News
Appuntamento domani e dopodomani per il congresso nazionale di Assoutenti, che si svolge sul tema "Servizi pubblici: prospettive del servizio universale e del mercato". I trasporti, l'istruzione, la sanità, i rifiuti, sono soltanto alcuni dei servizi pubblici garantiti, per la maggior parte, dal servizio universale. Queste garanzie vengono messe sempre di più in pericolo; per questo Assoutenti ha deciso di dedicare il suo Congresso nazionale, che si svolge domani e dopodomani a Roma, al servizio universale e alle sue prospettive nel mercato di oggi.
Spiega il presidente di Assoutenti, Mario Finzi: "Il trasporto regionale è uno dei servizi che è stato messo più in discussione, verso il quale lo Stato ha ridotto le risorse. Poi c'è il settore dei servizi idrici dove i prezzi sono aumentati mentre non è migliorata la qualità. Ma c'è da fare anche un altro importante ragionamento sulla dinamica del servizio universale: quei servizi che fin'ora sono stati erogati in regime di servizio universale sono sempre attuali? Cioè è giusto spendere i soldi del contribuente per la spedizione delle cartoline postali o per le cabine telefoniche pubbliche, che fanno parte del servizio universale? Probabilmente no. In questi casi, forse, la misura dell'intervento potrebbe essere rimodulata a favore di altri servizi che man mano diventano più attuali, come la banda larga che oggi serve ai cittadini e alle imprese, mentre in Italia c'è un drammatico digital divide. Quindi da una parte c'è l'esigenza di conservare il principio del servizio universale, dall'altra si può ripensare cosa mantenere e cosa può essere affievolito a favore di altri servizi più attuali. Ci sono poi grossi comparti di servizio universale che hanno bisogno di essere presidiati con grande attenzione. Pensiamo al servizio sanitario nazionale, che è tutto servizio universale: i livelli di prestazioni sono fermi al 2001, mentre la situazione da allora sicuramente è cambiata, in termini di terapie, di capacità diagnostiche eccetera. Poi c'è il settore dell'istruzione, che viene erogata in termini di servizio universale: lo Stato ci mette sempre meno risorse e i livelli qualitativi scendono. Questo è un vulnus grave. Il dibattito sul servizio universale è aperto e le Associazioni dei consumatori devono essere protagoniste del dialogo".

Si conclude oggi il workshop nazionale sulla conciliazione paritetica che si sta svolgendo dal 30 novembre a Bari. Al corso di formazione per risolvere preventivamente in via stragiudiziale le eventuali controversie tra la clientela e Trenitalia, partecipano i delegati pugliesi delle Associazioni dei Consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codici, Confcosnumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori).
Avviata in via sperimentale lo scorso anno per i clienti della tratta Milano - Napoli, la conciliazione paritetica è frutto di un accordo tra Trenitalia e le tredici principali Associazioni nazionali dei Consumatori che hanno aderito al Protocollo di Conciliazione Paritetica. La procedura riguarda i reclami rivolti a Trenitalia per i quali il cliente abbia ricevuto una risposta che ritiene insoddisfacente. Le singole domande vengono sottoposte all'esame di un'apposita commissione formata da un conciliatore di Trenitalia e da un conciliatore di una delle Associazioni di Consumatori firmatarie dell'accordo.
Lo strumento di conciliazione oggi è esteso a tutti i treni a mercato (ES Fast, ES, ES City e gran parte degli Intercity). Restano al momento escluse dalla procedura le controversie che riguardano i treni a lunga percorrenza inseriti nel Contratto di Servizio con lo Stato (Espressi e Treni Notte) e i convogli regionali, anch'essi sotto specifico Contratto di Servizio con le Regioni.

Per la sicurezza stradale, contro la guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti, per l'aumento dei controlli sui mezzi pesanti, per sensibilizzare sui pericoli della guida rischiosa: con questi obiettivi Fondazione ANIA per la sicurezza stradale e Ministero dell'Interno hanno firmato oggi un nuovo patto, un protocollo d'intesa sottoscritto dal Ministro dell'Interno Roberto Maroni e dal presidente della Fondazione ANIA Sandro Salvati, per aumentare i controlli sulle strade.
Le Forze dell'Ordine saranno dotate di strumenti tecnologicamente avanzati per verificare l'assunzione di alcol e droghe da parte dei guidatori e il rispetto della normativa sui tempi di guida e di riposo da parte degli autotrasportatori. La Fondazione ANIA, in accordo con il Ministero dell'Interno, doterà infatti le Forze dell'Ordine di 150 precursori digitali per l'alcol e di 20 postazioni complete Police Controller per l'attività di controllo sui mezzi pesanti.
L'assunzione di alcol e droga da parte degli automobilisti e la stanchezza sono tra le principali cause degli incidenti stradali più gravi che si verificano sulle strade. Secondo una stima dell'Istituto Superiore di Sanità, gli incidenti provocati da conducenti in stato psicofisico alterato da alcol e droga corrispondono al 30% del totale dei sinistri che avvengono in Italia.

La vacanza di Natale sarà soprattutto quella del fine settimana. A casa rimarrà il 49% degli italiani, percentuale in crescita del 2% rispetto all'anno scorso, e la spesa media affrontata da chi parte sarà inferiore ai 700 euro a persona (compreso vitto e alloggio), mentre solo una minoranza del 3% si potrà permettere una vacanza con una spesa procapite di più di mille euro. Sono alcuni dei dati che emergono dalla rilevazione dell'Adoc sulle prossime vacanze di Natale.
Commenta il presidente dell'associazione Carlo Pileri: "Ben il 49% degli italiani passerà le feste natalizie tra le mura domestiche, praticamente uno su due. Sarà il Natale della vacanza-weekend, data la riduzione dei giorni a disposizione per le vacanza a causa del carovita, il 22% dei partenti potrà godersi solo un weekend in Italia, il 18% opterà per l'estero. E' significativo, al contrario, il calo drastico dei soggiorni di una settimana o più (-2%) in Italia. La settimana di vacanza è ormai una chimera per la maggior parte degli italiani".
Le mete preferite da chi parte sono le località di montagna (61%) seguite a distanza da città d'arte e capitali europee (18%), da località di campagna e collina (17%) e da località di mare (5%). Le mete di campagna segnalano un aumento delle preferenze del 3% rispetto allo scorso anno trainato soprattutto dalla presenza di spa, terme e agriturismi, anch'essi in rialzo del 3%.
La spesa media a persona sarà, per il 54% di chi viaggia, intorno a 700 euro. Il 30% spenderà intorno ai 400 euro; il 13% salirà nel budget a meno di mille euro; solo il 3% potrà permettersi una vacanza con una spesa media procapite di più di mille euro. Questo dato, aggiunge Pileri, viene confermato "dall'aumento degli acquisti low cost, metodo di viaggio scelto dal 38% dei partenti, e last minute, scelto dal 21%. La struttura ricettiva preferita rimane l'albergo, incalzato dall'agriturismo, luogo prediletto dal 21% dei viaggiatori e dai bed&breakfast, soluzione ottimale soprattutto per i più giovani".

L'Italia fa acqua e non solo in senso metaforico: le tariffe sono aumentate, ci sono forti differenze tariffarie da Comune a Comune, gli acquedotti continuano a perdere e la morosità si sta accentuando. La fotografia dello stato del servizio idrico in Italia è restituita da un'indagine Federconsumatori-Creef (Centro ricerche economiche, educazione, formazione) presentata oggi a Roma nell'ambito del convegno "Le politiche tariffarie di investimento e qualità nel servizio idrico integrato, i nuovi scenari con la Legge Ronchi 135/09 e le iniziative referendarie e legislative".
A illustrare dettagliatamente lo stato delle acque in Italia è Mauro Zanini, vicepresidente Federconsumatori Nazionale: "Fino al 2003 c'è stato un aumento delle tariffe meno forte rispetto agli ultimi sei anni: la curva degli aumenti tende a crescere dal 2006 in poi. Negli ultimi sei anni la spesa annua di una famiglia media è aumentata di tre volte rispetto al tasso di inflazione. La spesa media del 2010 per un consumo di 200 m3 è di 285 euro ma con forti differenze regionali. La morosità si sta accentuando a causa della recessione".
Un passo indietro per analizzare nel dettaglio i dati dell'indagine. Dal 2003 si registrano aumenti medi annui per consumo domestico di 200 m3 l'anno per utenza che variano da più 5,15% del 2003 all'attuale 6,2% del 2010: "Il doppio se lo guardiamo nel decennio 1998-2010 del tasso di inflazione medio degli ultimi 12 anni e 3 volte circa il tasso di inflazione se lo guardiamo rispetto agli ultimi 6 anni".
Città che vai, tariffa che trovi: è sempre più vero e le differenze tariffarie sono estremamente rilevanti: "Dai dati fornitici dalle 72 città campione dell' 8° Indagine Nazionale sulle tariffe del servizio idrico nazionale della Federconsumatori - rileva l'indagine - emerge che per un consumo annuo pari a 200 m3 l'utente domestico paga mediamente 285,37 € all'anno il che significa che il servizio idrico integrato, cioè l'insieme dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione più l'IVA costa mediamente € 1,43 a m3 di acqua misurata. Naturalmente la media nasconde realtà significativamente diverse; infatti a Milano la bolletta annua è di € 107,79 (0,54 € a m3), a Lecco è di € 121,19 (0,61 € a m3), a Lodi € 168,06 (0,84 € a m3), mentre a Firenze si spende per la stessa quantità di acqua 447,23 € (2,24 € al m3), seguita da Arezzo in cui si spende 435,85 € (2,18 € a m3) e Livorno € 412,87 (2,06 € a m3)". La città meno cara è Milano, quella più costosa Firenze che in pratica ha una bolletta superiore di più di quattro volte.
Le tariffe sociali esistono: su 51 ATO, 39 segnalano l'esistenza di agevolazioni (76% del campione) basate soprattutto sull'Isee, anche se la soglia di reddito al di sotto della quale si possono ottenere varia notevolmente nelle diverse città, da quella più bassa prevista a Parma, Matera e Potenza (dove per ottenere l'agevolazione è necessario avere un indicatore Isee inferiore a 5.000 €) a Grosseto dove serve un Isee inferiore a 11.778 €. Le tipologie di agevolazione riguardano soprattutto famiglie a basso reddito (87% del campione) e famiglie numerose (61%).
Un dato che desta particolare preoccupazione è quello della morosità che, afferma Zanini, "si sta accentuando a causa della recessione". L'ultimo dati disponibile risale al 2008 (fornito da Con.Vi.Ri, Commissione nazionale di vigilanza sulle risorse idriche) ed evidenzia che il 20% delle bollette del servizio idrico è pagato in ritardo rispetto ai tempi di scadenza indicati. Ma la recessione sta aumentando le difficoltà delle famiglie e quindi il dato va rivisto al rialzo.

La Commissione europea ha aperto un'inchiesta contro Google per abuso di posizione dominante nel settore della ricerca on line. L'apertura della procedura fa seguito alle denunce di diversi fornitori di servizi di ricerca on line, secondo i quali i loro servizi sarebbero stati penalizzati nei risultati di ricerca a pagamento e gratuita di Google. Secondo le denunce, inoltre, Google avrebbe favorito i propri servizi. L'avvio del procedimento non vuol dire che la Commissione abbia la prova dell'esistenza di un reato; essa condurrà un'indagine approfondita su questo tema.

“Da oggi anche grazie alla collaborazione delle Associazioni dei Consumatori la nostra Società è ancora più vicina agli utenti. La conciliazione paritetica, infatti, permette di intercettare soluzioni che possano diminuire la distanza che spesso si frappone tra azienda e cittadino”: è quanto ha detto il presidente di Acquedotto Lucano, Egidio N. Mitidieri, dopo il seminario per la formazione dei conciliatori promosso nei giorni scorsi da Consumers’ Forum. Obiettivo degli incontri, che si sono svolti il 25 e il 26 novembre, è quello di formare persone titolate a sedere al tavolo di conciliazione nelle eventuali controversie fra utenti e Acquedotto Lucano.
I partecipanti al seminario, 15 delegati in rappresentanza di Acquedotto Lucano e 24 delegati in rappresentanza delle 13 Associazioni dei Consumatori riconosciute della Basilicata, saranno inseriti nell’elenco dei conciliatori a disposizione delle parti. “A tenere il corso è stata Consumers’ Forum – ha detto il direttore commerciale di Acquedotto Lucano, Eduardo L’Episcopia – un’associazione che può vantare docenti e soci di fama nazionale e che da anni è impegnata nella ricerca di soluzioni per le controversie tra consumatori ed aziende”.
Alla conciliazione paritetica potrà accedere, gratuitamente, chi, dopo aver inoltrato reclamo motivato entro la data di scadenza della fattura, non ha ricevuto risposta nei termini o ha ricevuto una risposta che ritiene insoddisfacente. Acquedotto Lucano e le Associazioni dei Consumatori hanno previsto incontri per informare i cittadini sull’istituto della conciliazione. Il regolamento e la domanda di conciliazione saranno pubblicate sul sito internet dell’azienda.



"Vorremmo che l'etica fosse la nuova protagonista della nostra vita economica, ma abbiamo bisogno di un'etica amica del consumatore". Con queste parole Massimiliano Dona, Segretario Generale dell'Unione Nazionale Consumatori, ha introdotto la giornata di premiazione del Premio Vincenzo Dona, che si è tenuta oggi a Roma. Il tema dell'etica è stato affrontato da rappresentanti del mondo accademico, dell'industria e del mondo bancario, sotto tutti i punti di vista. "Cosa si aspettano i consumatori dalle imprese? Al di là della legalità e del rispetto delle regole - spiega Dona - i consumatori si aspettano prima di tutto educazione e rispetto".
Illuminante è stata la lettura fornita da Stefano Zamagni, Professore di Economia Politica dell'Università di Bologna, considerato il padre del no profit italiano. Secondo il Prof. Zamagni "ancora oggi è in atto una transizione dalla società dei consumi a quella dei consumatori". La prima vedeva nel consumo un mezzo per raggiungere l'accumulazione: l'offerta crea la domanda, il consumatore è passivo e non c'è varietà di beni poiché essa è contraria all'economia di scala. Il paradigmatica di questa società di consumi è la frase di fordiana memoria "i miei clienti possono chiedermi qualsiasi colore per la macchina, purché sia nero".
Poi sono arrivati Adam Smith e John Stuart Mill, i quali hanno iniziato ad utilizzare l'espressione "sovranità dei consumatori". Ma è al discorso del 1962 del Presidente degli Stati Uniti, John Kennedy, che si fa risalire la nascita del consumerismo che pensa al consumatore non più come un cliente ma come un cittadino, un soggetto, cioè, che usa la sua libertà di scelta e il suo potere d'acquisto per mandare messaggi al mondo della produzione e della politica.
Oggi, però, il consumatore si trova in mezzo a due versioni della società dei consumatori: la società low cost che si basa sul "consumare di più e pagare di meno" e quella del "consumare meglio per essere più felici". La prima punta soltanto ad abbassare i costi di produzione (nonché il salario dei lavoratori e i diritti sociali) per aumentare i livelli dei consumi; questo tipo di società crea nel cittadino un conflitto intrapersonale poiché esso è da una parte lavoratore, che vorrebbe avere un giusto salario, dall'altra è un consumatore che vorrebbe spendere di meno.
Questo dilemma etico si risolve nella seconda versione della società dei consumatori: quella che mette in equilibrio la dimensione acquisitiva dell'attività del consumo, con quella espressiva, con cui ogni individuo tende ad esprimere la propria identità. Per realizzare questo tipo di società c'è bisogno di un'educazione e una civilizzazione del mercato.
Il Presidente dell'Università Bocconi di Milano, Mario Monti, ha sottolineato l'importanza di una politica di tutela del consumatore, anche in un momento di crisi economica. "Anzi - ha spiegato Monti - in un periodo di crisi la tutela dei consumatori non deve avere complessi di inferiorità, ma deve sentirsi protagonista dell'unica via d'uscita dalla crisi che è quella della crescita economica".
"Ma i consumatori, da parte loro, sono attenti al rispetto della concorrenza e dei propri diritti?" "Purtroppo - ha risposto Antonio Catricalà, Presidente dell'Antitrust - il concetto di concorrenza fatica ancora ad entrare nella cultura delle famiglie italiane".
"Per risolvere i problemi dal punto di vista politico - ha detto Stefano Saglia, Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico e Presidente del Consiglio Nazionale Consumatori Utenti - non possiamo mettere sempre un controllore. Le regole ci sono, ma ci vuole una consapevolezza diffusa del loro rispetto, ci vogliono sanzioni più rigorose, una liberalizzazione regolata, con norme chiare e autorità indipendenti che sanzionano. Oggi - ha concluso Saglia - in Italia, etica vuol dire essenzialmente sviluppo e lavoro".

L'educazione finanziaria è un magma di iniziative diverse che ruota soprattutto intorno a due figure: le banche e i giovani. Sono soprattutto gli istituti bancari a promuovere interventi di educazione finanziaria e il target individuato è composto prevalentemente da un pubblico giovanile, da studenti di scuola superiore e media. L'obiettivo principale è colmare l'asimmetria informativa che si ha nei confronti della banca e questo si traduce nella divulgazione di nozioni finanziarie di base, di informazioni che dovrebbero aiutare ad agire e migliorare i comportamenti finanziari delle persone. La didattica è quella tradizionale, il web è poco presente, effettuare il monitoraggio dell'efficacia delle iniziative realizzate è oggettivamente difficile. Ma le iniziative sono appunto molteplici e gli spunti notevoli, anche se sullo sfondo rimane una domanda: cosa è e da chi deve essere veicolata l'educazione finanziaria. È quanto emerge da un seminario nel quale è stata presentata la ricerca "Le esperienze di educazione finanziaria. Indagine sulla realtà italiana nel contesto internazionale", realizzata dalla Fondazione Rosselli con il contributo del Consorzio PattiChiari.
Ii numeri: dall'indagine condotta su diversi enti emerge la prevalenza delle banche (87,5%) nello svolgimento di programmi di educazione finanziaria. La ricerca scatta una fotografia di diverse iniziative, fra le tante presenti in Italia. Sono stati coinvolti circa 85 mila studenti dal 2004 e più di 13 mila alunni, 41 banche, 58 città, 261 scuole solo nell'anno scolastico 2009/2010 per quanto riguarda i programmi realizzati e distribuiti da PattiChiari.
Ci sono poi i risultati del programma "Guadagniamo il futuro/Open Mind" di UniCredit Banca insieme ad Adiconsum, Federconsumatori e Movimento Difesa del Cittadino, che ha coinvolto 2000 studenti, in 70 incontri, per 400 ore di formazione, in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia.
Ancora: a partire dal 2008 il progetto "Cultura finanziaria a scuola: prepararsi a scegliere" di Intesa SanPaolo e Osservatorio Permanente dei Giovani Editori ha coinvolto 4 mila studenti e più di 1700 docenti. Sono circa 8500 gli studenti di più di 250 scuole rientrati nel programma "Educazione finanziaria: Conoscere per decidere" della Banca d'Italia insieme al Miur. E circa 13 mila i partecipanti fra 15 e over 75 anni, a partire dal 2009, coinvolti nel programma "EduCare" di BNL-BNP Paribas.
Oltre ai numeri, altre indicazioni su tali attività fanno emergere come i soggetti coinvolti siano soprattutto un pubblico di giovani e studenti di scuola superiore e media. I programmi di educazione finanziaria - rileva l'indagine - sono stati strutturati con l'obiettivo formativo di migliorare la capacità di attivarsi per risolvere i problemi (40%), la capacità di risparmiare (36%), la capacità di pianificazione a lungo termine (35%), meno la conoscenza delle principali forme e strumenti di risparmio (31%). Le iniziative portate avanti hanno ragionato soprattutto nei termini di "riduzione dell'asimmetria informativa", privilegiando dunque la diffusione di nozioni finanziarie di base (84%) e quella di strumenti per la migliore comprensione di servizi e prodotti finanziari (59%) piuttosto che la capacità di fornire indicazioni sui comportamenti di consumo per un'autonomia di azione in campo economico e finanziario. La didattica adottata è soprattutto tradizionale, con lezioni e incontri di persona e diffusione di materiale cartaceo, mentre l'uso delle nuove tecnologie è molto ridotto.

"Etica delle imprese e diritti dei consumatori" è il tema del Premio Dona di quest'anno, organizzato dall'Unione Nazionale Consumatori per ricordare il suo fondatore, riconosciuto anche come il padre del movimento consumerista italiano. L'edizione 2010 partirà da una domanda: "Chi è senza peccato?". Spiega il segretario nazionale UNC Massimiliano Dona annunciando il convegno, in programma domani a Roma (Centro Congressi Montecitorio Eventi, P.zza Capranica 101) : "La giornata di consegna del Premio, istituito per ricordare il fondatore del consumerismo in Italia, sarà l'occasione per fare il punto sul livello di onestà dei nostri mercati, sul rapporto intercorrente tra la moralità esibita dalle imprese e quella attuata nel concreto, ma anche sul grado di consapevolezza maturato su questi temi dal consumatore".Alla cerimonia prenderanno parte Stefano Zamagni, Professore di Economia Politica ALMA MATER STUDIORUM Università di Bologna e Mario Monti, Presidente dell’Università Bocconi e già Commissario Europeo per la Concorrenza. Seguirà una tavola rotonda che vedrà la partecipazione di Antonio Catricalà, Presidente Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Raffaele Guariniello, Magistrato presso la Procura della Repubblica, Tribunale di Torino, Giuseppe Di Taranto, Professore di Storia della finanza e dei sistemi finanziari LUISS Guido Carli, Sebastiano Maffettone, Preside della facoltà di Scienze Politiche LUISS, Piero Gnudi, presidente di Enel Spa e Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo.
Commenta Dona spiegando il tema scelto quest’anno: “Per la quarta edizione del Premio Vincenzo Dona voce dei consumatori abbiamo pensato di mettere al centro della discussione il tema dell'etica. E' questo un tema di cui si è parlato molto nel corso dei secoli, ma recentemente è tornato ad essere di attualità a causa della crisi economica e della crisi generale di valori che ciascuno di noi avverte intorno a sé. Abbiamo invitato i nostri ospiti lanciando provocatoriamente la domanda "Chi è senza peccato", illustrando il tema con alcune pietre evocative della nota domanda retorica. Perché ci chiediamo chi è senza peccato? Perché crediamo che su un tema di tale rilievo ci sia una corresponsabilità di tutti gli attori coinvolti, del resto siamo nell'era della globalizzazione e questo significa soprattutto una stretta correlazione tra i diritti e i doveri di ciascuno. Uno degli argomenti che porteremo al centro del dibattito è proprio il ruolo non solo dell'onestà delle imprese ma anche dell'etica di cui sono capaci i cittadini-consumatori”.

Una maggiore informazione, non promozionale, ma di qualità, sui rischi e benefici dei medicinali soggetti a prescrizione medica. Di questo beneficeranno presto i pazienti europei, grazie a due relazioni adottate oggi dal Parlamento Europeo in seduta plenaria a Strasburgo: una sul regolamento sugli aspetti a livello comunitario (564 voti in favore, 41 contrari e 45 astensioni) e una sulla direttiva sulle regole da applicare a livello nazionale (558 voti in favore, 42 contrari e 53 astensioni). I deputati hanno quindi modificato la legislazione per garantire che i pazienti abbiano il diritto a un'informazione accurata ed obiettiva sulle medicine e sulle patologie trattate e non siano sommersi da informazioni non richieste e da pubblicità occulta.
A tal proposito i parlamentari hanno chiesto di chiarire gli obblighi informativi delle case farmaceutiche: queste devono mettere a disposizione del pubblico informazioni di base, quali le caratteristiche del prodotto, l'etichettatura e il foglio illustrativo più recenti e una versione comprensibile della relazione di valutazione effettuata al momento dell'autorizzazione del medicinale. Un'altra serie d'informazioni non pubblicitarie, come un nuovo prezzo, i cambiamenti degli imballaggi e le avvertenze sugli effetti collaterali negativi, sarà consentita solo previa autorizzazione delle autorità nazionali.
Un altro punto importante, sottolineato dai deputati, è la differenza tra informazione e pubblicità: la pubblicità sui medicinali soggetti a prescrizione è già vietata in tutta l'Unione Europea, ma la diversa interpretazione delle regole nei vari Stati membri mostra com'è sottile la linea che differenzia informazione e pubblicità. Per evitare confusione i deputati chiedono che tali informazioni siano vietate non solo su TV e radio, come proposto dalla Commissione, ma anche sulla stampa. Gli operatori sanitari che mettono a disposizione informazioni su medicinali tramite la stampa o mezzi radiotelevisivi dovranno dichiarare eventuali legami con le case farmaceutiche, inclusi la prestazione di servizi di consulenza e di consigli tecnici riguardo al prodotto in questione.

"La cyber security è una battaglia cruciale per la sicurezza e la competitività del Paese". E' quanto ha dichiarato l'Ad di Poste Italiane, Massimo Sarmi, nel commentare i dati diffusi dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni sulla criminalità informatica secondo i quali nei primi sei mesi del 2010 la polizia postale ha denunciato 819 persone per reati in materia di e-commerce e ne ha arrestate 37. Sono state 2.913 le persone denunciate per hacking, con 76 arrestati, mentre 475 denunce e 51 arresti hanno riguardato i reati pedopornografici.
L'Ad di Poste Italiane ha ricordato l'impegno dell'azienda in questo settore con la promozione della costituzione della Fondazione Global Cyber Security (Gc-Sec), attiva a Roma dal giugno scorso. L'organismo scientifico, di cui Sarmi è Presidente, è stato costituito secondo un modello di partnership tra pubblico e privato, ne sono socie aziende leader italiane e straniere e promuove lo studio, la divulgazione, la ricerca e la formazione nel campo della sicurezza delle comunicazioni via internet. Con la Polizia Postale e lo Us Secret Service Poste Italiane ha inoltre costituito nel 2009 la European electronic crime task force (Eectf) per il contrasto al crimine informatico.