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Elettricità e gas: migliora la qualità dei call center delle aziende. Sono in diminuzione i tempi di attesa al telefono, le risposte sono diventate più chiare e anche gli operatori dimostrano maggiore cortesia. È quanto rileva la nuova graduatoria di merito sul livello di servizio offerto dai numeri verdi dei maggiori venditori di elettricità e gas, elaborata dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas e relativa al semestre gennaio-giugno 2010.
In particolare, 20 delle 30 società monitorate hanno ottenuto un punteggio più alto rispetto alla precedente rilevazione; inoltre, la media ponderata dei punteggi globali, assegnati alle diverse aziende in base a parametri fissati dall'Autorità, è di 82,81 punti rispetto ai 53 punti della graduatoria di merito del novembre 2009. I primi sei venditori che hanno ottenuto i punteggi più alti nella classifica sono Linea Più Spa, Eni Spa, Enel Energia Spa, Hera Comm Srl, A2A Energia Spa e Sgr Servizi Spa.
La graduatoria si basa sull'analisi dei call center delle aziende di vendita con oltre 50.000 clienti. I punteggi vengono assegnati ai singoli numeri verdi delle società e riferiti ai livelli di qualità raggiunti dai servizi offerti ai consumatori, come la disponibilità di linee telefoniche, i tempi di attesa, la chiarezza delle risposte, la cortesia e la capacità di risolvere il problema prima possibile.
Per il presidente dell'Autorità Alessandro Ortis, servono ulteriori sforzi per migliorare ancora. Commenta infatti Ortis: "Si tratta di segnali confortanti, a conferma di un trend positivo, frutto di una regolazione che ha introdotto premi e sanzioni e che incentiva i miglioramenti della qualità dei servizi a favore dei consumatori. I servizi di call center sono uno strumento importante per un buon rapporto con i consumatori: perciò, da parte delle aziende di vendita, sono necessari ulteriori sforzi per rendere questi servizi sempre più fruibili e migliori. La pubblicazione della nostra graduatoria è uno strumento trasparente che stimola la competizione anche in tema di rapporti con i cittadini".

"Saranno Mario Monti, Raffaele Guariniello e Stefano Zamagni a ricevere il Premio per le personalità 'Vincenzo Dona, voce dei consumatori', edizione 2010". Lo ha reso noto ieri l'Unione Nazionale Consumatori (UNC), promotrice dell'evento giunto quest'anno alla sua quarta edizione. Istituito nel 2007 per ricordare il fondatore dell'UNC, Vincenzo Dona, riconosciuto anche come il padre del movimento consumerista italiano, il Premio quest'anno verrà consegnato il 25 novembre 2010, a Roma (Centro Congressi Montecitorio Eventi, Piazza Capranica, 101), nell'ambito di una giornata di riflessione sul tema dell'etica delle imprese e dei consumatori.
"E' per me un onore - dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell'UNC - conferire questo pubblico riconoscimento al Prof. Mario Monti, al Magistrato Raffaele Guariniello e al Prof. Stefano Zamagni perché si tratta di tre personalità che, ognuna nel proprio ambito, hanno saputo dimostrarsi 'voce dei consumatori' battendosi per una società più etica e ripensando il rapporto tra etica ed economia come scelta necessaria per contrastare le difficoltà connesse alla crisi".
I vincitori del concorso giornalistico "La voce del consumatore" sono, in ex-aequo per la sezione radio-televisione, la trasmissione tv 'Le Iene' (rappresentata per l'occasione da Andrea Agresti, Giulio Golia e Filippo Roma) e Debora Rosciani di Radio 24, mentre per la sezione stampa è stata designata vincitrice Nadia Gavioli del settimanale Oggi". "Sono particolarmente lieto - ha detto Dona - di conferire il Premio giornalistico a chi, nell'ambito della comunicazione mediatica, mostra particolare sensibilità alle tematiche consumeristiche, così costituendo un'importante cassa di risonanza dei diritti dei cittadini". Al termine del convegno verranno anche premiate le migliori tesi di laurea in materia di consumo.

Fra i giocattoli importati oltre la metà arriva dalla Cina. I maggiori importatori sono Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. Sono i dati resi noti dalla Camera di Commercio di Milano che fa il punto sul mercato dei giocattoli: "Vale oltre 610 milioni di euro l'interscambio mondiale di giocattoli per l'Italia nei primi sei mesi del 2010, circa 120 milioni in più rispetto al 2009. Il 52,7% dei prodotti importati proviene dalla Grande Cina, un dato in crescita nell'ultimo anno del 21,3% per un importo che supera i 234 milioni di euro".
I giocattoli orientali arrivano soprattutto in Lombardia (44,8% del totale delle importazioni), in Piemonte (20,7%) e in Emilia Romagna (10,5%). Per quanto riguarda invece le esportazioni di giocattoli italiani, queste aumentano del 6,6% (oltre 10 milioni in più rispetto al 2009) e vedono come principali destinatari i mercati europei (85%) e l'America (8,9%). Minime le esportazioni verso i Paesi asiatici (4,5%); il valore delle merci che hanno raggiunto la Cina è stato nel 2010 di 169 mila euro, il 6,6% in meno rispetto allo scorso anno.

Sondaggio congiunturale della Banca d'Italia e di Tecnoborsa sul mercato delle abitazioni in Italia: "Nel terzo trimestre del 2010 si consolida il recupero del mercato immobiliare con un aumento sia delle compravendite intermediate dalle agenzie, sia dei nuovi incarichi a vendere, mentre continuano ad attenuarsi le indicazioni di flessione dei prezzi". Il sondaggio è relativo al terzo trimestre 2010. Risultato? Sul fronte del prezzo delle abitazioni, rileva il sondaggio, "la quota di agenti che segnalano una diminuzione dei prezzi nel terzo trimestre è scesa al 31,6%, rispetto al 37,9% rilevato per il trimestre precedente; a fronte di un'incidenza ancora esigua delle indicazioni di rialzo (3,6%) è aumentata quella dei giudizi di stabilità (al 64,9% dal 60,6%)".
Le compravendite sono in flessione rispetto all'indagine del precedente trimestre ma in aumento rispetto allo stesso trimestre dell'anno scorso: "Nel terzo trimestre del 2010 la quota di operatori che dichiarano di aver venduto almeno un immobile è stata pari al 65%, in flessione di due punti rispetto alla precedente indagine. Il numero di compravendite intermediate dalle agenzie ha registrato un incremento di circa l'8% rispetto allo stesso trimestre del 2009, concentrato nelle regioni del Centro e del Sud".
Per quanto riguarda invece le modalità di finanziamento degli acquisti, "la quota di acquisti di abitazioni effettuata con l'accensione di un mutuo ipotecario è rimasta invariata al 70%. La percentuale è risultata più elevata nelle aree non urbane, contrariamente a quanto rilevato nel trimestre precedente. Il rapporto tra prestito erogato e valore dell'immobile - rileva l'indagine - è lievemente diminuito (al 71,3%, dal 73,2% nella precedente rilevazione), e si conferma più elevato nelle aree non urbane rispetto ai grandi centri, benché il divario tenda a ridursi".

"Etica delle imprese e diritti dei consumatori" è il tema del Premio Dona di quest'anno, organizzato dall'Unione Nazionale Consumatori per ricordare il suo fondatore, riconosciuto anche come il padre del movimento consumerista italiano. L'edizione 2010 partirà da una domanda: "Chi è senza peccato?". Spiega il segretario nazionale UNC Massimiliano Dona annunciando il convegno, in programma a Roma (Centro Congressi Montecitorio Eventi, P.zza Capranica 101) giovedì 25 novembre: "La giornata di consegna del Premio, istituito per ricordare il fondatore del consumerismo in Italia, sarà l'occasione per fare il punto sul livello di onestà dei nostri mercati, sul rapporto intercorrente tra la moralità esibita dalle imprese e quella attuata nel concreto, ma anche sul grado di consapevolezza maturato su questi temi dal consumatore". "Lo stesso consumatore -prosegue Dona - talvolta non è in grado di valutare a pieno la correttezza della sua controparte professionale, spesso non è pronto a realizzare, egli stesso, comportamenti etici nel proprio agire e nelle quotidiane scelte di consumo. Per questo la domanda è 'chi è senza peccato' e per questo abbiamo scelto le immagini di alcuni sassi per raffigurare l'argomento. Ognuno è chiamato a fare la sua parte, ognuno è chiamato a rispondere in modo onesto: ognuno -conclude Dona- è chiamato ad interrogarsi su se stesso prima di 'scagliare la prima pietra' ".
Alla cerimonia prenderanno parte Stefano Zamagni, Professore di Economia Politica ALMA MATER STUDIORUM Università di Bologna e Mario Monti, Presidente dell’Università Bocconi e già Commissario Europeo per la Concorrenza. Seguirà una tavola rotonda che vedrà la partecipazione di Antonio Catricalà, Presidente Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Raffaele Guariniello, Magistrato presso la Procura della Repubblica, Tribunale di Torino, Giuseppe Di Taranto, Professore di Storia della finanza e dei sistemi finanziari LUISS Guido Carli, Sebastiano Maffettone, Preside della facoltà di Scienze Politiche LUISS, Piero Gnudi, presidente di Enel Spa e Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo.

Internet mobile e Wi-Fi salgono sui Frecciarossa. Dal 12 dicembre, su tutti i treni Frecciarossa, il Gruppo FS, grazie all'accordo con Telecom Italia, renderà possibile connessioni alla rete e telefonate senza problemi sui Frecciarossa Torino - Milano - Roma - Napoli. "Per i passeggeri - informa una nota stampa - presto sarà possibile telefonare senza interruzioni e con una miglior ricezione anche nelle gallerie. E navigare su Internet con il treno in movimento sia utilizzando smartphone e chiavette USB collegate su rete 3G, sia attraverso il sistema Wi-Fi di treno. La connessione Internet via Wi-Fi sarà per il primo mese a costo zero".
Altri servizi saranno disponibili l'anno prossimo. "Da maggio 2011, grazie ad un'innovativa piattaforma web accessibile tramite Wi-Fi, saranno disponibili sul Portale di Treno news, filmati, musica, informazioni di viaggio e meteo, orari e fermate, clip e videogames. Tale piattaforma utilizza una rete Wi-Fi ed una server farm a bordo treno. Per questa impegnativa sfida tecnologica è stata attrezzata l'intera flotta AV con sistemi informatici e di telecomunicazione di nuova generazione. E' stata inoltre potenziata l'infrastruttura radiomobile UMTS per ampliare la copertura e la capacità di rete".

Dopo sei mesi il Consiglio dei Ministri ha nominato Giuseppe Vegas presidente della Consob. Il ritardo nella nomina del successore di Cardia, passato alla presidenza delle Ferrovie dello Stato a fine giugno, era stato stigmatizzato da molti. Funzionario nei ruoli della carriera direttiva del Senato dal 1978, è stato anche docente di diritto ecclesiastico alla facoltà di giurisprudenza dell'università di Parma e direttore scientifico della fondazione Luigi Einaudi di Roma. Nella dodicesima legislatura, eletto al Senato in Piemonte, è stato vicepresidente della quinta commissione permanente, membro della commissione parlamentare bicamerale per le riforme costituzionali e della giunta per il regolamento, vicepresidente del gruppo parlamentare Forza Italia e presidente del gruppo Italia-Germania dell'unione interparlamentare. Rieletto al Senato nella XIV legislatura, è sottosegretario di Stato e successivamente viceministro per l'Economia e le finanze nei governi Berlusconi II e III. Segue direttamente tutte le manovre finanziarie e di bilancio dal 2001 al 2006 e i principali provvedimenti riguardanti: pubblico impiego, federalismo, patto di stabilità interno, spesa sanitaria. Nella XVI legislatura è sottosegretario di Stato all'Economia e alle finanze nel IV governo Berlusconi. Eletto alla Camera dei deputati nella circoscrizione Piemonte 2, fa parte del gruppo parlamentare Pdl ed è stato membro della XIV commissione (politiche dell'Unione europea) della Camera.

Si è svolto questa mattina a Roma l'incontro organizzato da Consumers'Forum che vede la presenza dei presidenti delle Autorità di Garanzia. Ad aprire i lavori il presidente di CF, Sergio Veroli, che ha colto l'occasione per evidenziare i risultati raggiunti dall'Associazione: "Sono raddoppiate le aziende iscritte a CF e ciò ci ha permesso di dimezzare le quote associative. Allo stesso tempo sono incrementate le iniziative che mirano a sviluppare la cultura del consumerismo nel nostro Paese". Il Presidente non ha potuto non fare cenno al recente decreto, entrato in vigore il 4 novembre, che ha istituito la mediazione civile: "Il decreto ha luci e ombre: sicuramente il pregio è quello di aver preso in considerazione che l'accesso alla giustizia può e deve essere più agevole, rapido ed economico. Le ombre, invece, sono strettamente connesse all'incertezza rispetto ai costi dell'operazione". Veroli ha lanciato un monito: "La mediazione non deve trasformarsi in un ulteriore grado di giudizio svilendo il fine ultimo dello strumento". A fare da sfondo all'incontro, il rapporto "Consumerism", giunto alla terza edizione, nel quale è tracciata l'evoluzione della normativa a tutela dei consumatori. Il prof. Michele Sandulli, professore di Diritto Commerciale all'Università Roma Tre, ha evidenziato i punti salienti del Rapporto: "Ho definito questa introduzione "Il consumatore, una protezione in progress". Il consumatore è un cittadino per il quale è necessaria una protezione da parte dell'ordinamento nazionale e sovranazionale; il nostro ordinamento sta facendo progressi in questa direzione". Il Professore ha sottolineato come nel periodo preso in considerazione (2009 e inizio 2010) "il legislatore è intervenuto con una serie di atti normativi o spontanei o in attuazione di direttive comunitarie mentre le Autorità garanti hanno manifestato ulteriore sensibilità per i temi che vedono coinvolti i consumatori e la giurisprudenza sia ordinaria che amministrativa ha avuto occasione di pronunciarsi con decisioni significative su temi di interesse consumeristico". Sulle Autorità indipendenti, Sandulli ha precisato: "Esse da una parte assumono una veste regolatoria dove l'indipendenza induce ad assicurare adeguata valutazione della posizione del soggetto più debole del rapporto, in una prospettiva di riequilibrio, e dall'altra, le funzioni di osservatorio del panorama operativo e quindi anche di sollecitazione per il potere legislativo". "Ovviamente la strada è ancora lunga" ha chiosato il Professore sottolineando come ci siano dei settori del mercato ancora privi di un'autorità di regolazione.
La mattinata è proseguita con gli interventi dei presidenti delle Autorità. Corrado Calabrò (Agcom), da un lato ha messo in luce i risultati positivi ("negli ultimi 12 mesi 101 procedimenti sanzionatori aperti ci cui 75 già chiusi") dall'altro ha fatto riferimento a problemi ancora irrisolti: "Mi aspetto un calo molto sensibile delle tariffe di terminazione mobile e quindi, per effetto della concorrenza, dei prezzi finali ai consumatori. Ieri abbiamo esaminato lo schema sulle tariffe di terminazione fissa che ora va in consultazione". Antonio Catricalà (Antitrust) ha toccato il tasto dolente delle assicurazioni rc auto annunciando che "L'Antitrust potrebbe aprire una istruttoria nei confronti di una compagnia assicurativa per mancanza di trasparenza con i consumatori". Nel suo intervento Catricalà ha fatto cenno anche a nodi irrisolti nell'attività dell'Autorità che presiede: "Il potere dell'Autorità deve essere più incisivo, è necessario poter intervenire sul fisiologico e non sul patologico e, infine, rendere sanzionabile il potere di mercato". Vittorio Conti (Consob) si è soffermato su diverse questioni in particolare sulla figura dell'intermediario che per sua natura fa da tramite tra la banca e il consumatore. Secondo Conti " è necessario modificare le politiche di remunerazione e legarle al grado di soddisfazione del cliente". Nello stesso settore, quello bancario, Luigi Donato (Banca d'Italia) ha citato l'attività svolta a tutela dei consumatori affrontata con un "approccio sistemico che ha privilegiato l'analisi". In particolare Donato ha messo in luce l'attività dell'Arbitro Bancario e Finanziario che ad oggi ha ricevuto già 2500 ricorsi. Per Giancarlo Giannini (Isvap) "quello dell'rc auto - ha detto - è considerato il problema principale per entità delle persone coinvolte e per l'entità delle tariffe raggiunta". Giannini ha precisato che nel nostro Paese non è possibile intervenire sul meccanismo di fissazione del prezzo ciononostante "è opportuno intervenire sui fattori esogeni che fanno dell'Italia il paese dove assicurare la propria autovettura costa più che in Francia e Germania". Il Presidente, a questo proposito, ha ricordato che presto, il 1° gennaio 2011, entrerà in vigore la nuova banca dati dei sinistri. Alessandro Ortis (Autorità Energia), infine, quasi alla fine del suo mandato, ha approfittato per "togliersi qualche sassolino dalla scarpa" e ha evidenziato come "sia necessario non giungere al contenzioso per far in modo che le aziende rispettino le decisioni del Garante in materia di tutela dei consumatori".

Passaparola digitale sui regali di Natale: prendervi parte (e intercettarlo) può far sì che la Rete diventi uno strumento per raccogliere idee e consigli da altri consumatori sui prodotti più fashion da regalare, nonché uno strumento per le aziende sui prodotti da privilegiare per i regali natalizi. Da queste premesse parte la ricerca di Nielsen, che ha sviluppato uno studio sul passaparola digitale per analizzare quanto e come si è parlato dei regali lo scorso anno.
Ecco i risultati: "Tra il 15 ovembre 2009 e il 15 gennaio 2010 il word of mouth in rete sui regali ha generato oltre 36 mila conversazioni. I telefoni cellulari e in particolare gli smartphone sono stati i più desiderati e regalati, coinvolgendo il 21% delle conversazioni; il 18% dei messaggi hanno riguardato l'abbigliamento, mentre nel 14% delle discussioni console e videogiochi sono stati valutati come potenziali oggetti da trovare o far trovare sotto l'albero".
Sul versante telefoni cellulari, Apple ha generato il 26% delle conversazioni online, Nokia è stato presente in una conversazione su cinque, Blackberry e HTC sono stati citati in circa il 5% delle conversazioni ciascuno. Vengono discussi online anche console e videogiochi: la PlayStation ha battuto la Wii con il 42% delle conversazioni contro il 34%. E quest'anno? Secondo la ricerca Nielsen, gli oggetti del desiderio saranno i nuovi prodotti Apple iPad e iPhone4 e il nuovo sistema operativo Android che equipaggia HTC, Samsung e LG.


18 e 19 novembre: si svolgerà a Napoli il convegno “Il diritto dei servizi nella realtà giuridica del terzo millennio”, organizzato dall’Università degli studi di Napoli “Parthenope”. Nei primi due panel, in programma il 18 novembre, si parlerà de “Il sistema del diritto dei servizi” e de “L’evoluzione dei servizi nella realtà economica”, mentre la giornata del 19 novembre sarà dedicata alla tavola rotonda “I servizi tra Stato e mercato” alla quale prenderà parte il presidente di Consumers' Forum Sergio Veroli.
In particolare, alla tavola rotonda di venerdì prenderanno parte il prof. Gennaro Ferrara (Università di Napoli Parthenope), Giuseppe Tripoli (Capo Dipartimento per l’Impresa e l’Internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico), Sergio Veroli (Presidente Consumers’ Forum), Mauro Di Marzio (Consigliere Corte di Appello Roma), la Prof.ssa Elda Turco Bulgherini (Università di Roma Tor Vergata), il Prof. Augusto Fantozzi (Università di Roma La Sapienza), Antonio Martusciello (Commissario AGCOM) e Mara Carfagna (Ministro per le Pari Opportunità). Le conclusioni saranno affidate al Prof. Mario Nuzzo (Università di Roma LUISS).
Si legge nella locandina di lancio dell’iniziativa: “La dematerializzazione della ricchezza da un lato e la servizzazione dell’economia dall’altro pongono all’attenzione della civilistica il problema della transizione del codice civile dal ‘diritto delle cose’ al ‘diritto dei servizi’. In questa transizione la civilistica italiana si chiede se la virtù del codice è tale da legittimarne la sopravvivenza nella società dei servizi. È discusso se la decodificazione sia inevitabile o viceversa i giuristi abbiano il dovere di intervenire per l’adattamento del codice civile alla mutata realtà sociale”.

La collaborazione tra le Associazioni dei consumatori e le Regioni si rafforza. Viene riconosciuta l'esperienza dell'incontro annuale Cncu-Regioni che si conferma una strada da sviluppare visti i risultati conseguiti negli anni. "Il Ministero dello Sviluppo Economico, le Regioni e le Province Autonome e le Associazioni dei consumatori - si legge nel documento finale della Sessione programmatica CNCU-Regioni, che si è conclusa oggi ad Orvieto - riconoscono nel federalismo e nella sussidiarietà un'opportunità per assicurare il coinvolgimento e la partecipazione delle Istituzioni nazionali e territoriali e delle Organizzazioni dei consumatori al fine di garantire ai cittadini il miglioramento della qualità dei servizi e la loro tutela".
Con il documento sottoscritto oggi, le Associazioni e le Regioni "si impegnano a continuare nel percorso comune, per assicurare i necessari servizi e sviluppare la concertazione delle iniziative di interesse e di tutela dei consumatori e utenti, ed a reperire, a tal fine, risorse certe ed adeguate. Considera la trasversalità delle tematiche e delle relative tutele, per garantire azioni incisive ed efficaci, evidenziano la necessità di promuovere un sempre maggiore coinvolgimento delle AACC con forme strutturate nelle attività valutative preliminari ai lavori della Conferenza delle Regioni sulle varie materie nonché l'importanza di una fattiva partecipazione delle Regioni e Province autonome alle attività del CNCU".

Si è aperta con il discorso della presidente della Regione Umbria, Katiuscia Marini, la seconda giornata della Sessione Programmatica Cncu-Regioni. La Presidente si è soffermata a lungo sul tema al centro del dibattito che ha animato la giornata di ieri, il federalismo, tracciando i vantaggi e i dubbi che le Regioni nutrono sul decreto. "Sulla bozza di decreto in attuazione della legge 42 nutro alcune preoccupazioni: una riforma così significativa che cambia la forma dello Stato necessita di maggiore coesione istituzionale se davvero il suo obiettivo vuole essere di attuare un federalismo fiscale a misura di cittadino" ha detto Marini sottolineando che la Regione che rappresenta è stata tra quelle che ha condiviso la legge per i principi e le modalità cui si ispira.
La Presidente ha indicato nella maggiore responsabilità nella gestione della cosa pubblica in capo ai governi regionali il principale vantaggio che deriva dal federalismo fiscale ma non ha dimenticato altri obiettivi ugualmente importanti. "Federalismo sì purchè si tratti di individuare una modalità attraverso al quale si aumenti la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica; purchè aumenti la quantità e la qualità dei servizi offerti ai cittadini e purchè si aumenti la responsabilità degli enti locali" ha detto Marini.
Tuttavia accanto a questi pregi, ci sono alcuni pericoli: ad esempio la territorialità si può trasformare in un localismo esasperato; la spinta competitiva, inoltre, se non accompagnata da politiche di omogenizzazione può ingenerare l'aumento di diseguaglianze nell'accesso ai livelli essenziali; infine, il federalismo che nasce in una fase complicata della vita economica e sociale del Paese può penalizzare proprio quegli enti più virtuosi e rendere impossibili alcuni investimenti fondamentali.
Dunque secondo la Presidente è necessario rappresentare al Governo la necessità di chiarire punti e condividere un percorso affinchè il federalismo possa rappresentare davvero un'opportunità. Innanzitutto avere chiari i servizi che si vogliono garantire; quantificare il livello di perequazione ovvero come verrà costituito e funzionerà il fondo perequativo; infine, individuare il sistema di premialità per le Regioni virtuose, viceversa, le sanzioni.

"Il dato principale che emerge dalla ricerca sul federalismo è la spaccatura a metà degli italiani, metà sono molto favorevoli, metà meno favorevoli, una spaccatura dovuta anche a una divisione territoriale: a Sud sono evidentemente più scettici". Ma gli italiani conoscono il federalismo? "No, non lo conoscono, lo conoscono in pochi, si sa il nome ma cosa sia concretamente non si conosce". È quanto afferma Renato Mannheimer, professore all'Università degli Studi Milano Bicocca, che ha presentato oggi la ricerca "Il federalismo secondo gli italiani", nell'ambito della XI Sessione programmatica del CNCU in corso a Orvieto.
Cosa emerge dalla ricerca? Per gli italiani, fra le questioni più importanti che il governo deve affrontare c'è al primo posto il lavoro e l'occupazione con il 40% delle segnalazioni: il federalismo viene molto dopo, segnalato solo nel 3% dei casi. Per il 48% degli italiani l'attuale struttura territoriale "va bene, la si deve solo far funzionare meglio", mentre una percentuale pari al 35% indica che "bisogna attribuire maggiori poteri agli enti locali, soprattutto ai comuni e alle Regioni". Solo il 10% afferma che "occorre realizzare uno stato federale, che dia autonomia e poteri alle attuali Regioni". L'aggregazione delle risposte mette in evidenza la spaccatura a metà del campione: il 48% degli italiani ritiene che l'attuale struttura territoriale va bene e vada solo migliorata, contro un 46% per il quale occorre attribuire maggiori poteri e autonomia alle Regioni.
La divisione emerge sostanzialmente anche dall'atteggiamento generale verso il federalismo: aggregando i "molto favorevoli" (7%) e gli "abbastanza favorevoli" (35%) si ottiene infatti una percentuale pari al 42% di favorevoli, contro il 40% di italiani che manifesta un atteggiamento contrario nei confronti del federalismo (pari alla somma fra il 16% di "molto contrari" e il 24% di "abbastanza contrari").
L'affermazione "il federalismo fiscale è necessario per un migliore sviluppo del Paese" è condivisa dal 55% del campione, mentre il 38% non la condivide. L'affermazione "il federalismo fiscale danneggerà le Regioni del Sud" è condivisa dal 53% del campione contro il 37% che non la condivide. Percentuali simili per l'affermazione "il federalismo fiscale è un altro modo di spendere i soldi dello Stato che potrebbero essere risparmiati o utilizzati per altro", condivisa dal 52% del campione contro il 41% che non la condivide.
Altro giudizio sul quale è stato chiesto l'accordo è l'affermazione "è giusto che i soldi raccolti in una Regione attraverso le tasse vengano poi utilizzati per lo più in quella Regione": d'accordo è il 55% del campione contro il 39% che non condivide. Attenzione però, perché non viene dimenticata la dimensione della solidarietà. All'affermazione "è giusto che i soldi raccolti in una Regione tramite le tasse vengano utilizzati anche per aiutare le altre Regioni più povere" si dichiara d'accordo il 69% degli intervistati, contro un residuo 26% che afferma di non condividere.
Interessante anche la risposta alla domanda se gli italiani siano visti come un popolo o come "un insieme di popoli": ebbene, "più della metà degli intervistati vede gli italiani come un insieme di popoli", una valutazione espressa dal 54% del campione contro il rimanente 46% che considera gli italiani un "popolo unico". In particolare, la considerazione degli italiani come "popolo unico" è espressa da 55-64enni (50%), al crescere del titolo di studio (laureati 51%), da studenti (50%) e pensionati (51%), da chi in politica si sente di sinistra/centro sinistra (52%), dall'elettorato PD (54%). La valutazione sugli italiani come "un insieme di popoli" è invece fatta propria soprattutto da residenti al centro (58%), Imprenditori/liberi professionisti/lavoratori autonomi (58%), casalinghe (60%), persone in cerca di occupazione (66%), da chi in politica si sente di destra (61%) o non si colloca (62%), dall'elettorato della Lega Nord (67%) e dagli astenuti al voto (62%).