pagobancomat, Bancomat, RID (ad esempio domiciliazione delle bollette) e RiBa (pagamenti con ricevuta elettronica) con tagli dal 36 al 3% e ulteriori ribassi possibili in base ad analisi di efficienza economica. L'Antitrust ha infatti accettato e reso vincolati gli impegni presentati da Abi e Consorzio Bancomat al termine di due distinte istruttorie, avviate per verificare l'esistenza di intese restrittive della concorrenza.
"Le commissioni oggetto di riduzioni - afferma l'Autorità in una nota - costituiscono un costo nei rapporti tra banche che può incidere sulle condizioni economiche praticate dalle singole banche alla clientela finale. Tutte le nuove commissioni sono state determinate applicando il principio di efficienza economica e rappresentano livelli che non potranno essere modificati in aumento. L'Antitrust effettuerà un costante monitoraggio alla luce delle evoluzioni concorrenziali e normative anche europee".
Questi i cambiamenti:

Rallenta la ripresa dei consumi. Anzi, va indietro, se si considera che per lo scorso agosto l'Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) indica una diminuzione dello 0,7% in termini tendenziali e, dopo un bimestre di moderata crescita, una flessione dello 0,3% in termini congiunturali. "Si conferma così il permanere di una fase di estrema debolezza della domanda per consumi da parte delle famiglie", afferma Confcommercio, sottolineando che la dinamica dei consumi di agosto deriva da una riduzione dell'1,3% dei beni acquistati dalle famiglie e da un modesto aumento (0,5%) della domanda dei servizi, mentre i prezzi continuano ad aumentare (più 1,3%).

L'85,7% degli italiani è angosciato dalla non autosufficienza e l'82,5% dall'impossibilità di sostenere le spese mediche. Questa solitudine rispecchia l'assenza, in Italia, di un welfare efficiente che riesca a rispondere alle nuove esigenze dei cittadini. Quali sono gli scenari futuri del nostro welfare? Il convegno organizzato dal Forum Ania-Consumatori ha cercato di rispondere a questa domanda. Ebbene: gli italiani si sentono soli di fronte ad uno Stato sociale assente. Un'assenza che si avverte soprattutto di fronte alla non autosufficienza ed all'impossibilità di sostenere spese mediche. Per non parlare delle pensioni e dei problemi legati alla vecchiaia, che non fanno dormire tranquilli il 68% degli italiani. Un popolo, quindi, abbandonato a se stesso e preoccupato della propria vecchiaia; e quello italiano è un popolo che sta invecchiando sempre di più.
E' questo il desolante quadro che emerge dallo studio realizzato dal Censis per il Forum Ania-Consumatori, presentato oggi a Roma nel corso del convegno "Gli scenari del welfare, tra i nuovi bisogni e voglia di futuro". Il Forum, nato con l'obiettivo di rendere più sistematico e costruttivo il dialogo tra imprese e consumatori, si pone come uno spazio di confronto su temi sostanziali. Quello del welfare è oggi un tema assolutamente sostanziale perché ci troviamo di fronte ad un sistema che non è più adeguato a rispondere alle esigenze dei cittadini.
Nel 2009 una famiglia italiana su tre si è trovata in difficoltà a sostenere alcuni costi: in primis quelli legati alle necessità di assistere malati terminali o non autosufficienti o portatori di handicap. Ma c'è anche chi si è trovato in gravi situazioni di disagio legate all'improvvisa perdita di reddito o alla disoccupazione di un famigliare. Il 59% delle famiglie ha affrontato questi disagi in totale autonomia, il 28% con l'aiuto di amici e parenti, in assenza o con scarso apporto del sistema di welfare. C'è quindi una richiesta di un sistema più efficiente e modulato sui nuovi bisogni di protezione. Altrimenti si crea un mix esplosivo di bisogni insoddisfatti che non ci permetterà di crescere.
"L'indagine presentata oggi arriva al termine di un percorso di una Fondazione voluta da noi e dai Consumatori - ha precisato Fabio Cerchiai, Presidente del Forum Ania-Consumatori - Perché? Principalmente perché c'è una materia prima che la politica non riesce più a considerare. Questa materia prima è il consenso. Per riprenderlo bisogna costruire una proposta condivisa, iniziando dal ripensare un sistema di protezione sociale. Ci sono nuove esigenze - ha aggiunto Cerchiai - e devono esserci nuove soluzioni, diverse da quelle che si sono date fino a ieri. Quello per cui dobbiamo combattere è la sostenibilità sociale del sistema, oltre che di quella economica. E per far questo bisogna porsi il problema di cosa sarà la società tra 20 anni. A cominciare dal mondo del lavoro: oggi si comincia a lavorare tardi e si finisce ancora più tardi. La pensione dei giovani è un rischio terribile per il futuro e questa è una preoccupazione di cui si deve caricare la società di oggi. L'analisi che abbiamo presentato oggi - ha concluso Cerchiai - è quindi una premessa per formulare ipotesi concrete, che saranno già condite con una dose di consenso".
Sul crescente livello di povertà e indebitamento delle famiglie italiane ha messo l'accento Paolo Landi, Segretario Generale di Adiconsum. "I nostri figli rischiano di avere certezze di welfare molto minori di quelle dei genitori. Occorre quindi evitare che con l'espressione riforma si intendano solo tagli. Dobbiamo, invece, riprogettare il futuro, che non vuol dire avere minor protezione, bensì un sistema di solidarietà tra pubblico e privato che consenta di salvaguardare mutualità e solidarietà, di recuperare più efficienza nella gestione e una maggiore responsabilità del singolo cittadino".

Consentire l'ingresso nel mercato dei produttori di farmaci generici in tempi utili perché sia avviata un'effettiva concorrenza, senza che i tempi siano ritardati attraverso dispute commerciali sulla tutela della proprietà industriale. È quanto ha chiesto l'Autorità Antitrust in una segnalazione inviata nei mesi scorsi all'Agenzia Italiana del Farmaco, e riportata nel bollettino di oggi, nella quale si chiede di fatto un iter più veloce per l'autorizzazione a immettere nel mercato farmaci equivalenti.
Nella segnalazione si legge che "l'Autorità intende richiamare l'attenzione sulla possibilità che l'esistenza di dispute relative al rispetto da parte del genericista delle norme sulla disciplina della tutela della proprietà industriale e commerciale possa ritardare oltremodo l'iter autorizzatorio del farmaco generico, ostacolando così il processo di apertura alla concorrenza del mercato farmaceutico". Dunque "l'Autorità ritiene che subordinare la concessione delle autorizzazioni per l'immissione in commercio di farmaci generici alla risoluzione delle dispute inerenti a presunte violazioni della proprietà industriale e commerciale, in assenza di un obbligo in tal senso da parte del soggetto deputato a concedere l'autorizzazione, costituisca un ritardo all'ingresso nel mercato dei farmaci generici pregiudizievole per la concorrenza".
Per l'Antitrust, quindi, la valutazione delle richieste di immettere in commercio farmaci equivalenti deve garantire la tutela della salute pubblica e al tempo stesso essere fatta in tempi utili per avviare una vera concorrenza.



Oggi, 1° ottobre, scattano i nuovi aggiornamenti dei prezzi dell'energia elettrica e del gas decisi dall'Autorità per l'energia elettrica ed il gas. Diminuzioni dello 0,5% dei prezzi di riferimento dell'energia elettrica e dello 0,1% di quelli del gas. La spesa media annua di una famiglia tipo sarà quindi di 421 euro per la bolletta elettrica (27 euro in meno rispetto al 2009) e di 1.013 euro per la bolletta del gas (2 euro in meno rispetto al 2009). Senza l'intervento dell'Autorità la bolletta del gas avrebbe registrato un aumento del 3,2%. L'Autorità ha modificato il metodo di calcolo della materia prima gas per trasferire tempestivamente ai consumatori finali i benefici emergenti dai ridotti prezzi internazionali del gas spot e dalle rinegoziazioni dei contratti a lungo termine take or pay;si tratta di benefici legati ai nuovi scenari di mercato ed alla crescente produzione di gas non convenzionale.
L'Autorità ha ricordato che ad oggi sono già più di 1.800.000 i bonus elettrici ottenuti dalle famiglie in difficoltà e quasi 450.000 i bonus gas. E, dal 1° luglio 2010, sono circa 13 milioni le famiglie interessate dai prezzi biorari.

L'accordo tra il Governo e i gestori peggiora la riforma della distribuzione dei carburanti, delineata nelle bozze del disegno di legge sulla concorrenza, e allontana la possibilità di ridurre il differenziale del prezzo italiano rispetto alla media europea. Lo afferma l'Antitrust in una segnalazione inviata al Governo e al Parlamento con la quale chiede il varo di norme realmente liberalizzatrici a favore del mercato e dei consumatori.
Unico elemento positivo dell'accordo la conferma, nelle sue linee fondamentali, della liberalizzazione delle forme contrattuali per la gestione dell'impianto di distribuzione di carburante che, eliminando il vincolo di esclusiva, potrà contribuire alla definizione di un sistema distributivo più concorrenziale e alla creazione di un mercato di approvvigionamento all'ingrosso dei carburanti per autotrazione.
Secondo l'Autorità le modifiche introdotte per scongiurare lo sciopero dei benzinai ritarderanno l'ammodernamento della rete di distribuzione di carburante nazionale, realizzabile con lo sviluppo di una forte "selfizzazione" e impedirà uno sviluppo più concorrenziale del settore.
Per questo è auspicabile che vengano eliminate dal testo del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza, o direttamente in sede di analisi del provvedimento da parte del Consiglio dei Ministri, o in sede di esame parlamentare.
Tra le novità che preoccupano maggiormente l'Antitrust l'eliminazione del divieto, per Regioni e Comuni, di introdurre regolamentazioni più restrittive della concorrenza, in particolare per quanto riguarda l'uso del self service pre-pay durante l'orario di apertura e la diffusione di impianti completamente automatizzati. Cancellata anche la norma che vietava agli enti locali di obbligare i nuovi impianti ad assicurare contemporaneamente la distribuzione di carburanti e di metano e/o GPL. L'effetto dell'accordo Governo-gestori impedirà in sostanza un'uniforme applicazione a livello locale dei principi di liberalizzazione, più volte richiesta dall'Antitrust e recepita invece dallo schema originario di disegno di legge sulla concorrenza.