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Si chiama Risk Outlook il documento della Consob in cui si analizzano i fenomeni di natura congiunturale e i trend che caratterizzano l'evoluzione dei mercati finanziari. La pubblicazione è disponibile online, sarà pubblicata con cadenza semestrale nei mesi di maggio e novembre di ogni anno, ed è funzionale all'individuazione dei fattori di rischio per il conseguimento degli obiettivi istituzionali della Consob.
Nel quadro generale introduttivo su "La congiuntura e i rischi" sul primo numero del documento, scrive la Consob: "Continuano ad emergere segnali positivi sull'evoluzione del quadro congiunturale nelle principali economie avanzate, seppure con intensità diversa fra aree geografiche, ma la ripresa appare connotata da elementi di fragilità e le prospettive sono ancora incerte. Il fattore di rischio principale per l'evoluzione del ciclo nei paesi avanzati potrebbe essere legato agli effetti delle misure di stabilizzazione della finanza pubblica necessarie per correggere gli squilibri accumulati durante la crisi".

Per il ponte del 1° novembre l'88,6% degli italiani rimarrà a casa, contro l'11,4% che si concederà una breve vacanza. Una percentuale considerata dagli albergatori più che positiva, data l'assenza di ponti che ha caratterizzato il 2010. Si stimano dunque 5,4 milioni di italiani in viaggio, che alimenteranno un giro d'affari complessivo pari a 1,3 miliardi di euro.
In particolare, "la spesa media pro-capite, comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti, si attesterà sui 248 euro. Da ciò un giro d'affari che si attesterà su 1,34 miliardi di euro. Chi resterà in Italia spenderà mediamente 203 euro, rispetto ai 489 euro a persona che verranno spesi da chi sceglierà una vacanza oltre confine. La durata media del soggiorno durante questo ponte del 1° novembre sarà di 3 notti trascorse fuori casa".
È quanto rileva l'indagine di Federalberghi svolta con il supporto dell'Istituto EMG Ricerche. Fra chi parte, la maggioranza (83%) rimarrà in Italia, contro un 15% che si recherà all'estero. Le località più gettonate sono quelle di montagna (38%), seguita da mare, località d'arte, centri di origine nei quali verrà celebrata la festività. Il 57,7% di chi sceglie mete estere andrà in una delle grandi capitali europee.

Si chiama "Assicurarsi informati" il progetto realizzato quest'anno da Adiconsum, ACU, Assoutenti, Casa del Consumatore, CTCU di Bolzano, Lega Consumatori e Unione Nazionale Consumatori, per la tutela del consumatore nel settore delle assicurazioni. Quest'anno le Associazioni si dedicano soprattutto agli studenti delle scuole medie superiori, che sono alle loro prime esperienze con il "problema assicurativo". Le Associazioni organizzeranno incontri presso le scuole dove esperti forniranno strumenti conoscitivi e distribuiranno materiale informativo, tra cui 2 pieghevoli "L'assicurazione auto" e "L'assicurazione del motorino"; apriranno, inoltre, presso le loro sedi Sportelli di consulenza ed assistenza.
"L'esperienza pluridecennale ha, infatti, dimostrato come nei progetti di informazione e prevenzione - si legge in una nota dell'UNC - il canale scuola e la realizzazione di incontri con gruppi target mirati, rende possibile la trasmissione di un nuovo modello di informazione, rivoluzionando il linguaggio e le modalità di presentazione di tematiche poco conosciute o approfondite soprattutto nell'ambito scolastico ottenendo buoni risultati di diffusione e informazione".

La fotografia di una situazione economica che continua a vedere il ristagno dei consumi e una disoccupazione reale maggiore di quella generalmente stimata - perché si aggiungono i cassintegrati, i disoccupati, coloro che non cercano lavoro perché disperano di trovarne uno - è restituita dall'intervento del Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi alla Giornata mondiale del risparmio 2010 che si è celebrata oggi. Draghi ha sottolineato che "la ripresa dell'economia è forte nei paesi emergenti, debole negli Stati Uniti, diseguale nell'area dell'euro".
La recessione ha investito l'economia italiana riportandola nel 2009 ai livelli di nove anni fa. Le prospettive di crescita del Prodotto interno lordo si attestano intorno all'1 per cento. "Oggi i consumi ristagnano - ha detto Draghi nel suo intervento - perché i redditi reali delle famiglie non progrediscono e vi è una diffusa incertezza sul futuro. La condizione del mercato del lavoro è il tema centrale". Ebbene, proprio la situazione del lavoro evidenzia il perdurare della crisi: fra il secondo semestre 2008 e il quarto del 2009, ha detto il Governatore, il numero di occupati in Italia si è ridotto di 560 mila persone, con solo una debole ripresa (più 40 mila) nel primo semestre dell'anno.
Draghi parla di "tasso di sottoutilizzo" per indicare tutta l'area della disoccupazione e sottoccupazione: un tasso che in Italia ammonta all'11%. Spiega il Governatore: "Il tasso di disoccupazione ha raggiunto l'8,5 per cento delle forze di lavoro, fra le quali sono inclusi anche i lavoratori in nero. Per valutare più compiutamente la situazione del mercato del lavoro numerosi organismi statistici, nazionali e internazionali, utilizzano anche altre misure di sottoutilizzo della forza lavoro. Vengono conteggiati, assieme ai disoccupati, i lavoratori assistiti da strumenti quali la CIG, quelli che sarebbero disponibili a lavorare ma non cercano più attivamente un impiego perché disperano di trovarne uno, quelli forzosamente occupati a tempo parziale, pur desiderando un lavoro a tempo pieno. Limitandosi alle prime due fasce, si calcola per l'Italia un tasso di sottoutilizzo superiore all'11 per cento delle persone potenzialmente occupabili, come in Francia, più che nel Regno Unito e in Germania".

Da ieri sono disponibili sul sito del Ministero del Tesoro le linee guida e il modulo di richiesta di sospensione per accedere al Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa. Le domande possono essere presentate in banca a partire dal 15 novembre 2010. E' quanto comunica La Casa del Consumatore che ricorda agli interessati che il Fondo opera nei limiti delle risorse disponibili e sino ad esaurimento delle stesse: "Chi ha necessità si affretti!" avverte l'Associazione. Possono accedere al Fondo coloro che da almeno un anno stanno pagando il mutuo (di importo non superiore a 250.000 euro) per l'acquisto della prima casa, muniti di indicatore ISEE del nucleo familiare non superiore a 30.000 euro.

Insieme per portare l'educazione finanziaria nelle scuole e sui territori. L'iniziativa vede il coinvolgimento di Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio) e Abi (Associazione bancaria italiana) che insieme al supporto del Consorzio PattiChiari metteranno a disposizione delle scuole e dei territori programmi condivisi. È stato infatti firmato oggi il protocollo d'intesa di portata triennale che impegna Acri e Abi a promuovere e divulgare nelle scuole e a livello territoriale programmi di educazione finanziaria concordati insieme. Alla firma erano presenti il presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti, il presidente dell'Abi Giuseppe Mussari e il presidente del Consorzio PattiChiari Filippo Cavazzuti. "L'obiettivo - si legge nella presentazione dell'iniziativa - è di offrire agli studenti e ai loro insegnanti informazioni utili ad acquisire una maggiore consapevolezza nella gestione delle risorse economiche, ma anche coinvolgere le comunità locali in programmi di educazione finanziaria rivolti agli adulti. Sembra essercene, infatti, crescente bisogno: l'Italia è agli ultimi posti per alfabetizzazione finanziaria e il livello medio di cultura in questo campo, in una scala da 1 a 10, è pari a 4,3 punti".

Gli italiani si confermano un popolo di risparmiatori ma, in una crisi economica che giudicano sempre più grave e sempre più lontana dalla soluzione, un quarto delle famiglie, pari al 26%, si trovano in "saldo negativo" di risparmio: deve cioè ricorrere a prestiti, bancari e non (7%) oppure intaccare il risparmio accumulato nel passato (19%) per tirare avanti. Per il resto si attendono tempi migliori e si conferma una forte propensione al risparmio: il numero di chi riesce a risparmiare si mantiene costante rispetto agli anni passati e si attesta al 36% delle famiglie, mentre il 37% consuma tutto quello che guadagna. Le famiglie preferiscono la liquidità, se devono investire guardano al mattone, hanno ridotto i consumi (tengono solo quelli per la casa e nella casa, come alimentari o telefonia) e non vogliono che i tagli alla spesa investano sanità, scuola, università e ricerca, pensioni.
Sono alcuni dei dati che emergono dall'indagine delle Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio) realizzata da Ipsos in vista della Giornata mondiale del risparmio che, giunta alla 86a edizione, si svolgerà domani. Il focus della ricerca di quest'anno riguarda "rigore e sviluppo": ebbene, i dati del sondaggio indicano che rispetto alla spesa pubblica, il 47% ritiene che i tagli inibiscano la crescita economica, mentre il 39% ritiene che la possano aiutare. "Se proprio dovessero razionalizzare la spesa pubblica - rileva l'indagine - i cittadini italiani non taglierebbero mai: sanità (53% di citazioni), scuola, università e ricerca (34%), pensioni (33%); e se fossero proprio costretti a scegliere sacrificherebbero la difesa (il 45% di citazioni), le spese per la giustizia (19%), la protezione dell'ambiente (18%)". E per lo sviluppo del Paese il 48% indica che è fondamentale ridurre l'evasione fiscale, seguito a distanza (23%) dalla riduzione delle tasse a cittadini e imprese.
Le famiglie preferiscono la liquidità (68% contro il 62% dello scorso anno) e, se devono o possono investire, il mattone è segnalato come investimento ideale dal 58% degli intervistati (era il 52% l'anno scorso).
Capitolo consumi: tornano a frenare, specialmente per le famiglie in crisi o che stanno affrontando delle difficoltà. In particolare, in miglioramento sono solo il 6% delle famiglie - una famiglia su 17 contro una famiglia su 9 del 2006. Nel 2010, il 47% delle famiglie è riuscita a mantenere il proprio standard di vita solo con fatica (erano il 43% nel 2009); è costante il numero di coloro che ritengono peggiorato il proprio stile di vita (18%) e il numero di chi riesce a mantenere il proprio tenore di vita abbastanza facilmente (29%). La crisi nei consumi, che negli ultimi anni si sono ridotti, ha riguardato soprattutto il fuori casa, dunque bar, ristoranti, cinema, viaggi, teatro; ha intaccato l'abbigliamento e la cura della persona; sono statiche le spese per l'elettronica; stabili le spese per la telefonia e per la casa, in campo alimentare e non.

E' stato firmato l'accordo fra Trenitalia e Meridiana fly per l'intermodalità fra treno e aereo, che sarà possibile dal primo novembre. L'Alta velocità sarà infatti partner della compagnia aerea: è stata siglata oggi l'intesa che prevede l'inserimento della rotta Milano-Roma nel Carnet Multifly di Meridiana fly.
"Nel contratto sono state definite cinque tipologie di Carnet Multifly da 12 tagliandi tra aereo e treno, che prevedono da un minimo di quattro, a un massimo di 8 tagliandi treno per ogni tipologia di carnet. Il Carnet Multifly - spiega una nota di Trenitalia - avrà una durata di 18 mesi, dalla data dell'acquisto, e costerà 2000 euro. Anche viaggiando con Trenitalia si manterranno le stesse caratteristiche dell'offerta Meridiana fly. Saranno cioè illimitati i cambi di prenotazione, fino alla partenza; un solo cambio consentito nelle 24 ore successive. Sarà inoltre possibile utilizzare il call center Meridiana fly e tutti i canali di vendita di Trenitalia".

Un contributo statale, un call center e un tour nelle città del Nord Italia interessate al passaggio al digitale terrestre: sono le iniziative del Ministero dello Sviluppo Economico, che intende in questo modo "agevolare lo switch off e aiutare i cittadini a familiarizzare con la nuova tecnologia". Il passaggio al digitale nel Nord Italia è partito ieri in 20 comuni della provincia di Vercelli, proseguirà poi in Piemonte orientale, in Lombardia, in Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Annuncia il Ministero in una nota: "È stato disposto un contributo statale, dell'importo di 50 euro, per l'acquisto di un decoder digitale interattivo, per i cittadini in regola con l'abbonamento RAI, reddito pari o inferiore a 10 mila euro e età pari o superiore a 65 anni, utilizzabile presso tutti i rivenditori che aderiscono all'iniziativa (202 in Piemonte, 158 in Lombardia e 55 in Emilia Romagna). Ai cittadini basterà fornire il codice fiscale al rivenditore che, in via telematica, provvederà a verificare il possesso dei requisiti richiesti (residenza, reddito, età, abbonamento Rai) e a concedere lo sconto. È inoltre attivo un call center gratuito del Ministero (numero verde 800.022.000, dal lunedì al sabato) per fornire ogni informazione sul passaggio, incluse le procedure di sintonizzazione dei decoder. Tutte le informazioni, con l'elenco dei modelli di apparecchi testati (109 decoder interattivi, 34 decoder non interattivi e 501 televisori integrati) sono inoltre disponibili sul sito www.decoder.comunicazioni.it".
C'è inoltre il "road show" del Ministero nei capoluoghi di provincia, con la presenza di un furgone con personale specializzato che illustrerà come sintonizzare i programmi e darà informazioni sui requisiti per ottenere il contributo statale. La mascotte del tour è "Nando il telecomando", "che accompagnerà - informa il MSE - l'intero passaggio alla tv digitale, dalla tv al manifesto, dalla stampa alla radio, fino a diventare un personaggio vero e proprio del road show". L'appuntamento è oggi a Biella, domani ad Asti, il 28 ottobre a Vercelli e il 29 ottobre a Novara.

La Camera di Commercio di Verona rinnova l'iniziativa per promuovere la conciliazione e lancia un mese di conciliazioni gratuite: ci sarà "totale gratuità per le parti di tutte le conciliazioni attivate dal 18 ottobre al 18 novembre 2010, per tutte le tipologie di controversie fino a 50.000 euro di valore e indipendentemente dall'esito dell'incontro (positivo o negativo): tutti i costi relativi (dalle eventuali spese di avvio della procedura, se dovute per legge, al costo del conciliatore) saranno sostenuti dalla Camera di Commercio". Per informazioni si può contattare lo Sportello di Conciliazione (e-mail:

Creare un nuovo assetto dei servizi pubblici locali fondato sulla concorrenza nella regolazione e sull'utilizzo più efficiente delle risorse pubbliche. E' questo l'obiettivo principale del Protocollo d'Intesa siglato oggi tra Confservizi e Acu, Adiconsum, Altroconumo, Assoutenti, Adoc, Adusbef, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, Unione Nazionale Consumatori.
Grazie al Protocollo, Confservizi e le Associazioni dei Consumatori adotteranno le iniziative più opportune da adottarsi per garantire la piena attuazione di quanto previsto dalla Legge Finanziaria del 2008: carta della qualità dei servizi, consultazione obbligatoria delle Associazioni dei Consumatori, verifica periodica dell'adeguatezza dei parametri quantitativi e qualitativi del servizio; sistema di monitoraggio permanente, sessione annuale di verifica del funzionamento dei servizi tra ente locale, gestori dei servizi ed Associazioni dei Consumatori.
Confservizi e le Associazioni dei Consumatori firmatarie si impegnano anche a promuovere la costituzione di tavoli permanenti di confronto, oltre uno nazionale di coordinamento nonché verificare la fattibilità del ricorso a strumenti e procedure di conciliazione extragiudiziale nei settori che ne sono sprovvisti.

I bambini cominciano a navigare in Internet sempre prima: in Europa l'età media per iniziare ad usare la rete si abbassa a 7 anni. Certo i nordici sono più precoci dei bambini italiani, greci, portoghesi e austriaci. Al di là del Paese d'appartenenza, la metà dei piccoli internauti passa sul web circa un'ora e mezza al giorno. I più attivi sono, però, i ragazzini tra i 15 e i 16 anni: il 77% di essi si connette tutti i giorni. Ma se da un lato la rete cattura bambini sempre più piccoli, i contenuti del web non sono ancora realmente adatti a quest'età: solo un bambino su 3, tra i 9 e i 12 anni, ritiene che on-line ci siano "cose buone per quelli della sua età".
E' quanto emerge da un sondaggio pan-europeo, l'EUKidsOnline, pubblicato oggi dalla Commissione Europea che ha lanciato lo "European Award for Best Children's Online Content" (premio europeo per il miglior contenuto on-line per ragazzi), aperto ai produttori di contenuti on-line e suddiviso in 2 categorie: per giovani compresi tra i 12 e i 17 anni e per adulti.
Dal sondaggio risulta un'altra realtà significativa: i giovani si connettono soprattutto da casa (l'85%). La scuola è al secondo posto, con il 63% degli intervistati che dichiara di aver accesso alla rete da scuola. Un terzo dei ragazzi si connette già dal proprio telefonino o da un altro dispositivo portatile. I motivi principali per cui i ragazzi utilizzano Internet sono: fare i compiti (84%), per guardare video (83%), per giocare (74%) o per chattare tramite servizi di messaggeria istantanea (61%).
L'alfabetizzazione digitale è ancora scarsa: sebbene gli adulti reputino i giovani "figli dell'era digitale", la metà dei più piccoli non conosce i rudimenti in materia di sicurezza su Internet, come ad esempio configurare le impostazioni di privacy o bloccare i contatti indesiderati.
E poi c'è il rischio della dipendenza: il 30% dei giovani tra gli 11 e i 16 anni ha già presentato sintomi legati ad un uso eccessivo di Internet, quali navigare senza una vera motivazione, passare meno tempo con gli amici, la famiglia o a fare i compiti a causa delle ore spese on-line, o ancora innervosirsi per il fatto di non potersi collegare.

Sono gli investimenti, i servizi immobiliari e quelli di accesso a Internet i mercati di cui i consumatori europei si fidano di meno. Tra i beni di consumo, quelli che riscuotono meno successo sono le automobili d'occasione, l'abbigliamento e le calzature e i prodotti della carne. I mercati più apprezzati dai consumatori sono, invece, quelli dei "Libri, riviste e giornali" e i "Servizi culturali e ricreativi". Alti in classifica i servizi aerei, che piacciono ai consumatori molto di più degli altri servizi di trasporto.
E' quanto emerge dal Quadro di valutazione di autunno 2010 dei mercati dei beni di consumo, pubblicato oggi dalla Commissione Europea. Il Quadro di valutazione classifica i mercati al consumo in base a criteri di comparabilità, fiducia e soddisfazione dei consumatori, problemi o reclami, facilità di cambiare fornitori, stabilità dei prezzi, eccetera; mira ad individuare i mercati che presentano i rischi maggiori di funzionamento difettoso, per poterli studiare, analizzarne a fondo i problemi e proporre correttivi. Per la prima volta, quest'anno, il Quadro ha raccolto dati relativi a 50 mercati di beni di consumo diversi che, in totale, rappresentano oltre il 60% del bilancio delle famiglie: dai prodotti alimentari agli elettrodomestici alle riparazioni meccaniche, in tutti i paesi della UE.
Per quanto riguarda la facilità nella comparazione di beni e servizi, i settori in cui i consumatori incontrano particolari difficoltà sono: servizi bancari, telecomunicazioni, reti di alimentazione (acqua, gas, elettricità), servizi immobiliari e giuridici (anche di contabilità e notariato). Libri, riviste e giornali hanno la comparabilità migliore. Gli investimenti, pensioni e titoli, automobili usate e servizi immobiliari sono percepiti dai consumatori come i mercati i cui dettaglianti rispettano meno le norme a tutela dei consumatori.
I mercati verso cui i cittadini sperimentano i maggiori problemi e reclami sono quelli di accesso a Internet, dei trasporti ferroviari, dei servizi immobiliari e degli investimenti, pensioni e titoli. Quelli che registrano il maggior numero di reclami sono telefonia mobile, accesso a Internet, automobili nuove e conti correnti bancari. Rispetto alla soddisfazione e alle attese complessive, il 57% dei consumatori europei ritiene che i mercati forniscano prestazioni soddisfacenti.
Capitolo prezzi: per i consumatori, il prezzo è uno dei principali criteri di acquisto e forti differenze di prezzo nel mercato unico possono essere segno di frammentazione. In genere, le differenze tra i prezzi dei servizi sono molto più ampie di quelle tra i prezzi dei beni di consumo; le differenze maggiori si riscontrano tra i conti correnti bancari e tra servizi d'accesso a Internet.

La scarsità di infrastrutture di trasporto e stoccaggio del gas naturale rende problematico l'avvicinarsi dell'inverno e, se il gasdotto Transitgas rimarrà ancora fuori servizio, la disponibilità di gas sarà appena sufficiente a coprire le necessità in caso di freddo eccezionale. La qualità tecnica dei servizi elettrici e dei servizi gas segnala miglioramenti. Per l'immediato futuro, invece, si prospetta una situazione in cui è a rischio l'indipendenza dell'Autorità. Sono le principali argomentazioni di Alessandro Ortis, presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, che ha presentato l'Indagine conoscitiva sulla strategia elettrica nazionale in audizione presso la X Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato della Repubblica.
Sul versante del gas, l'Italia sconta alla vigilia dell'inverno "una situazione di problematicità a causa della scarsità di infrastrutture di trasporto e stoccaggio del gas naturale". I tempi di ripristino del gasdotto Transitgas, interrotto da luglio, sono incerti: se questo rimarrà fuori servizio anche nella seconda parte dell'inverno, ha detto Ortis, "la disponibilità di punta sarebbe appena sufficiente a far fronte al picco potenziale del prelievo giornaliero in caso di freddo eccezionale. Questo, naturalmente, al netto di qualsiasi altro inconveniente sulle rimanenti infrastrutture di approvvigionamento".
Tracciando il quadro del mercato al dettaglio, Ortis ha evidenziato che la liberalizzazione del mercato del gas naturale ha avuto risultati ancora limitati: "le reali possibilità per i clienti finali, in particolare quelli domestici, di scegliere tra offerte di fornitura competitiva rimane limitata; a riprova, si consideri che solo poco più del 7% dei clienti finali aveva cambiato fornitore al termine dello scorso anno". Migliore invece il bilancio del mercato dell'energia elettrica, dove "le percentuali di clienti finali nel mercato libero al 30 giugno 2010, pari a più dell'11% per i clienti domestici e oltre un terzo dei clienti industriali, mostrano comunque un buon grado di apertura nel mercato della vendita al dettaglio, allineato a quelli dei mercati europei più sviluppati e molto superiori a quelli riscontrabili nel mercato del gas naturale".